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Agrigento, la stazione dei bus “provvisoria” da quasi dieci anni: Arriva una pensilina, ma restano gli interrogativi sulle autorizzazioni

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Agrigento, la stazione dei bus “provvisoria” da quasi dieci anni: Arriva una pensilina, ma restano gli interrogativi sulle autorizzazioni. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.

Cosa sta succedendo

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Ad Agrigento esiste una delle situazioni più emblematiche della cultura della provvisorietà che, con il passare degli anni, diventa normalità.

Era il 2016 quando, a seguito della chiusura della stazione degli autobus di piazzale Rosselli ai mezzi extraurbani di maggiori dimensioni, Piazza Vittorio Emanuele venne individuata come sede “provvisoria” del terminal dei pullman.

Quella soluzione temporanea, però, è rimasta tale soltanto sulla carta. A distanza di quasi dieci anni continua ad essere utilizzata quotidianamente da migliaia di studenti, lavoratori, pendolari e turisti, pur non presentando le caratteristiche di una vera autostazione.

In questi giorni sono iniziati i lavori per la realizzazione di una pensilina destinata ai viaggiatori. Un’opera che, nelle intenzioni, rappresenta certamente un miglioramento rispetto all’attuale situazione, visto che fino ad oggi gli utenti sono stati costretti ad attendere autobus sotto il sole cocente d’estate e sotto la pioggia durante l’inverno.

Ma proprio questo nuovo intervento ripropone interrogativi che Giuseppe Di Rosa pone ormai da quasi dieci anni.

Prima come presidente del movimento civico Mani Libere, successivamente quale rappresentante del Codacons e oggi ancora come cittadino impegnato nella tutela della legalità amministrativa, Di Rosa ha più volte evidenziato come quella di Piazza Vittorio Emanuele sembrerebbe non possedere i requisiti richiesti dalla normativa vigente per essere considerata una vera stazione degli autobus.

La stazione è mai stata autorizzata?

Il primo interrogativo riguarda proprio il terminal.

Secondo quanto più volte sostenuto da Giuseppe Di Rosa, l’attuale stazione provvisoria non sarebbe mai stata autorizzata dalla Motorizzazione Civile di Palermo quale autostazione per il servizio di linea extraurbano.

Se così fosse, ci si troverebbe di fronte ad una struttura utilizzata quotidianamente da migliaia di persone senza che sia mai stato completato il necessario iter autorizzativo previsto dalla normativa di settore.

Una circostanza che merita di essere definitivamente chiarita dagli enti competenti.

La pensilina in un’area vincolata

Alle questioni già esistenti si aggiungono oggi quelle relative alla nuova pensilina.

Le fotografie documentano l’avvio dei lavori in Piazza Vittorio Emanuele, area sottoposta a tutela paesaggistica e monumentale e quindi ricadente sotto la competenza della Soprintendenza ai Beni Culturali.

Ed è proprio qui che sorgono ulteriori interrogativi.

È stato acquisito il nulla osta della Soprintendenza?

È stato rilasciato il necessario titolo edilizio?

L’intervento è stato autorizzato nel rispetto delle norme previste per le aree vincolate?

Domande che non vogliono mettere in discussione l’utilità dell’opera, ma verificare che la stessa sia stata realizzata nel pieno rispetto della legge.

Perché il principio deve essere uguale per tutti: se un cittadino, un privato o un’impresa devono ottenere preventivamente le autorizzazioni previste per intervenire in un’area sottoposta a vincolo, lo stesso principio deve necessariamente valere anche per la pubblica amministrazione.

Una riflessione che nasce dagli ultimi casi

Le recenti vicende amministrative che hanno interessato il territorio agrigentino hanno inevitabilmente riacceso il dibattito sul funzionamento dei controlli preventivi.

Se dovesse emergere che opere pubbliche vengono realizzate senza il preventivo rilascio delle autorizzazioni eventualmente necessarie, sarebbe inevitabile interrogarsi sul ruolo e sull’efficacia degli organi chiamati a vigilare.

È proprio per questo che torna attuale una riflessione, anche provocatoria, che molti cittadini iniziano a porsi: se i controlli non vengono esercitati in maniera uniforme e rigorosa, quale funzione svolgono realmente le Soprintendenze?

Report Sicilia trasmette gli atti agli enti competenti

Alla luce degli interrogativi sollevati, Report Sicilia comunica che il presente articolo, corredato dalla documentazione fotografica del cantiere, verrà trasmesso tramite PEC alla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Agrigento, alla Procura della Repubblica di Agrigento e al Comando della Polizia Locale di Agrigento – Nucleo Vigilanza Edilizia.

L’obiettivo è quello di chiedere agli organi competenti di verificare la regolarità amministrativa dell’intervento in corso.

In particolare, al Nucleo Vigilanza Edilizia della Polizia Locale viene richiesto di accertare se la realizzazione della pensilina sia assistita da tutti i titoli autorizzativi previsti dalla normativa vigente e, qualora dovesse emergere la mancanza delle autorizzazioni eventualmente necessarie, compreso il nulla osta della Soprintendenza se previsto dalla legge, di adottare gli eventuali provvedimenti di competenza, incluso il possibile fermo dei lavori fino alla completa regolarizzazione dell’intervento.

La trasmissione dell’articolo non costituisce un’affermazione circa l’esistenza di irregolarità, ma rappresenta una formale richiesta di verifica rivolta agli enti istituzionalmente preposti ai controlli.

Qualora dovesse emergere che tutte le autorizzazioni sono state regolarmente rilasciate, Report Sicilia ne darà conto con la stessa evidenza, pubblicando integralmente gli eventuali chiarimenti e la documentazione che verrà trasmessa dagli enti competenti.

Perché la trasparenza amministrativa non si tutela con le supposizioni, ma con gli atti. E i cittadini hanno il diritto di sapere se ogni opera pubblica viene realizzata nel pieno rispetto delle norme vigenti.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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