Agrigento – La Vardera lancia la “Sicilia che cambieremo”, ma soltanto per i tesserati. E sui voti Cuffariani del “modello Sodano” cala il silenzio. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

“Vi raccontiamo come sarà la Sicilia che cambieremo”. È lo slogan scelto da Controcorrente per i suoi Stati generali, in programma il 5 e 6 settembre all’Hotel Kaos di Agrigento.
Una nuova era, una Sicilia diversa, “Ismaele presidente”. Tutto molto suggestivo. Peccato che, come specifica il sito ufficiale della manifestazione, l’evento sia “riservato ai soli tesserati”.
La Sicilia che cambieranno, dunque, viene raccontata a porte politicamente chiuse: prima bisogna avere la tessera.
Ma c’è soprattutto un’altra porta che Ismaele La Vardera dovrebbe aprire: quella dei sostegni ricevuti dal cosiddetto “modello Sodano”, oggi presentato come il laboratorio politico da esportare in tutta la Regione.
Perché Michele Sodano non ha conquistato Agrigento soltanto con Controcorrente e con i partiti progressisti. Attorno alla sua candidatura si sono mossi anche uomini e ambienti provenienti dalla politica tradizionale che La Vardera afferma di combattere.
Tra questi c’è Massimo Muglia, già vicesindaco di Agrigento, assessore comunale e provinciale, titolare nel tempo di diversi incarichi pubblici e protagonista di una lunga stagione politica nel mondo democristiano siciliano, anche nell’area tradizionalmente vicina a Totò Cuffaro.
Il “modello Sodano” non è nato soltanto da Controcorrente
La Vardera definisce Agrigento la “prova plastica” della possibilità di vincere con un candidato credibile e presenta la vittoria di Sodano come un modello politico da replicare.
Ma quel modello deve essere raccontato interamente.
La Vardera sapeva che ambienti ed elettori provenienti dalla tradizione cuffariana agrigentina stavano sostenendo Michele Sodano? Conosceva il ruolo svolto da Massimo Muglia durante la campagna elettorale?
Il voto è segreto e non è possibile quantificare con certezza quanti consensi siano stati orientati da ciascun sostenitore. Il sostegno politico di Muglia, però, è pubblico, documentato e impossibile da nascondere.
“Vai Miky, il futuro è adesso!”
Subito dopo l’elezione, Massimo Muglia ha pubblicato una fotografia insieme al nuovo sindaco, accompagnandola con una frase particolarmente significativa:
“Adesso posso togliere il disturbo e tornare nel mio piccolo principato joppolese. Vai Miky, il futuro è adesso!”
“Miky”. Così Muglia chiama affettuosamente il sindaco di Agrigento.
Ma soprattutto colpisce quel “posso togliere il disturbo”, quasi a indicare la conclusione di una missione. Quale? Il sostegno personale di un amico oppure un lavoro politico più ampio, fatto di relazioni e raccolta del consenso?
Muglia non è un elettore qualunque. È un uomo con una lunga esperienza amministrativa e politica. Quando una figura con il suo percorso sostiene apertamente un candidato, quell’appoggio assume un peso che va ben oltre una fotografia pubblicata sui social.
Adesso spunta l’ipotesi del capo di gabinetto
Negli ambienti politici agrigentini circola adesso un’indiscrezione ancora più significativa: Sodano starebbe valutando proprio Massimo Muglia per l’incarico di capo di gabinetto.
Al momento non risulta pubblicato alcun provvedimento. Report Sicilia, dunque, non presenta la nomina come un fatto già avvenuto e chiede al sindaco di confermare o smentire.
Se la scelta dovesse essere formalizzata, sarebbe però inevitabile domandarsi se rappresenti esclusivamente il riconoscimento dell’esperienza amministrativa di Muglia oppure anche quello del lavoro politico svolto prima delle elezioni.
La “nuova era” costruita con il sostegno della vecchia politica?
Dal palco del Kaos, alle spalle di La Vardera, campeggiano le scritte “Ismaele presidente” e “L’inizio di una nuova era”.
Ma una nuova era non comincia semplicemente stampando uno slogan su una scenografia.
La Vardera sostiene di non voler scendere a patti con i “riciclati del centrodestra”. Allora deve spiegare come giudica il sostegno ricevuto da Sodano da esponenti provenienti proprio da quelle tradizioni politiche.
Non si può attaccare Cuffaro e il cuffarismo quando si trovano dall’altra parte e ignorare il consenso proveniente da quegli stessi ambienti quando contribuisce alla vittoria del proprio candidato.
Non si può utilizzare la vecchia politica per conquistare Palazzo dei Giganti e poi presentare quella vittoria come il prodotto puro ed esclusivo di Controcorrente.
Se i voti provenienti dall’area cuffariana sono stati utili per eleggere Sodano, La Vardera non può far finta di non saperlo. Se invece ritiene falsa questa ricostruzione, dica chiaramente quale ruolo abbia avuto Massimo Muglia e quali rapporti politici esistano oggi tra il professore e il sindaco.
Le domande che attendono risposta
La Vardera conosceva il sostegno di Muglia a Michele Sodano?
Sapeva che una parte degli ambienti tradizionalmente riconducibili alla politica cuffariana guardava con interesse alla candidatura di Controcorrente?
Muglia ha contribuito alla raccolta del consenso per “Miky”?
La Vardera è stato informato dell’ipotesi di nominarlo capo di gabinetto?
E considera Muglia un rappresentante della nuova era oppure uno dei protagonisti di quella politica siciliana che sostiene di voler superare?
Sono domande politiche, non accuse giudiziarie. La Vardera, Sodano e Muglia potranno rispondere e Report Sicilia garantirà loro pieno diritto di replica.
Intanto, al Kaos, la Sicilia che cambieranno viene raccontata soltanto ai tesserati. Agli altri siciliani resta il compito di osservare chi sale sul palco, chi raccoglie i voti e chi potrebbe ricevere gli incarichi.
Perché per capire se una politica sia realmente nuova non bisogna leggere lo slogan stampato dietro al candidato. Bisogna guardare chi gli sta accanto.
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Fonte: Report Sicilia
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