Agrigento, il «modello» di Sodano somiglia sempre più a un Miccichè 2.0. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Controcorrente presenta Agrigento come un laboratorio per la Sicilia. Ma la relazione di inizio mandato riprende dati provvisori che chiedono spiegazioni, mentre il centrodestra tende la mano al sindaco in Consiglio. La Vardera dica quale modello sta sostenendo.
Editoriale di Giuseppe Di Rosa
Dove sono quelli che insultavano me e Report Sicilia ogni volta che ponevamo una domanda al sindaco? Adesso diranno che anche i voti del centrodestra arrivano soltanto «per il bene di Agrigento»?
Può darsi che chi li ha espressi sia convinto di fare il bene della città. Ma gli agrigentini hanno il diritto di sapere chi sostiene Michele Sodano, su quali decisioni e con quale progetto politico. Hanno anche il diritto di capire che cosa dicano davvero i conti comunali.
Sodano è stato eletto con la promessa del cambiamento. Agli Stati generali di Controcorrente ha descritto Agrigento come un laboratorio per il futuro della Sicilia. Ha parlato di merito, competenze e rinnovamento, spiegando di avere scelto una squadra capace di mettere le proprie qualità al servizio della collettività. Sono parole pronunciate dal sindaco, ed è giusto prenderle sul serio.
Per questo, dopo i primi cento giorni, formulo un giudizio politico netto: il governo Sodano, per ciò che ha mostrato finora, somiglia sempre più a un Miccichè 2.0. Chi è soddisfatto di questa direzione può sostenerla. Ma non si può chiedere alla città di chiamarla «controcorrente» senza confrontarla con gli atti.
prima «i conti sono tutt’altro che a posto». Poi la relazione firmata dal sindaco
All’inizio di agosto Sodano rispose con durezza a Franco Miccichè. L’ex sindaco rivendicava di avere lasciato i conti in ordine e circa 44 milioni di euro in cassa. Sodano replicava che «i conti sono tutt’altro che a posto» e contestava l’idea che la liquidità in tesoreria potesse essere presentata come denaro liberamente spendibile.
Su quest’ultimo punto la distinzione è corretta: la cassa non coincide con le risorse disponibili per nuove spese.
Nella relazione di inizio mandato sottoscritta da Sodano viene riportato un fondo di cassa di 49.438.077,84 euro all’11 giugno 2026, di cui 15.354.087,93 euro di cassa vincolata. I 44 milioni evocati da Miccichè e i 49,4 milioni indicati nella relazione si riferiscono a momenti diversi. Non basta accostarli per stabilire chi avesse ragione sulla salute finanziaria del Comune.
La liquidità, però, esisteva. E ora che lo scontro dei video è finito, Sodano deve spiegare ciò che conta: quali impegni gravano su quella cassa, quali risorse siano realmente disponibili e come intenda affrontare il disavanzo che emerge dai dati provvisori.
sotto la parola «non vincolato», un valore negativo di oltre 20 milioni
Nella relazione di fine mandato di Miccichè e in quella di inizio mandato di Sodano compare, per il preconsuntivo 2025, una voce denominata «Non vincolato» pari a –20.565.696,03 euro.
Per chi non legge bilanci comunali ogni giorno, quella dicitura può risultare persino rassicurante. Il segno meno racconta invece una situazione precisa: la quota disponibile del risultato di amministrazione è negativa. Nei dati preconsuntivi si tratta di un disavanzo di amministrazione, non di una somma che il Comune possa spendere.
«Non vincolato» è il nome della riga del prospetto. Non sostengo di poter dimostrare che sia stata usata con l’intenzione di nascondere qualcosa. Sostengo che lasciare un valore negativo di oltre venti milioni sotto quella sola etichetta, senza spiegarne il significato ai cittadini, è una scelta comunicativa inadeguata.
Miccichè ha riportato quella voce nella sua relazione. Sodano l’ha ripresa nella propria. È qui che la promessa di discontinuità incontra una prima domanda: perché il nuovo sindaco, che accusava il predecessore di rappresentare male i conti, non ha accompagnato quel numero con una spiegazione limpida?
Il dottor Salvatore Licari, revisore contabile consultato professionalmente da Report Sicilia, ha richiamato la nostra attenzione sulla differenza tra il risultato di amministrazione complessivo e la sua parte effettivamente disponibile. Un totale positivo non cancella il segno negativo della quota disponibile.
i revisori avevano escluso il 2025 dalla certificazione
C’è un motivo ulteriore per pretendere chiarezza. Il 2 aprile 2026 il Collegio dei revisori sospese la certificazione della relazione di fine mandato di Miccichè, segnalando criticità, incongruenze e carenze documentali. Il 7 aprile rilasciò una certificazione parziale con annotazioni. I valori del 2025 preconsuntivo restarono esclusi dalla certificazione.
Inoltre, nei prospetti riferiti a quell’anno si leggono cifre diverse per alcune delle stesse voci. Il risultato di amministrazione, per esempio, compare come 176.286.217,59 euro in una tabella e 178.761.218,99 euro in un’altra: una differenza superiore a 2,4 milioni. Anche cassa, residui attivi e Fondo pluriennale vincolato per le spese correnti presentano scostamenti.
Una differenza nei prospetti non dimostra che siano spariti soldi. Potrebbe dipendere da rettifiche o da versioni elaborate in momenti diversi. Ma la spiegazione deve arrivare da chi ha redatto e sottoscritto i documenti. Qual è il dato corretto, quando è stato aggiornato e perché la versione precedente è rimasta nelle tabelle?
Secondo le informazioni in nostro possesso, al 21 settembre 2026 il rendiconto 2025 non risulta ancora presentato al Consiglio comunale per l’approvazione. Il Comune renda noto lo stato dell’iter e i relativi atti. Il termine ordinario per l’approvazione del rendiconto era il 30 aprile, salvo proroghe applicabili: il ritardo iniziale precede l’insediamento di Sodano. Da quando è sindaco, però, compete a lui dire quando la città potrà leggere i numeri definitivi.
Nella relazione firmata dal nuovo sindaco compare anche la conclusione secondo cui la situazione finanziaria e patrimoniale «non presenta squilibri». È un’affermazione che chiede di essere spiegata accanto alla quota disponibile negativa. Il disavanzo non significa automaticamente dissesto, ma richiede una quantificazione definitiva e misure di copertura. Quali sono?
la «mano tesa» di chi era stato accusato
Mentre aspettiamo queste risposte, in Consiglio comunale sta prendendo forma un’altra questione. Sodano ha cinque consiglieri direttamente riconducibili alla sua maggioranza elettorale; il centrodestra dispone di numeri ben più ampi.
Il 17 settembre, una variazione finanziaria è stata approvata con il voto favorevole di tutti i 21 consiglieri presenti. In Aula si è parlato di una «mano tesa» all’amministrazione.
Sodano aveva già annunciato prima del ballottaggio la volontà di cercare un «lavoro trasversale» in Consiglio. Nessuno può dunque fingere che ogni dialogo con l’opposizione sia una sorpresa. Un voto unanime, da solo, non prova neppure l’esistenza di un accordo riservato con Roberto Di Mauro o con altri esponenti del centrodestra.
La domanda politica resta: si tratta di collaborazione su singoli atti o di una maggioranza di fatto? Se le forze legate alla stagione politica precedente diventano indispensabili per governare, quali priorità condividono con il sindaco? Su quali scelte si impegnano? Che cosa è cambiato rispetto a quando Sodano attribuiva a quella stagione le difficoltà della città?
Chi vuole una collaborazione stabile la difenda davanti agli elettori. È il modo più semplice per fare chiarezza.
una giunta di «top player» si giudica dai risultati
Anche la giunta è stata presentata come una squadra scelta per merito e competenza. Bene: allora ai cittadini si mostrino i criteri delle nomine, gli obiettivi affidati a ciascun assessore e gli atti con cui quegli obiettivi vengono perseguiti.
Report Sicilia ha esaminato dichiarazioni dalle quali, per alcuni componenti della giunta, risultano redditi annui bassi. Un reddito basso non dimostra disoccupazione né incompetenza: sarebbe ingiusto e sbagliato sostenerlo. Ma le etichette di «eccellenza» e «top player» devono trovare riscontro nelle competenze pertinenti alle deleghe e nei risultati amministrativi.
Sul curriculum non doveva esserci scritto «disoccupato». Dovevano esserci le qualifiche e le esperienze che hanno motivato la scelta. E, dopo la nomina, devono esserci gli atti. Chi ci insulta perché chiediamo di vederli può rispondere pubblicando i documenti e discutendoli nel merito.
la vardera, quale «modello agrigento» vuole portare in sicilia?
Ismaele La Vardera ha descritto Agrigento come un possibile «laboratorio politico» e una prova per il governo della Regione. Sodano, dal palco degli Stati generali di Controcorrente, ha parlato di una squadra scelta premiando il merito e capace di opporsi alle resistenze di chi vuole conservare il potere.
Prendiamo entrambi in parola. Se il «modello Agrigento» è fondato sul merito, si documentino i criteri delle nomine e i risultati. Se è fondato sul rigore, si chiariscano le cifre discordanti del preconsuntivo e il percorso di copertura del disavanzo. Se rappresenta una rottura con le vecchie logiche, si spieghi senza ambiguità quale ruolo politico abbia il centrodestra nel governo della città.
La Vardera ha già dimostrato, nella vicenda Crosta, di essere disposto a dissentire pubblicamente dal sindaco. Gli chiedo di applicare lo stesso metro a queste domande. È questo il governo cittadino che Controcorrente propone come esempio alla Sicilia? Se sì, ne spieghi le scelte. Se no, dica quali cambiamenti pretende da Sodano.
Non siamo noi ad avere inventato il «modello Agrigento». Lo hanno proposto loro. Perciò tocca a loro dimostrare, con gli atti, che esiste.
chiamare le cose con il loro nome
Torno alla domanda iniziale, rivolta anche a chi preferiva insultare me e questo giornale: davvero chiedere il rendiconto, una spiegazione del disavanzo e chiarezza sui voti in Consiglio sarebbe un attacco alla città?
Per me è il contrario: Agrigento merita di conoscere i propri conti e il proprio governo reale. C’è chi apprezzerà una giunta Sodano sostenuta dal centrodestra. È libero di farlo. Io sono libero di dire che, se questa diventa la formula stabile e le promesse di discontinuità restano senza riscontro negli atti, il «modello Agrigento» assomiglierà sempre meno a Controcorrente e sempre più a Miccichè 2.0.
Sodano e La Vardera possono smentire questo giudizio. Servono il rendiconto definitivo, spiegazioni verificabili, scelte politiche dichiarate e risultati per la città. Le risposte sono nelle loro mani.
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Fonte: Report Sicilia
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