Agrigento – Inchiesta Armao, il filo dei rifiuti che porta nell’Agrigentino: al via gli interrogatori. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo

Dalla gara da 147 milioni per dieci comuni al progetto di un impianto ad Aragona: due vicende distinte nell’inchiesta sulle presunte tangenti. Davanti al giudice anche l’imprenditore Sergio Vella. Chiesto il carcere per Armao e Matta, i domiciliari per altri sei indagati.
Il settore dei rifiuti è il filo che lega due vicende dell’Agrigentino finite sotto la lente della Procura di Palermonell’inchiesta che coinvolge l’ex vicepresidente della Regione Siciliana Gaetano Armao. L’indagine entra adesso in una fase delicata con l’avvio degli interrogatori preventivi davanti al giudice per le indagini preliminari: i primi cinque sono previsti per lunedì 12 ottobre, gli altri quattro per martedì 13. Tra le persone chiamate a comparire anche l’imprenditore Sergio Vella.
La Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere per Gaetano Armao e l’avvocato Pierluigi Matta, mentre per altri sei indagati sono stati richiesti gli arresti domiciliari. Sarà il giudice a valutare le richieste dopo gli interrogatori.
Il nuovo filone riguarda l’appalto da 147,1 milioni di euro per sette anni di gestione dei rifiuti ad Agrigento e in altri nove comuni della provincia: Aragona, Camastra, Canicattì, Castrofilippo, Casteltermini, Comitini, Grotte, Naro e Racalmuto. La gara, suddivisa in due lotti, è documentata nel portale ufficiale degli appalti regionali.
Tra le sei persone indagate per questa vicenda figurano gli imprenditori di Porto Empedocle Giuseppe Gaglio e Pietro Alongi, il deputato regionale di Forza Italia Gaspare Vitrano e l’avvocata Valentina Matta, oltre ad Armao e all’avvocato Pierluigi Matta.
Secondo l’ipotesi investigativa, gli imprenditori avrebbero fatto ricorso all’assistenza legale di Valentina Matta attraverso l’intermediazione di Vitrano. Al centro degli accertamenti c’è una consulenza che sarebbe stata formalizzata a luglio ma retrodatata ad aprile, quando Armao non era ancora stato nominato presidente della commissione giudicatrice. Gli investigatori ipotizzano che l’incarico potesse servire a mascherare un compenso illecito, destinato in parte ad Armao. Si tratta di contestazioni ancora da verificare in sede giudiziaria.
L’attenzione degli inquirenti riguarda anche un’altra vicenda agrigentina: il progetto di un impianto per il trattamento dei rifiuti e la produzione di biometano e compost ad Aragona, promosso dalla società Seap Bio Energy, riconducibile all’imprenditore Sergio Vella. Anche questo filone, distinto da quello relativo al maxi appalto, è interessato da ipotesi investigative concernenti presunti favori amministrativi e incarichi professionali.
Due vicende diverse, dunque, che riportano al centro i rapporti tra imprese, professionisti e procedure pubbliche nel settore dei rifiuti. Adesso l’attenzione si sposta sugli interrogatori e sulle decisioni del giudice in merito alle misure cautelari richieste dalla Procura.
L’inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari e per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.
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Fonte: AgrigentoOggi
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