Agrigento – Il Re Michele prepara il cambio dei top player, Torregrossa verso l’uscita e Riccobene sempre più scomodo. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Il rimpasto della Giunta Sodano potrebbe essere più ampio del previsto. Mentre prende corpo l’ipotesi dell’ingresso di Michelangelo Lo Piparo al posto di Giovanni Crosta, emergono indiscrezioni sulla possibile sostituzione di Elisabetta Torregrossa e sull’uscita di Giuseppe Riccobene. Sullo sfondo il ruolo del Movimento 5 Stelle, il controllo dei servizi pubblici e il vincolo del 40 per cento di rappresentanza di genere.
AGRIGENTO. Il Re Michele sembra pronto a cambiare alcuni dei suoi celebrati top player.
Quelli che appena quattro mesi fa venivano presentati come le eccellenze chiamate a rivoluzionare Agrigento potrebbero presto scoprire che, alla corte di Palazzo dei Giganti, nessun incarico è davvero al sicuro.
Il rimpasto annunciato per sostituire Giovanni Crosta, dimessosi l’11 settembre, rischia infatti di trasformarsi in qualcosa di molto più ampio.
AgrigentoOggi ha già anticipato l’ipotesi dell’ingresso in Giunta di Michelangelo Lo Piparo, esponente di Controcorrente, con le deleghe precedentemente affidate a Crosta e quella ai Rifiuti oggi assegnata a Giuseppe Riccobene.
La carica di vicesindaco potrebbe invece essere affidata a Mariuccia Miccichè.
Ma secondo ulteriori indiscrezioni raccolte da Report Sicilia, il vero rimpasto potrebbe coinvolgere anche Elisabetta Torregrossa e arrivare alla sostituzione completa dello stesso Riccobene.
Torregrossa scaricata, Sodano avrebbe chiesto il cambio a Cambiano
La prima novità riguarda Elisabetta Torregrossa, assessora con delega allo Sport.
Secondo le informazioni raccolte, Michele Sodano avrebbe manifestato la volontà di sostituirla, chiedendo ad Angelo Cambiano, riferimento provinciale del Movimento 5 Stelle, di individuare una nuova figura.
Ma ci sarebbe un particolare politicamente significativo.
Il sindaco, sempre secondo le indiscrezioni, avrebbe già una propria preferenza per la sostituzione e vorrebbe ottenere dal Movimento 5 Stelle una designazione gradita.
Se fosse confermato, si tratterebbe di una scelta che solleverebbe un interrogativo sui rapporti interni alla coalizione.
È il Movimento 5 Stelle a indicare i propri assessori oppure è Michele Sodano a scegliere anche quelli degli alleati?
E soprattutto, quali sarebbero le ragioni della sostituzione di Torregrossa?
Non risultano al momento provvedimenti ufficiali né motivazioni pubbliche che consentano di rispondere.
Le quote rosa complicano i piani del sindaco
C’è però un problema che Sodano dovrà necessariamente affrontare.
La legge regionale siciliana n. 4 del 19 febbraio 2026 ha introdotto una quota minima del 40 per cento per ciascun genere nelle Giunte dei Comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti.
La disposizione si applica dal primo rinnovo elettorale successivo alla sua entrata in vigore e riguarda quindi anche Agrigento.
Con una Giunta composta dal sindaco e da otto assessori, il calcolo su nove componenti richiede quattro rappresentanti del genere meno presente, secondo il criterio di arrotondamento previsto dalla normativa.
Di conseguenza, se la composizione dell’esecutivo resterà quella numerica prevista, la sostituzione di un’assessora con un uomo potrebbe compromettere il rispetto della quota di genere.
Il sindaco dovrà dunque valutare attentamente l’intero assetto delle nomine.
Perché il Re Michele può cambiare i propri top player.
Ma non può cambiare le percentuali stabilite dalla legge.
Riccobene, non sarebbe soltanto una questione di deleghe
L’altro fronte riguarda Giuseppe Riccobene.
AgrigentoOggi ha riferito della possibile sottrazione della delega all’Igiene e ai Rifiuti, che verrebbe assegnata a Michelangelo Lo Piparo.
Lo stesso Riccobene, interpellato sulla questione, avrebbe confermato che dell’ipotesi si è parlato.
Ma secondo quanto emerge dalle indiscrezioni raccolte da Report Sicilia, il contrasto potrebbe essere più serio.
Il problema non sarebbe soltanto la delega ai Rifiuti.
Il problema potrebbe essere l’autonomia con la quale Riccobene intende esercitare le proprie funzioni di controllo.
L’assessore starebbe infatti lavorando per rafforzare le verifiche sui servizi, mentre il sindaco sarebbe orientato a proseguire nella politica delle esternalizzazioni.
Due impostazioni che potrebbero entrare in conflitto, soprattutto quando si tratta di stabilire come controllare l’esecuzione dei servizi affidati all’esterno.
Se questa ricostruzione venisse confermata, si comprenderebbe perché la semplice sottrazione di una delega potrebbe non essere considerata sufficiente.
E perché si starebbe valutando anche la sostituzione completa dell’assessore.
Naturalmente si tratta di indiscrezioni, non di decisioni ufficiali né di un contrasto già documentato attraverso atti amministrativi.
Il Re vuole governare senza essere disturbato?
È questo il vero interrogativo politico.
Riccobene sarebbe diventato scomodo perché intenzionato a esercitare controlli più incisivi?
Oppure il possibile rimpasto risponde a valutazioni completamente diverse?
La risposta deve arrivare da Michele Sodano.
Perché il tema delle esternalizzazioni riguarda direttamente la gestione dei servizi pubblici, i costi sostenuti dal Comune e le verifiche sull’operato degli affidatari.
Non è una questione secondaria.
E se davvero esistessero divergenze tra sindaco e assessore sulla gestione di questi settori, sarebbe opportuno renderle pubbliche.
Un assessore che vuole controllare i servizi dovrebbe rappresentare una risorsa per l’amministrazione, non un problema da risolvere.
A meno che le ragioni del contrasto non siano altre.
Ed è proprio per questo che servono chiarimenti.
Lo Piparo, il posto di Crosta e la possibile promozione di Miccichè
Nel frattempo continua a circolare il nome di Michelangelo Lo Piparo.
Ex appartenente alla Polizia di Stato, oggi in pensione, esponente di Controcorrente e candidato non eletto alle ultime amministrative, sarebbe la figura individuata per occupare il posto rimasto vacante dopo le dimissioni di Giovanni Crosta.
Secondo quanto pubblicato da AgrigentoOggi, Lo Piparo potrebbe ricevere anche la delega ai Rifiuti.
La vicesindacatura, invece, potrebbe essere affidata a Mariuccia Miccichè.
Una soluzione che consentirebbe al sindaco di ridistribuire incarichi e competenze senza limitarsi alla semplice sostituzione dell’ex vicesindaco.
Ma che potrebbe anche segnare un nuovo equilibrio politico all’interno della coalizione.
Quattro mesi dopo, che fine hanno fatto le eccellenze?
È questa la domanda che Michele Sodano dovrebbe porsi prima ancora di procedere alle nuove nomine.
La sua Giunta era stata presentata come una squadra di altissimo profilo.
Amministratori capaci.
Competenze selezionate.
Top player pronti a cambiare Agrigento.
Adesso Crosta è fuori.
Torregrossa potrebbe essere accompagnata all’uscita.
Riccobene rischierebbe di perdere una delega fondamentale o addirittura il proprio posto.
E altri nomi sarebbero già pronti a entrare.
Ma se erano davvero i migliori, perché dopo appena quattro mesi bisogna già cambiarli?
E se invece non erano i migliori, sulla base di quali criteri erano stati scelti?
La città merita una spiegazione.
Perché gli assessori non sono pedine da spostare sulla scacchiera personale del sindaco.
Sono amministratori pubblici chiamati a rispondere del proprio operato.
Il cambiamento si misura con i risultati, non con i nomi
Michele Sodano ha naturalmente il potere di modificare la composizione della propria Giunta nel rispetto della legge.
Ma ogni sostituzione rappresenta anche una scelta politica della quale assumersi la responsabilità.
E se il rimpasto dovesse confermare le indiscrezioni, ci troveremmo davanti a una squadra profondamente diversa da quella presentata alla città soltanto pochi mesi fa.
Con una questione ancora più delicata.
Il sindaco sta cercando assessori capaci di esercitare le proprie funzioni oppure persone disposte ad assecondare ogni sua decisione?
La risposta arriverà dalle nomine.
Ma soprattutto dagli atti amministrativi che seguiranno.
Perché ad Agrigento non servono nuovi annunci di eccellenze.
Servono amministratori capaci di governare, controllare la spesa pubblica e rispondere ai cittadini.
Il Re Michele può anche cambiare i suoi top player. Ma non può continuare a presentare ogni scelta come una rivoluzione senza spiegare perché quella precedente non abbia funzionato.
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Fonte: Report Sicilia
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