Agrigento – Il tentato omicidio di San Leone: l’indagato resta in carcere. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Eventi.
Cosa sta succedendo

Resta detenuto al carcere “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento il ventiseienne di origini gambiane accusato di tentato omicidio, porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere e rissa per i fatti avvenuti tra sabato e domenica tra il piazzale Giglia e il viale dei giradini a San Leone. Il gip del tribunale di Agrigento, Nicoletta Sciarratta, ha sciolto la riserva e pur non convalidando il fermo di indiziato di delitto, ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti del giovane.
Durante l’udienza, l’indagato, non si è avvalso della facoltà di non rispondere, fornendo la sua versione dei fatti. Il giovane ha ammesso di aver sferrato le coltellate, sostenendo però di aver agito per legittima difesa dopo essere stato accerchiato e picchiato dal “branco”. Ha inoltre raccontato di un episodio avvenuto nei giorni precedenti alla rissa, un ragazzo agrigentino lo avrebbe raggiunto a casa per aggredirlo fisicamente. Per il gip, però, il 26enne non si è limitato a difendersi da un’aggressione ma si è spinto ben oltre.
La tesi della legittima difesa è smentita dalla videosorveglianza. I filmati mostrano infatti che l’immigrato, dopo una discussione e il lancio di un casco da parte della vittima, si è armato di un coltello e di una catena per affrontare i rivali. Appena arrivato in piazzale Giglia, il 26enne si sarebbe scagliato contro il diciassettenne, ferendolo gravemente con 8 fendenti in punti vitali, tra cui torace, addome e genitali. Un’azione definita dal giudice come “volontà di uccidere”.
Per il giudice viene meno anche il presupposto della legittima difesa e la derubricazione del reato da tentato omicidio a lesioni dolose aggravate. Il ventiseienne, ha colpito con otto coltellate il diciassettenne e ferito un ventenne con un fendente al ginocchio. Per fortuna entrambi sono fuori pericolo di vita. Ancora da chiarire i motivi che hanno scatenato la zuffa tra un gruppetto di ragazzi e il 26enne. Le telecamere collocate nella zona hanno ripreso quasi interamente quegli attimi di terrore e sangue.
Nell’inchiesta, coordinata dal pm Luisa Piccolo, risultano indagati per rissa anche i due ragazzi feriti nella zuffa.
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Fonte: AgrigentoOggi
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