Agrigento, l’ex caserma dei Vigili del fuoco occupata e mantenuta dal Comune: A quale titolo e con quali certificazioni?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

L’ex caserma dei Vigili del fuoco di viale della Vittoria, al civico 309, continua a essere utilizzata, ma i cittadini hanno il diritto di conoscere sulla base di quali atti, da quali soggetti e con quali certificazioni di sicurezza.
A riportare l’attenzione sull’immobile è la determinazione dirigenziale numero 2578 del 2 settembre 2026 OMISSIS_Determina+Dirigenziale+2026-2578, con la quale il Comune di Agrigento ha liquidato alla società A2A Energia 85,46 euro per la fornitura di energia elettrica relativa al solo mese di luglio.
La determina chiarisce che il contratto di fornitura è intestato al Comune e che l’importo inizialmente previsto per l’energia elettrica, pari complessivamente a 610 euro, si è rivelato insufficiente rispetto ai consumi effettivi. Per questa ragione, con un precedente provvedimento del 10 luglio, l’Amministrazione aveva impegnato altri 750 euro.
Dunque l’immobile viene utilizzato, consuma energia elettrica e le bollette vengono pagate con denaro pubblico.
Ma chi occupa oggi quei locali? E soprattutto: a quale titolo?
Un immobile comunale destinato all’alienazione
Non stiamo parlando di un bene marginale. L’ex caserma è un immobile comunale di notevoli dimensioni, situato in una delle zone più importanti e prestigiose della città.
Già nel 2016 il Comune aveva messo all’asta il complesso, censito al foglio 150, particella 95, categoria B/1, con una superficie coperta dichiarata di circa 1.565 metri quadrati e quasi mille metri quadrati di pertinenza scoperta. Il prezzo posto allora a base d’asta era di 3 milioni e 500 mila euro. L’immobile veniva inoltre indicato come bene sottoposto a tutela. Lo riportava la documentazione relativa alla procedura di vendita.
Il complesso risulta ancora inserito tra i beni da alienare. Una circostanza che rende ancora più urgente chiarire in che modo la sua occupazione si concili con la volontà dichiarata dal Comune di venderlo.
Se l’Amministrazione intende alienare il bene, un eventuale acquirente dovrà poterlo ottenere libero da persone e cose oppure dovrà conoscere preventivamente la presenza di concessioni, comodati, contratti o altri diritti attribuiti a soggetti terzi.
Dentro l’ex caserma associazioni e organismi turistici
Da numerosi elementi pubblicamente consultabili emerge che al civico 309 hanno indicato o continuano a indicare la propria sede diversi soggetti.
Il Distretto Turistico Valle dei Templi riporta proprio viale della Vittoria 309 tra i propri recapiti. Anche l’associazione “Strada degli Scrittori” continua a indicare pubblicamente lo stesso indirizzo come propria sede. Nel gennaio 2022, inoltre, venne inaugurata all’interno della struttura una sede Fijet-Flai, dichiaratamente messa a disposizione dalla Dmo-Distretto Turistico Valle dei Templi. La notizia dell’inaugurazione indicava espressamente l’ex caserma come sede.
Tutto questo, però, non risponde alla domanda principale: sulla base di quale provvedimento amministrativo sono stati messi a disposizione quei locali?
Esiste una concessione? Un contratto di locazione? Un comodato gratuito? Un protocollo d’intesa? Una delibera di Giunta? Una determinazione dirigenziale? È stato pubblicato un avviso per consentire anche ad altre associazioni o realtà cittadine di chiedere l’utilizzo degli spazi?
E, se l’occupazione è gratuita, chi ha stabilito che i costi dell’energia elettrica e delle altre utenze debbano rimanere a carico dei cittadini?
Le battaglie del Codacons e di Giuseppe Di Rosa
La questione non nasce oggi. Negli anni scorsi il Codacons e Giuseppe Di Rosa avevano già acceso i riflettori sull’utilizzo dell’ex caserma e sulla necessità di rendere pubblici gli atti riguardanti l’occupazione dei locali comunali.
Le richieste riguardavano precisamente la natura del titolo concesso agli utilizzatori, l’eventuale pagamento di canoni, la ripartizione delle spese, la regolarità delle utenze e le condizioni di sicurezza della struttura.
Interrogativi che, evidentemente, non hanno ancora ricevuto una risposta pubblica completa e definitiva.
Oggi una determina comunale certifica almeno un dato: l’energia elettrica viene pagata dal Comune. Non si può, però, continuare a liquidare denaro pubblico senza spiegare chiaramente chi beneficia della fornitura e in forza di quale rapporto giuridico utilizza l’immobile.
Agibilità, impianti e prevenzione incendi: le certificazioni esistono?
C’è poi una questione ancora più delicata: quella della sicurezza.
L’Amministrazione deve rendere noto se l’intero immobile, o almeno le porzioni effettivamente utilizzate, disponga di:
- certificato di agibilità;
- dichiarazioni di conformità degli impianti elettrici;
- verifica dell’impianto di messa a terra;
- certificazioni relative agli impianti idrici e agli eventuali impianti di climatizzazione;
- documento di valutazione dei rischi, quando necessario;
- uscite e illuminazione di emergenza;
- estintori sottoposti alle verifiche periodiche;
- certificazione o segnalazione certificata di prevenzione incendi, se richiesta in relazione alle dimensioni, alla destinazione e al numero di persone presenti;
- autorizzazione della Soprintendenza per eventuali interventi eseguiti sul bene vincolato;
- idoneità dei locali rispetto alle attività effettivamente svolte.
Non basta che un edificio sia di proprietà comunale perché possa essere automaticamente utilizzato come sede di associazioni, uffici, manifestazioni, corsi o incontri aperti al pubblico.
L’ente proprietario ha il dovere di verificare preventivamente l’idoneità e la sicurezza degli spazi. Lo deve fare ancora di più quando all’interno dell’immobile accedono lavoratori, collaboratori, utenti o partecipanti a iniziative pubbliche.
Sodano e Crosta vogliono finalmente regolamentare l’utilizzo?
La domanda è rivolta direttamente al sindaco Michele Sodano e al vicesindaco Giovanni Crosta, che detiene, tra le altre, le deleghe al patrimonio e alla trasparenza.
La nuova Amministrazione intende verificare e regolamentare l’occupazione dell’ex caserma oppure vuole garantire continuità a quel sottobosco di concessioni, disponibilità e rapporti mai chiariti pubblicamente fino in fondo?
Crosta, proprio perché assessore al Patrimonio, dovrebbe disporre immediatamente una ricognizione e pubblicare:
- l’elenco completo dei soggetti che utilizzano i locali;
- i provvedimenti con i quali gli spazi sono stati assegnati;
- la durata delle assegnazioni;
- gli eventuali canoni corrisposti;
- la ripartizione delle spese per luce, acqua, pulizia e manutenzione;
- le certificazioni di agibilità, conformità degli impianti e prevenzione incendi;
- le eventuali autorizzazioni rilasciate dalla Soprintendenza;
- le ragioni per le quali un immobile destinato all’alienazione continui a essere occupato.
Il patrimonio comunale non è proprietà privata della politica
L’ex caserma dei Vigili del fuoco non appartiene a un’associazione, a un amministratore o a una rete di soggetti vicini alla politica. Appartiene alla città di Agrigento.
Se l’utilizzo dei locali è regolare, l’Amministrazione non avrà alcuna difficoltà a pubblicare immediatamente concessioni, contratti e certificazioni. Se invece questi documenti non esistono, occorrerà ripristinare senza ulteriori ritardi legalità, sicurezza e parità di trattamento.
La determina del 2 settembre dimostra che il Comune continua a sostenere i costi dell’energia elettrica. Adesso Sodano e Crosta devono spiegare ai cittadini chi utilizza quella corrente, chi occupa l’immobile e quale beneficio concreto riceve il Comune in cambio.
La trasparenza non può essere proclamata soltanto durante la campagna elettorale. Deve cominciare dagli immobili comunali e dai rapporti che, per troppo tempo, sono rimasti nel sottobosco della gestione politica della città.
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Fonte: Report Sicilia
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