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Agrigento – Goletta Verde boccia il Fiume Naro fortemente inquinato: Comune e Asp agiscano

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Agrigento – Goletta Verde boccia il Fiume Naro fortemente inquinato: Comune e Asp agiscano. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Eventi.

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foce fiume Naro, Fonte: mare amico

Il fiume Naro torna al centro dell’allarme ambientale in Sicilia. Le analisi effettuate da Goletta Verde tra la fine di giugno e l’inizio di luglio 2026 descrivono una situazione preoccupante alla foce, in località Cannatello, lungo il litorale di Agrigento. Il punto monitorato è stato classificato come fortemente inquinato sulla base dei risultati microbiologici diffusi da Legambiente.

Fiume Naro: la foce è fortemente inquinata

Il dato sul fiume Naro si inserisce in un quadro regionale segnato da numerose criticità. Dei 23 punti campionati nelle province di Agrigento, Palermo, Trapani, Catania, Messina e Caltanissetta, 16 sono risultati oltre i limiti di legge. Significa che il 70% delle aree controllate presenta problemi riconducibili soprattutto a sistemi di depurazione insufficienti o inefficienti.

Nell’Agrigentino l’esito è ancora più netto. Tutti e tre i punti esaminati, la foce del Cansalamone a Sciacca, quella del Naro ad Agrigento e quella del Palma a Licata, sono stati classificati come fortemente inquinati. Le analisi hanno ricercato batteri indicatori di contaminazione fecale, tra cui Escherichia coli ed Enterococchi intestinali.

Un problema che arriva dall’entroterra

L’inquinamento rilevato alla foce non può essere letto come un fenomeno isolato. Il fiume attraversa un territorio ampio e riceve acque provenienti da diversi centri dell’entroterra agrigentino. La presenza di elevate concentrazioni batteriche può indicare l’arrivo di reflui non adeguatamente trattati, perdite lungo le reti fognarie o scarichi che richiedono controlli puntuali.

Il monitoraggio di Goletta Verde non stabilisce direttamente la balneabilità delle acque, competenza affidata alle autorità pubbliche. La campagna serve a individuare le aree più esposte alle conseguenze della cattiva depurazione e a richiamare l’attenzione su problemi che spesso si ripresentano negli stessi luoghi.

Informazioni insufficienti per i cittadini

Un altro elemento riguarda la comunicazione ai bagnanti. Nei punti siciliani monitorati, i cartelli di divieto di balneazione risultavano assenti nel 43% dei casi in cui sarebbero stati necessari. Nel 91% delle aree controllate mancavano anche i pannelli sulla qualità delle acque, la cui installazione spetta alle amministrazioni costiere.

Per una zona frequentata come il litorale di Cannatello, la disponibilità di informazioni chiare rappresenta una forma concreta di tutela. Il cittadino deve poter conoscere le condizioni dell’acqua e valutare eventuali rischi prima di avvicinarsi a una foce.

Se c’è un inquinamento strutturale, ci sono precise responsabilità, sia dolose che colpose. L’agonia del fiume Naro si fonda su tre filoni di indagine principali:

  • L’assenza o il malfunzionamento della rete fognaria e depurativa: Per decenni, vasti agglomerati urbani e periferici (incluso il popoloso quartiere di Villaggio Mosè) hanno convogliato reflui in impianti sottodimensionati, malfunzionanti o addirittura sequestrati in passato dalla magistratura per gravi inefficienze.

  • Gli scarichi abusivi civili: Numerose abitazioni, in particolare nelle aree di espansione abusiva poi sanata ma mai urbanizzata adeguatamente lungo la costa, scaricano direttamente nei valloni che confluiscono nel Naro.

  • I crimini agro-industriali: Un capitolo oscuro, spesso evidenziato anche in sede europea, è lo sversamento illegale delle cosiddette “acque di vegetazione” derivanti dalla molitura delle olive nei frantoi. Si tratta di scarti che possiedono un carico organico e inquinante fino a 200 volte superiore a quello delle normali fognature civili, capaci di annientare letteralmente l’ecosistema fluviale.

Servono controlli e interventi verificabili

Le condizioni del fiume Naro chiedono risposte che vadano oltre il monitoraggio annuale. Occorre individuare l’origine della contaminazione, controllare collettori e depuratori, verificare la presenza di scarichi irregolari e comunicare pubblicamente tempi e risultati degli interventi.

Il dato di Goletta Verde non dimostra da solo l’esistenza di responsabilità penali, ma segnala una criticità ambientale che non può essere ignorata. La foce del Naro è un punto di contatto tra il territorio e il mare: lasciarla in queste condizioni significa mettere a rischio l’ambiente, la fruizione della costa e l’immagine turistica di Agrigento.

Comune e ASP non sono semplici destinatari dei report di Goletta Verde, ma i primi soggetti istituzionali chiamati a rispondere della sicurezza del litorale.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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