Agrigento – Infiltrazioni idriche nella Galleria ferroviaria di San Gisippuzzu. Chi interviene prima che sia troppo tardi?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Un’azione civile chiede al giudice di accertare il “grave pericolo per la stabilità strutturale” del tunnel ferroviario. Palazzo dei Giganti si costituisce per contestare il nesso causale. Ma il problema non è il processo: è l’acqua che intanto continua a scendere.
Troviamo nell’albo pretorio del Comune di Agrigento che il 13 luglio 2026 è stato notificato all’amministrazione comunale un atto con cui si chiede al Tribunale di Agrigento di accertare e dichiarare la sussistenza di un “grave pericolo per la stabilità strutturale” della galleria ferroviaria San Giusippuzzu, “derivante dal persistente fenomeno di infiltrazioni idriche e di acque miste, riconducibili alle reti idriche, fognarie e di smaltimento la cui gestione, manutenzione e vigilanza spetta al Comune di Agrigento” per legge.
Palazzo dei Giganti ha risposto costituendosi in giudizio “per fare valere le proprie ragioni”.
Su proposta del responsabile del settore Affari Legali, l’avvocato Antonio Insalaco, il sindaco ha autorizzato la difesa dell’ente e ha conferito l’incarico all’avvocato Rita Salvago, funzionario specialista del settore I.
Se si tratta di una denunzia di danno temuto ex art. 1172 del codice civile — introdotta con ricorso ai sensi dell’art. 688 c.p.c., e finalizzata proprio a ottenere che il giudice “provveda per ovviare al pericolo” di un danno grave e prossimo — allora non siamo davanti a una causa risarcitoria ordinaria, ma a un procedimento cautelare-nunciatorio, con tempi e conseguenze del tutto diversi. Sarebbe la differenza tra un contenzioso destinato a durare anni e un provvedimento che può imporre lavori in tempi stretti.
Dove si trova la galleria (e perché conta)
La San Giusippuzzu è un tratto di circa mezzo chilometro nella zona di Fontanelle, sulla discesa che da Aragona Caldare porta ad Agrigento Bassa.
Ad Aragona Caldare confluiscono la linea da Palermo e quella da Caltanissetta Xirbi. Da lì in giù il binario è uno solo. Significa che la San Giusippuzzu non è “una” galleria della rete agrigentina: è il collo di bottiglia obbligato attraverso cui passa ogni treno diretto ad Agrigento, da qualunque direzione provenga. Compromettere quel mezzo chilometro non significa rallentare un servizio: significa staccare il capoluogo dalla rete ferroviaria nazionale.
Il cortocircuito dei tempi: 85 milioni sopra, liquami sotto
La coincidenza cronologica merita di essere messa in fila, perché è impietosa.
Dal 15 maggio al 30 settembre 2026 RFI ha sospeso la circolazione tra Lercara Diramazione e Agrigento per un piano da circa 85 milioni di euro, con 250 tra tecnici e operai: installazione dell’ERTMS finanziata dal PNRR, rinnovo dell’armamento, consolidamento di gallerie, e — dettaglio non secondario — realizzazione delle nuove fermate Fontanelle e San Michele. Cioè proprio l’area della galleria contestata.
Chi risponde davvero? Il nodo che deciderà la causa
La tesi di parte attrice — reti di smaltimento di competenza comunale — non è pacifica, ed è esattamente il terreno su cui si giocherà il processo.
Dal 2021 il servizio idrico integrato della provincia di Agrigento è gestito da AICA, azienda speciale consortile che per statuto e per Carta dei servizi si occupa di captazione, adduzione, distribuzione, fognatura e depurazione, oltre alla gestione delle reti. Non il Comune.
Ma l’atto parla di acque miste. Ed è lì che si apre la zona grigia: la rete delle acque bianche, il drenaggio meteorico urbano, resta di norma fuori dal perimetro del servizio idrico integrato e in capo all’amministrazione comunale. In una città dove bianche e nere convivono in condotte promiscue, spesso senza cartografia aggiornata, stabilire da quale tubo venga l’acqua che bagna la galleria è un problema che un consulente tecnico d’ufficio impiegherà mesi a sciogliere.
Attenzione al punto politico, che è il più scomodo: il Comune resta comunque proprietario delle reti, e proprietà significa custodia ai sensi dell’art. 2051 del codice civile. Vincere la causa sul nesso causale — l’obiettivo dichiarato della strategia difensiva — non farebbe scendere di un litro l’acqua che filtra. Sposterebbe soltanto il conto da un ente all’altro. La galleria, nel frattempo, non legge le sentenze.
Il vincolo che diventa un alibi (e la norma che lo smonta)
Obiezione prevedibile: il Comune è in esercizio provvisorio, non ha approvato il bilancio, non può spendere. È vero, e ha conseguenze pesanti. L’art. 163 del Testo unico degli enti locali impone la spesa per dodicesimi e vieta l’indebitamento,
Ma lo stesso art. 163 fa salvi gli interventi di somma urgenza. E la disciplina dei lavori di somma urgenza consente di ordinare l’esecuzione immediata quando ricorrono circostanze di pericolo per la pubblica incolumità, regolarizzando la spesa dopo. Tradotto: l’esercizio provvisorio non blocca la messa in sicurezza di una galleria ferroviaria che una parte processuale sostiene essere in “grave pericolo“.
Il che consegna all’amministrazione un bivio molto stretto, e molto scomodo. O l’ente ritiene che il pericolo grave non sussista — e allora deve dirlo pubblicamente, con carte tecniche alla mano, assumendosene la responsabilità. O ritiene che possa sussistere — e allora la somma urgenza non è una facoltà: è un obbligo, e l’esercizio provvisorio non c’entra nulla.
Servirebbe convocare un tavolo tecnico in Prefettura su San Giusippuzzu con Comune, AICA, RFI e Vigili del fuoco.
RFI renda noto se dispone di monitoraggi strutturali sulla galleria, con quale esito e da quando; e se le lavorazioni in corso nel tratto di Fontanelle hanno intercettato venute d’acqua.
Il Comune e AICA dispongano congiuntamente e senza attendere il giudice la video-ispezione delle condotte insistenti sul tracciato della galleria, pubblicandone gli esiti.
Il sindaco valuti formalmente i presupposti della somma urgenza e, in caso negativo, motivi per iscritto perché non ricorrono.
Il Consiglio comunale — dove l’opposizione dispone della maggioranza numerica — porti la questione in aula prima della ripresa della circolazione ferroviaria prevista per fine settembre, non dopo.
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Fonte: Report Sicilia
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