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Agrigento – Riccobene: «Cimiteri al collasso, da oggi più rispetto per i nostri morti, la nostra arte e la nostra storia»

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Agrigento, emergenza cimiteri verso il 2 novembre

Loculi esauriti, archivi da riorganizzare e servizi da rilanciare. L’assessore Riccobene indica le priorità per superare l’emergenza e restituire decoro ai cimiteri di Agrigento.

AGRIGENTO – «Abbiamo in mente di azzerare, il prima possibile, questa lista della vergogna». L’assessore ai Servizi cimiteriali Riccobene illustra ad AgrigentoOggi.it gli interventi per affrontare l’emergenza e rilanciare la gestione dei quattro cimiteri cittadini.

Qual è il numero aggiornato delle salme in attesa di sepoltura?

«Attualmente contiamo 34 feretri in attesa di una collocazione definitiva. È un dato fluttuante che fotografa una vera e propria emergenza, frutto della mancata pianificazione. In passato si è operato con l’occupazione temporanea di cappelle private, una misura d’urgenza. Più recentemente si è aggiunta la realizzazione di blocchi di loculi prefabbricati, 40 dei quali sono in avanzato stato di realizzazione. Abbiamo in mente di azzerare, il prima possibile, questa “lista della vergogna”.»

Quali obiettivi sono stati raggiunti dopo l’insediamento della nuova amministrazione?

«Stiamo imponendo una svolta radicale per superare un sistema cimiteriale che in qualche modo “naviga a vista”. Ho emanato un atto di indirizzo, una direttiva con cui si proverà a ripristinare funzionalità, regole e decoro.

Il primo punto è la digitalizzazione delle concessioni. Non è possibile che nel 2026 si entri in quegli uffici e ci si trovi ancora davanti ad armadi pieni di faldoni. Oltre alla polvere, questi archivi potrebbero celare diverse sorprese e comportare gravi rischi di disattenzione, arbitrio o altro.

Abbiamo chiesto il distacco immediato di tre dipendenti per far ripartire la macchina amministrativa. Contestualmente, abbiamo dichiarato guerra al “far west” dell’abusivismo e della scarsa sicurezza nei cantieri edili privati interni, attivando controlli tramite la nostra Polizia municipale.

Nel contempo, stiamo rendendo operativo un piano straordinario per stanare l’evasione sui canoni e sulle luci votive. Ci aspettiamo cifre importanti da incassare, risorse che sono rimaste inutilizzate per anni.»

Quali tempi sono previsti per l’entrata in funzione dei nuovi loculi?

«I 40 loculi a Piano Gatta sono sostanzialmente ultimati. Mancano solo alcune rifiniture e i collaudi di legge, poi saranno agibili.

Restituire spazi ai cittadini è una priorità politica. Vogliamo farlo con trasparenza e nel brevissimo termine. A Bonamorone, le concessioni scadute o totalmente abbandonate da decenni — come già avvenuto nel recente passato — possono essere liberate e riassegnate con criteri di evidenza pubblica.»

Il Comune intende mantenere o modificare il progetto di gestione privata?

«L’amministrazione Sodano non è condizionata da particolari posizioni ideologiche. I nostri riferimenti sono l’efficienza e l’interesse pubblico. Qualsiasi modello di gestione dovrà però rispettare le regole della trasparenza e garantire il pieno controllo comunale, concetti ben poco praticati in passato.

Se per garantire i cancelli aperti e servizi dignitosi sarà necessario integrare il personale con un servizio esterno di portierato e vigilanza, per colmare i vuoti di organico, lo faremo senza esitazioni.

Lo stesso vale per il project financing proposto alla precedente amministrazione. Sarà esaminato senza alcun pregiudizio e alla luce del sole.»

Quanti posti effettivamente disponibili ci sono oggi nei quattro cimiteri?

«Troppo pochi, o forse nessuno. La verità è che sui nostri cimiteri potremmo appendere un cartello con la dicitura “tutto esaurito”.

Gli uffici sono oggettivamente depotenziati. A questo si aggiungono i faldoni cartacei che richiamano il Medioevo e rendono molto difficile, se non quasi impossibile, sapere chi è sepolto e dove.

L’introduzione di tecnologie moderne, come i rilievi laser scanner e l’utilizzo di droni, ci consentirà di creare una banca dati digitale unica. Solo così potremo quantificare e gestire ogni singolo centimetro disponibile, con la massima chiarezza e legalità.»

Qual è il costo complessivo sostenuto per requisizioni, trasferimenti e sistemazioni provvisorie?

«Parliamo di cifre particolarmente pesanti, nell’ordine di decine di migliaia di euro all’anno, che gravano sulla fiscalità generale e aumentano nel tempo, senza concrete prospettive di soluzione.

Oggi stiamo provando a porre rimedio. In passato, però, le amministrazioni sono state costrette a salti mortali sul piano finanziario. Era ed è inaccettabile che i cittadini continuino a pagare per storiche inefficienze e incrostazioni.

Una risposta politica chiara posso darla sin d’ora: i costi dell’emergenza dovranno essere interamente coperti dalle nuove risorse in corso di recupero attraverso il contrasto all’evasione dei canoni di concessione e dei tributi arretrati.

Proveremo a finanziare il decoro dei nostri cimiteri attraverso una politica di “tolleranza zero”, o comunque ci proveremo.»

Quali ostacoli amministrativi, contrattuali o infrastrutturali impediscono di aumentare la capacità di sepoltura?

«Gli ostacoli principali sono gli uffici svuotati, la cronica carenza di tecnici e custodi e un archivio cartaceo sepolto dal disordine. Quest’ultimo finisce per nascondere centinaia di concessioni scadute e non più rinnovate.

Questa vera e propria “paralisi” espone da anni il Comune anche a rischi di contenzioso. Su questo stiamo già intervenendo.

A Piano Gatta, ad esempio, la realizzazione di ulteriori blocchi da 40 posti stenta a essere portata a termine, pur non comportando un impegno tecnico ed economico particolarmente rilevante o gravoso.»

Sono stati fatti interventi al cimitero di Piano Gatta per la riapertura del cancello e sul piazzale, soprattutto per anziani e persone con difficoltà motorie?

«Sì, e sono tuttora in corso. Le barriere che da anni ostacolano i cittadini più fragili, come gli anziani e le persone con disabilità, possono essere eliminate o quantomeno ridimensionate. Oggi queste persone sono costrette ad affrontare percorsi dissestati e cancelli sbarrati.

Dignità, decoro e accessibilità devono essere un imperativo politico e morale. Ci stiamo provando e ci auguriamo che il cambiamento sia sempre più tangibile.

Voglio infine richiamare l’attenzione su un’altra emergenza: la tutela degli aspetti storico-artistici dei cimiteri. È vero che parliamo di luoghi religiosi, dove sono preminenti il raccoglimento e la preghiera. Ma sono anche luoghi che custodiscono alcune delle nostre memorie più preziose.

A Bonamorone, ad esempio, ci sono pregevoli opere d’arte ad alto rischio, un sacrario militare importante e le tombe di personalità insigni che hanno dato tanto alla nostra città. Dobbiamo essere in grado di custodire questo patrimonio meglio di quanto fatto finora.»

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Fonte: AgrigentoOggi

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