Agrigento – L’ex Assessore Amodeo Nicotra: “quando la propaganda sostituisce i fatti”. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
Riceviamo e pubblichiamo
L’ex Assessore Amodeo
Leggo e ascolto con stupore le dichiarazioni del Sindaco che attribuiscono alla precedente amministrazione responsabilità e scelte che meritano invece di essere ricostruite con obiettività.
Ho ricoperto il ruolo di Assessore ai Lavori Pubblici, al Cimitero e al Patrimonio e ritengo doveroso ricordare alcuni fatti.
Sul cimitero comunale, durante il mio mandato è stato predisposto e approvato il Regolamento di Polizia Mortuaria, uno strumento che consentiva di procedere alle estumulazioni nei casi previsti dalla normativa, liberando numerosi loculi e offrendo una risposta concreta alla cronica carenza di spazi. Se tale regolamento non è stato utilizzato dall’attuale amministrazione, non può certamente essere attribuita alcuna responsabilità a chi lo ha predisposto.
Per quanto riguarda l’ex Opera Pia, l’amministrazione di cui facevo parte ha concluso un percorso importante, acquisendo il patrimonio al Comune e mantenendone la destinazione vincolata originaria: assistenza agli orfani, agli ammalati e alle persone più fragili. Si tratta di un risultato amministrativo di grande valore, ottenuto nell’interesse esclusivo della comunità.
Successivamente il Comune pubblicò due bandi pubblici. Il primo andò deserto. Il secondo portò all’assegnazione dell’immobile a una cooperativa sociale che presentò un progetto di rilevante interesse pubblico, con un investimento previsto di circa 700.000 euro e un canone mensile di 3.000 euro.
L’attuale Sindaco ha deciso di non dare seguito a quella scelta, sostenendo, con una propria nota, che l’investimento previsto non sarebbe stato sufficiente a recuperare l’intera struttura e che quel progetto non rientrava nel suo programma politico. Si tratta di una scelta politica, legittima, ma che dovrebbe essere presentata come tale, senza attribuire responsabilità alla precedente amministrazione.
Quanto al canone di 3.000 euro, sarebbe opportuno ricordare che il valore di un bando di questo tipo non si misura esclusivamente dall’importo del canone, ma soprattutto dagli investimenti privati che vengono realizzati su un bene pubblico, dal recupero di un immobile destinato al degrado e dai servizi sociali restituiti alla collettività.
Fa quindi riflettere leggere, pochi giorni dopo, annunci trionfalistici sui social riguardanti nuovi uffici comunali realizzati “a costo zero”. Se davvero si ritiene che investimenti di centinaia di migliaia di euro per finalità sociali siano insufficienti, allora sarebbe utile spiegare ai cittadini con quali criteri oggi vengono valutate le priorità dell’amministrazione.
I cittadini meritano rispetto, trasparenza e memoria. Le opere, gli atti amministrativi e i regolamenti restano agli atti e possono essere verificati da chiunque. Le polemiche passano; i fatti restano.
Il confronto politico dovrebbe svolgersi sui risultati e sulle idee, non sulla riscrittura della storia amministrativa del nostro Comune.
La verità è scritta negli atti, non nei post su Facebook
Ho ascoltato le dichiarazioni del Sindaco che attribuiscono responsabilità alla precedente amministrazione. Da ex Assessore ai Lavori Pubblici, al Patrimonio e al Cimitero sento il dovere, non solo politico ma anche morale, di ristabilire la verità dei fatti.
Le opinioni possono essere diverse. Gli atti amministrativi, invece, parlano da soli.
Ex Opera Pia: una storia che non può essere riscritta
Con il Verbale del Consiglio Comunale n. 7 del 27 marzo 2018, il Consiglio Comunale deliberò di acquisire definitivamente al patrimonio comunale l’Ex Opera Pia, mantenendone la destinazione vincolata originaria: assistenza agli orfani, agli ammalati e alle persone meno abbienti.
Non era una semplice acquisizione patrimoniale. Era la volontà di restituire ai cittadini un bene pubblico, rispettando la finalità sociale per la quale era nato.
Successivamente l’Amministrazione procedette con una gara pubblica.
- Nel luglio 2021 venne pubblicato il bando.
- Dopo una prima gara andata deserta, fu riproposta una nuova procedura.
- Con Determina Dirigenziale n. 1176 del 24 settembre 2021, sottoscritta dal Responsabile dell’Area Contabile e dal Responsabile dell’Area Tecnica, la gara fu aggiudicata a una cooperativa sociale.
L’offerta prevedeva:
- un investimento di circa 700.000 euro per il recupero dell’immobile;
- un canone mensile di 3.000 euro;
- un progetto sociale pienamente coerente con la destinazione dell’Opera Pia.
A quel punto il procedimento amministrativo era sostanzialmente concluso. Sarebbe stato sufficiente dare esecuzione agli atti adottati e procedere alla consegna dell’immobile.
L’attuale Sindaco ha invece scelto un’altra strada.
Una scelta politica è sempre legittima. Ma deve essere presentata come tale, senza attribuire responsabilità alla precedente amministrazione.
Il canone di 3.000 euro
Sentire dire oggi che 3.000 euro erano troppo pochi significa guardare soltanto a una cifra, dimenticando il resto.
Il vero valore di quell’operazione era rappresentato da:
- 700.000 euro di investimenti privati su un immobile comunale;
- il recupero di una struttura destinata al degrado;
- nuovi servizi sociali per la comunità;
- il rispetto della volontà dei benefattori che avevano destinato quel patrimonio ai più deboli.
Ridurre tutto al solo importo del canone significa ignorare il valore sociale e patrimoniale dell’intervento.
Il cimitero comunale
Durante il mio mandato venne predisposto il Regolamento di Polizia Mortuaria, proprio per consentire, nei casi previsti dalla legge, le estumulazioni e liberare nuovi loculi.
Era una risposta concreta a un problema reale.
Se quel regolamento non è stato utilizzato dall’attuale amministrazione, la responsabilità non può certamente essere attribuita a chi lo ha predisposto.
Dai fatti ai post
Colpisce che, dopo aver definito insufficiente un progetto da 700.000 euro destinato al recupero dell’Ex Opera Pia, oggi ci si vanti sui social di aver ottenuto nuovi uffici comunali “a costo zero”.
La comunicazione è importante, ma non può sostituire i fatti.
Gli atti amministrativi restano. Sono pubblici. Sono consultabili. Raccontano una storia diversa da quella che oggi si tenta di rappresentare.
Io continuerò a confrontarmi sui documenti, sulle delibere, sulle determine e sui risultati raggiunti.
Perché la politica dovrebbe avere il coraggio della verità.
E la verità, prima dei post su Facebook, si legge negli atti del Comune.
Ing. Amodeo Nicotra
L’articolo L’ex Assessore Amodeo Nicotra: “quando la propaganda sostituisce i fatti” proviene da Sicilia ON Press.
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Fonte: Sicilia On Press
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