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Agrigento – Il “Centro d’arte Raffaello” accoglie le opere inedite di Tano Angiletti, artista catanese che racconta la Sicilia tra astrazione ed espressività

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Agrigento – Il “Centro d’arte Raffaello” accoglie le opere inedite di Tano Angiletti, artista catanese che racconta la Sicilia tra astrazione ed espressività. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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Un artista catanese di solida formazione accademica, che vanta una lunga e riconosciuta carriera espositiva, nel novero dei talenti contemporanei di rilievo del “Centro d’arte Raffaello”.
La galleria palermitana diretta da Sabrina Di Gesaro, che proprio nel 2026 taglia il traguardo di quarant’anni di attività, accoglie le opere inedite di Tano Angiletti, laureato all’Accademia di Belle Arti e docente di discipline artistiche, capace di trasferire nel suo lavoro la solidità di chi ha fatto del mestiere pittorico una vocazione totale.
La sua produzione artistica, realizzata con colori a olio su tela, rivela una padronanza tecnica non comune: la materia viene stesa allo stesso tempo con scioltezza e pieno controllo, costruendo superfici vibranti in cui il gesto pittorico resta visibile e vivo, quasi respirante.
Il colore non descrive, illumina; la luce non è effetto, ma struttura.
La tensione feconda tra figurazione e astrazione è ciò che distingue Tano Angiletti nel panorama contemporaneo.
Le sue vedute – come nel caso di Palermo, sospesa tra cielo e mare, riconoscibile eppure trasfigurata – non sono mai semplici rappresentazioni, ma piuttosto un distillato emotivo del paesaggio, in cui la città emerge dalla materia cromatica come un ricordo nitido affiorato da un sogno.

 

“Con Tano Angiletti, entrato nella nostra scuderia nel 2025 – dichiara la dottoressa Sabrina Di Gesaro – la galleria conferma e approfondisce la propria vocazione ad aprirsi al contemporaneo con scelte ponderate e coraggiose”.
“Non ci limitiamo – precisa – a documentare ciò che è già riconosciuto, ma intendiamo offrire al nostro pubblico una selezione di artisti su cui investire, figure del panorama attuale che coniugano qualità tecnica, identità stilistica e potenziale di crescita nel mercato dell’arte”.
“La presenza di Tano Angiletti – afferma – manifesta la volontà di dare valore a una storia familiare che conosco e stimo: suo padre, il Maestro Giacomo Angiletti, è una presenza cara alla nostra galleria, a testimonianza del fatto che, quando il talento è genuino, attraversa le generazioni senza imitarsi ma rinnovandosi”.
“Ritrovare in Tano la stessa dedizione alla pittura del genitore, filtrata attraverso una sensibilità tutta contemporanea – osserva il direttore artistico del “Centro d’arte Raffaello” – è per me motivo di autentica soddisfazione ed è per questa ragione che gli do il mio personale benvenuto, con grande piacere e con un senso di continuità artistica profondamente sentito”.
“Nelle sue opere – prosegue – il figurativo si sgrana in tocchi di luce e l’astratto si ricompone in architetture e riflessi, all’insegna di un equilibrio raro che Tano Angiletti governa con naturalezza”.
La programmazione del “Centro d’arte Raffaello” ha dedicato nel tempo, e continua a farlo, grande attenzione all’esplorazione del paesaggio come linguaggio.
Le opere presenti nella collezione permanente della galleria, visionabili sul sito www.raffaellogalleria.com, raccontano una lunga fedeltà al genere, nelle sue declinazioni più eterogenee, tra scorci urbani, vedute costiere, panorami dell’entroterra siciliano e squarci di luce mediterranea fermati nella tela da mani e sguardi differenti: è in questo solco fertile che si inserisce il lavoro di Tano Angiletti, portando una voce nuova a un dialogo già ricco.
La sua Palermo vista dall’acqua e le sue architetture dissolte nella luce si affiancano idealmente ad altre opere già presenti in galleria, integrando una narrazione visiva del territorio che, da sempre, rappresenta uno dei fili conduttori dell’identità curatoriale del “Centro d’arte Raffaello”.
“Il mio linguaggio artistico – spiega Tano Angiletti – affonda le radici in un’eredità familiare che mi ha permesso di vivere l’arte non solo come una nozione impartita, ma anche come un’atmosfera respirata tra tele ed essenze: una formazione che si traduce oggi nella predilezione delle tecniche artistiche dell’acrilico e dell’olio su tela per la loro straordinaria duttilità, che mi consente di trattare le superfici con effetti materici o acquerellati”.
Nelle opere è possibile osservare un processo creativo stratificato: l’artista non si limita soltanto all’utilizzo del pennello, ma si avvale di spatole, graffi, sovrapposizioni e velature, arrivando a sfumare il colore con le dita o a schizzarlo direttamente sulla superficie.
La materia pittorica non è mai fine a sé stessa: il “corpo fisico dell’idea” esprime una tensione vitalistica che invita a percepire l’energia del gesto.
“Il cuore della mia produzione – racconta – è il territorio, scevro da descrittività e rappresentato attraverso una sensibilità che tende all’astrazione e all’espressività, con soggetti che traggono ispirazione dai dettagli del quotidiano, come l’incidenza della luce su un campanile o un frammento architettonico, interiorizzati e trasformati in veri e propri viaggi mentali: questa indagine si muove sul confine sottile tra ciò che è riconoscibile e ciò che è evocato, con l’obiettivo di trattenere della realtà solo la bellezza e, in questo senso, l’opera diventa uno scudo contro il degrado, un invito a distaccarsi dalle miserie quotidiane per abitare un presente capace di far vibrare nuovamente le corde dell’anima”.
“L’ingresso in galleria – conclude – non rappresenta un semplice accordo professionale, ma un vero e proprio approdo in un porto sicuro, un luogo dove il lavoro creativo viene custodito e valorizzato con la medesima passione che mi anima: grazie a questo legame di fiducia e reciprocità mi concentro sulla creazione, sapendo che la voce delle opere sarà portata alla collettività con eleganza e dinamismo”.
La galleria diventa così lo spazio in cui lo scambio stimolante tra artista, territorio e pubblico si concretizza, trasformando la creazione privata in una condivisione culturale ed emotiva.
Le opere di Tano Angiletti si trovano nella sede di via Emanuele Notarbartolo 9/E a Palermo.
Nel corso della stagione estiva, la galleria rimane aperta al pubblico da lunedì a sabato, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:30 alle 19:30.
Festivi, sabato pomeriggio, domenica e lunedì mattina chiusi.
Dall’8 al 30 agosto si riceve solo su appuntamento, contattando il numero whatsapp 339.2896464
L’ingresso è libero.

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Fonte: Report Sicilia

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