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Agrigento – Maddalusa, da Palma di Montechiaro la strada per uscire dall’emergenza: Gli atti che smontano il “non si può fare”, mentre Di Rosa grida da giorni che “Si Può Fare”!

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Agrigento – Maddalusa, da Palma di Montechiaro la strada per uscire dall’emergenza: Gli atti che smontano il “non si può fare”, mentre Di Rosa grida da giorni che “Si Può Fare”!. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

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Per giorni Giuseppe Di Rosa è rimasto praticamente solo a sostenere una tesi precisa: il problema di Maddalusa non si risolve limitandosi a dire che le case sono abusive, ma cercando, nel rispetto della legge, gli strumenti amministrativi per garantire il diritto all’acqua e affrontare contestualmente la questione urbanistica.

Una posizione che inizialmente è stata liquidata da qualcuno come una semplice opinione politica.

Oggi, però, Report Sicilia è in grado di pubblicare gli atti ufficiali di un Comune della provincia di Agrigento che dimostrano come un’altra strada sia stata realmente percorsa.

Parliamo del Comune di Palma di Montechiaro.

E non si tratta di dichiarazioni.

Si tratta di decreti sindacali e deliberazioni del Consiglio comunale.

A Palma la situazione era persino più complessa

C’è un aspetto che merita di essere evidenziato.

A Maddalusa, almeno allo stato degli atti conosciuti, ai residenti non risultano notificati provvedimenti di demolizione delle abitazioni.

A Palma di Montechiaro, invece, la situazione era decisamente più avanzata.

Il Comune aveva già acquisito al proprio patrimonio numerosi immobili per effetto della mancata ottemperanza agli ordini di demolizione previsti dal Testo Unico dell’Edilizia. La stessa deliberazione del Consiglio comunale ricorda che erano stati acquisiti centinaia di immobili abusivi e che l’amministrazione doveva decidere come gestire un patrimonio derivante da procedure già concluse.

Insomma, un contesto ben più grave rispetto a quello che oggi interessa Maddalusa.

Eppure il Comune non si è limitato a dire “non si può fare”.

Ha cercato una soluzione.

La scelta: distinguere gli abusi speculativi dagli abusi di necessità

L’amministrazione comunale di Palma non ha cancellato il problema dell’abusivismo.

Ha scelto invece di distinguere.

Da una parte gli immobili destinati alla demolizione.

Dall’altra quelli abitati da famiglie con minori, persone fragili e nuclei in condizioni di particolare disagio.

Il Consiglio comunale ha quindi deliberato il prevalente interesse pubblico DelCC_11_26-02-2021-PrevalenteInteressePubblico al mantenimento di alcuni immobili acquisiti al patrimonio comunale, destinandoli ad abitazione di famiglie con presenza di minori, persone disagiate e meritevoli di tutela.

Non una sanatoria.

Non un condono.

Una precisa scelta amministrativa prevista dall’ordinamento.

Il sindaco concesse la residenza in deroga

Ancora più significativo è il decreto firmato nel 2019 dal sindaco di Palma di Montechiaro. dec_00017_26-03-2019

Richiamando l’articolo 5, comma 1-quater, del Decreto Legge 47/2014, il sindaco riconobbe, nei casi previsti dalla legge, la residenza in deroga ad un nucleo familiare con minori, disponendo contestualmente che l’Ufficio Anagrafe ricevesse la dichiarazione di residenza e che i gestori dei pubblici servizi consentissero gli allacciamenti.

Successivamente quella scelta amministrativa è stata consolidata dal Consiglio comunale con la deliberazione del 2021.

A Maddalusa il paradosso è ancora più evidente

Ed è qui che la vicenda agrigentina assume contorni ancora più singolari.

Perché una parte consistente dei residenti di Maddalusa la residenza anagrafica ce l’ha già.

È stata concessa dal Comune di Agrigento negli anni passati.

Parliamo quindi di cittadini che il Comune considera residenti, ai quali vengono richiesti tributi e imposte e che vivono stabilmente sul territorio comunale.

Tra loro vi sono persone con disabilità, malati cronici, anziani e cittadini allettati.

Proprio per questo Giuseppe Di Rosa continua a sostenere che il problema non possa essere affrontato limitandosi a richiamare l’abusivismo edilizio.

Occorre individuare una soluzione amministrativa che distingua le situazioni speculative dagli abusi di necessità.

Di Rosa: “Lo diciamo da giorni”

Da diversi giorni il presidente del Movimento Civico “Mani Libere” insiste sul fatto che esistono strumenti amministrativi che meritano di essere approfonditi. Lo ha ribadito anche nell’ultima nota stampa, nella quale invita il sindaco Michele Sodano a studiare il modello adottato dal Comune di Palma di Montechiaro prima di limitarsi a chiedere interventi esterni.

Nel frattempo, il dibattito politico sembra essersi progressivamente spostato proprio sui temi sollevati da Di Rosa: la distinzione tra abusi di necessità e abusi speculativi, il ruolo del Comune, la possibilità di utilizzare strumenti già sperimentati in altri enti locali e il dovere di garantire un bene essenziale come l’acqua.

La giunta Sodano davanti ad una scelta difficile

Va riconosciuto che l’attuale amministrazione comunale non ha creato il problema Maddalusa.

Lo ha ereditato dopo decenni di scelte amministrative e urbanistiche mai definitivamente risolte.

Ma è altrettanto evidente che oggi si trova davanti ad una scelta politicamente delicata.

La giunta è composta da forze politiche e da esponenti dell’area ambientalista che negli anni hanno sempre sostenuto una linea di assoluto rigore contro l’abusivismo edilizio, chiedendo l’abbattimento delle costruzioni abusive e opponendosi a soluzioni che potessero apparire come sanatorie.

Oggi, però, quella posizione deve confrontarsi con una realtà diversa.

Non ci sono soltanto immobili.

Ci sono famiglie residenti.

Ci sono cittadini ai quali lo stesso Comune ha riconosciuto la residenza.

Ci sono persone fragili che chiedono semplicemente di poter accedere ad un bene primario come l’acqua.

Gli atti parlano

Gli atti del Comune di Palma di Montechiaro, che Report Sicilia pubblica integralmente, non rappresentano automaticamente la soluzione per Agrigento.

Ogni territorio ha caratteristiche proprie.

Ma dimostrano una cosa fondamentale.

Che davanti ad un problema complesso un’amministrazione può scegliere di studiare le norme, assumersi responsabilità e costruire un percorso amministrativo, anziché limitarsi ad affermare che “non si può fare”.

Ed è proprio questo il confronto che, da giorni, Giuseppe Di Rosa chiede all’amministrazione Sodano: non uno scontro ideologico sull’abusivismo, ma una discussione concreta sulle soluzioni che la legge già consente di valutare.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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