Agrigento, l’amministrazione Sodano somiglia sempre più a quella Miccichè. E come Cimabue, ne fa una e ne sbaglia due: Al Teatro Pirandello un altro pasticcio. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Dopo il crollo degli abbonamenti e le difficoltà della nuova stagione teatrale, arriva anche il caso del bando per l’addetto stampa. L’Ordine dei giornalisti di Sicilia contesta compensi e condizioni contrattuali. Report Sicilia aveva già acceso i riflettori sui nuovi incarichi. Il cambiamento promesso da Michele Sodano, almeno al Teatro Pirandello, continua a non vedersi.
AGRIGENTO – C’era una volta Cimabue, quello della celebre battuta popolare: «Ne fa una e ne sbaglia due».
Ad Agrigento, a giudicare da quanto sta accadendo, quella battuta sembra adattarsi sempre meglio all’amministrazione del sindaco Michele Sodano.
E il paragone non è soltanto ironico.
Perché più passano i mesi, più la nuova amministrazione sembra assomigliare a quella precedente, guidata da Francesco Miccichè. Cambiano i protagonisti, cambiano i comunicati, cambiano le fotografie sui social, ma i risultati continuano a lasciare parecchio a desiderare.
L’ultimo esempio arriva dalla Fondazione Teatro Luigi Pirandello, dove il nuovo corso amministrativo, anziché distinguersi per programmazione, efficienza e capacità organizzativa, si ritrova già alle prese con una serie di criticità.
Prima gli abbonamenti, poi la stagione teatrale. Adesso anche il bando
Report Sicilia ha già raccontato le difficoltà che hanno accompagnato l’avvio della nuova gestione del Teatro Pirandello.
Abbiamo denunciato il pesante calo degli abbonamenti, superiore al 50% secondo i dati raccolti dalla nostra testata, e le difficoltà legate all’apertura della stagione teatrale.
Una situazione che avevamo indicato come il primo significativo insuccesso della gestione Sodano sul fronte culturale.
Adesso arriva un altro problema.
Il bando pubblicato dalla Fondazione per individuare il nuovo addetto stampa è finito al centro delle contestazioni dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia.
E non per una questione marginale.
Il professionista selezionato dovrebbe occuparsi dell’ufficio stampa, delle pubbliche relazioni, del sito internet e dei social media del Teatro, percependo un compenso di appena 10 mila euro annui, oltre agli oneri eventualmente dovuti.
Ma il vero paradosso è un altro.
Il bando prevede anche una limitazione alla possibilità di svolgere incarichi analoghi per altri teatri ed enti teatrali siciliani, salvo autorizzazione scritta del Direttore generale.
In pratica, si chiede a un giornalista di lavorare per poco più di 833 euro lordi al mese e, contemporaneamente, gli si limita la possibilità di guadagnare altrove.
Una scelta che l’Ordine dei giornalisti ha contestato apertamente, chiedendo una revisione delle condizioni economiche e contrattuali.
Il cambiamento che somiglia sempre più al passato
Il sindaco Michele Sodano aveva promesso agli agrigentini un’amministrazione diversa.
Una gestione fondata sul merito, sulla competenza, sulla trasparenza e sulla capacità di rompere con le vecchie abitudini della politica cittadina.
Ma al Teatro Pirandello, almeno fino a oggi, i risultati raccontano una storia ben diversa.
Il precedente Consiglio di amministrazione si era dimesso anticipatamente, denunciando nella propria lettera ufficiale la mancanza di un confronto concreto con il nuovo sindaco.
Aveva anche spiegato di avere congelato alcune procedure, compresa quella relativa all’ufficio stampa, proprio nell’attesa di indicazioni da parte della nuova amministrazione.
La nuova governance si è insediata e avrebbe dovuto imprimere un’accelerazione.
Invece, alle difficoltà della campagna abbonamenti si aggiunge adesso un avviso pubblico che suscita contestazioni da parte dell’organismo rappresentativo della categoria professionale interessata.
E allora viene spontaneo chiedersi: dove sarebbe questo grande cambiamento rispetto all’amministrazione Miccichè?
Perché il cambiamento non si misura con il numero dei post pubblicati su Facebook, con gli annunci o con le dichiarazioni di principio.
Si misura con gli atti amministrativi, con la qualità delle decisioni e soprattutto con i risultati.
Ventiduemila euro per due incarichi e un bando già contestato
Soltanto ieri Report Sicilia aveva ricostruito i costi dei due nuovi incarichi esterni previsti dalla Fondazione.
Diecimila euro annui per l’ufficio stampa e 12 mila euro per marketing, fundraising e comunicazione integrata.
Un totale di 22 mila euro, al netto degli ulteriori oneri e delle spese eventualmente sostenute dall’ente.
Non abbiamo contestato il principio di affidare incarichi a professionisti qualificati.
Abbiamo posto una questione di trasparenza, opportunità e corretta utilizzazione delle risorse.
Oggi, però, la vicenda assume contorni ancora più paradossali.
Da una parte si prevedono risorse per affidare all’esterno attività strategiche della Fondazione. Dall’altra si stabiliscono condizioni che l’Ordine dei giornalisti considera inadeguate rispetto al lavoro richiesto.
E tutto questo mentre il Teatro avrebbe bisogno di recuperare pubblico, abbonati e credibilità.
Sodano non può attribuire sempre agli altri le responsabilità
C’è un aspetto politico che non può essere ignorato.
Michele Sodano governa Agrigento dall’11 giugno 2026.
Ha avuto la possibilità di intervenire sulla governance della Fondazione e di imprimere un nuovo indirizzo politico alla gestione del Teatro.
Adesso, però, non può continuare a essere considerato estraneo a quanto accade nelle istituzioni culturali sulle quali l’amministrazione comunale esercita le proprie prerogative.
Naturalmente gli atti gestionali della Fondazione hanno responsabilità proprie, che non vanno confuse con quelle del sindaco.
Ma la responsabilità politica dell’indirizzo amministrativo rimane.
Se la nuova gestione funziona, il merito politico viene rivendicato.
Se emergono errori, criticità o contestazioni, non si può far finta che la politica non c’entri nulla.
Ed è proprio questo il punto.
Sodano aveva promesso di fare meglio di Miccichè. Non di riproporne gli stessi problemi cambiando soltanto i protagonisti.
Il Teatro Pirandello merita ben altro
Il Teatro Luigi Pirandello non è un ufficio qualsiasi.
È una delle istituzioni culturali più importanti della città, un patrimonio che dovrebbe essere valorizzato attraverso una gestione competente, una programmazione tempestiva e scelte amministrative attente.
Non può diventare il luogo in cui sperimentare continuamente decisioni che poi devono essere spiegate, corrette o difese davanti alle contestazioni.
Adesso la Fondazione dovrebbe chiarire se intende modificare il bando, rivedere le condizioni economiche e superare le criticità segnalate dall’Ordine dei giornalisti.
Ma il sindaco dovrebbe anche spiegare quale sia il progetto complessivo della sua amministrazione per il Teatro.
Perché dopo mesi di governo non bastano più le promesse.
Servono risultati.
E, soprattutto, servirebbe evitare di aggiungere un problema a quello precedente.
Caro Michele, volevi rappresentare la discontinuità rispetto all’amministrazione Miccichè. Ma, continuando così, rischi di diventarne la copia, con una differenza: tu avevi promesso agli agrigentini che sarebbe cambiato tutto.
Per il momento, al Teatro Pirandello, sembra essere cambiato soprattutto chi prende le decisioni.
Quanto ai risultati, torna in mente Cimabue.
Ne fa una e ne sbaglia due.
E a pagare il prezzo degli errori, ancora una volta, rischiano di essere Agrigento, i suoi cittadini e le sue istituzioni culturali.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

