Agrigento – Maddalusa, scaduta l’ordinanza di Sodano. Tre mesi dopo quali risultati? A cosa è servita davvero?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Il provvedimento del 17 luglio prevedeva l’attivazione del Centro Operativo Comunale per un massimo di tre mesi. Il termine è trascorso e adesso il sindaco deve rendere conto dei risultati. Quante famiglie hanno ricevuto acqua, quante autobotti sono state impiegate e quanto è costata l’operazione?
AGRIGENTO, 20 ottobre 2026. Il 17 ottobre è stato raggiunto il termine massimo di tre mesi previsto dall’ordinanza sindacale n. 47 Ordinanza+Sindacale+2026-47, firmata da Michele Sodano il 17 luglio per affrontare l’emergenza idrica di Maddalusa.
Un provvedimento arrivato dopo settimane di proteste, diffide dei residenti, incontri in Prefettura e una crescente pressione dell’opinione pubblica.
Adesso, trascorsi i tre mesi, Report Sicilia pone una domanda alla quale il sindaco dovrebbe rispondere con numeri e documenti.
A cosa è servita concretamente quell’ordinanza? Quali risultati ha prodotto?
Perché un provvedimento amministrativo non può essere valutato soltanto per il fatto di essere stato firmato.
Deve essere valutato soprattutto per ciò che ha realmente prodotto.
Tre mesi di COC, ma quanta acqua è arrivata?
L’ordinanza disponeva l’attivazione del Centro Operativo Comunale per un periodo non superiore a tre mesi, limitando gli interventi ai nuclei familiari con particolari condizioni di fragilità.
Prevedeva la distribuzione di almeno 50 litri di acqua per abitante al giorno attraverso autobotti comunali ed eventuali mezzi della Protezione Civile regionale.
Una misura già insufficiente rispetto alle necessità dell’intera popolazione residente, ma che avrebbe dovuto garantire almeno una risposta concreta alle situazioni più delicate.
Adesso vogliamo conoscere i risultati.
Quante famiglie hanno presentato domanda? Quante sono state ammesse? Quante hanno effettivamente ricevuto acqua?
E ancora, quante autobotti sono state utilizzate, quanti viaggi sono stati effettuati e quale quantitativo complessivo di acqua è stato consegnato?
Non sono domande provocatorie.
Sono le informazioni indispensabili per comprendere se l’ordinanza abbia funzionato oppure sia rimasta un intervento prevalentemente formale.
Il sindaco renda pubblico il rendiconto dell’emergenza
Se il COC ha lavorato, se le autobotti sono intervenute e se i residenti fragili hanno ricevuto assistenza, il Comune dovrebbe poterlo dimostrare facilmente.
Basterebbe pubblicare un rendiconto delle attività svolte.
Numero delle richieste ricevute, domande accolte e respinte, forniture effettuate, mezzi utilizzati, quantità di acqua distribuita e costi sostenuti.
E sarebbe altrettanto importante conoscere quanti cittadini siano rimasti esclusi e per quali motivazioni.
Non chiediamo dichiarazioni di soddisfazione. Chiediamo dati verificabili.
Perché dopo tre mesi non basta dire che il Comune si è attivato.
Bisogna dimostrare cosa abbia fatto e quali benefici concreti siano arrivati ai cittadini.
E dal 18 ottobre cosa è cambiato?
L’ordinanza prevedeva espressamente una durata non superiore a tre mesi.
Assumendo come decorrenza il 17 luglio, il periodo massimo è terminato il 17 ottobre.
Il provvedimento originario non stabiliva alcun rinnovo automatico.
È quindi necessario sapere se il sindaco abbia adottato un nuovo atto, disposto una proroga adeguatamente motivata o individuato altre modalità di assistenza.
Il Centro Operativo Comunale è ancora attivo? Le forniture continuano? Chi garantisce oggi l’acqua ai soggetti fragili?
Sono interrogativi che richiedono una risposta immediata.
Perché un’emergenza sanitaria non può considerarsi conclusa soltanto perché è trascorso il periodo previsto da un’ordinanza.
La mozione del Consiglio comunale chiedeva acqua per i residenti
C’è poi una questione politica che non può essere dimenticata.
Il Consiglio comunale di Agrigento aveva approvato all’unanimità una mozione che impegnava il sindaco e la Giunta ad attivare ogni iniziativa consentita dalla legge per garantire ai residenti di Maddalusa il quantitativo minimo vitale di acqua.
Un documento votato anche dai consiglieri vicini a Sodano e da esponenti del suo stesso schieramento.
La mozione non chiedeva una sanatoria edilizia.
Chiedeva acqua per le persone, distinguendo il diritto alla salute dalle problematiche urbanistiche degli immobili.
L’ordinanza del 17 luglio ha invece previsto un intervento limitato ai nuclei familiari con soggetti fragili.
Tre mesi dopo, oltre a conoscere i risultati di quella misura, bisogna chiedere perché non sia stata individuata una soluzione capace di affrontare il problema dell’intera comunità residente.
AICA e Comune, tre mesi per arrivare dove?
La responsabilità di fornire risposte non riguarda soltanto il sindaco Michele Sodano.
Riguarda anche AICA, presieduta da Danila Nobile, e gli organismi istituzionali coinvolti nella gestione dell’emergenza.
Dopo mesi di incontri e interlocuzioni, quale soluzione è stata individuata?
Esiste un programma per garantire l’approvvigionamento idrico ai residenti?
Sono state valutate modalità temporanee compatibili con la normativa vigente?
Oppure, terminata la validità temporale dell’ordinanza, ci ritroviamo sostanzialmente al punto di partenza?
Sono domande che meritano risposte documentate.
Non altri comunicati.
Il problema non è avere firmato un’ordinanza, ma aver risolto qualcosa
Report Sicilia aveva già evidenziato, fin dall’inizio dell’emergenza, la necessità di distinguere due questioni completamente diverse.
Da una parte la regolarità urbanistica degli immobili, sulla quale devono intervenire le autorità competenti.
Dall’altra la tutela delle persone che risiedono a Maddalusa e che necessitano di acqua per soddisfare bisogni essenziali.
Una distinzione successivamente richiamata anche da diverse forze politiche e associazioni ambientaliste.
Eppure il problema dell’approvvigionamento non risulta accompagnato, negli atti finora esaminati, da una soluzione strutturale documentata.
L’ordinanza del 17 luglio avrebbe dovuto rappresentare una risposta temporanea.
Ma una risposta temporanea deve almeno produrre risultati misurabili.
Altrimenti il rischio è che l’emergenza venga amministrata attraverso provvedimenti successivi, senza affrontarne realmente le conseguenze.
Sodano risponda con i numeri, non con un altro video
A questo punto Michele Sodano dovrebbe presentare pubblicamente il bilancio dei tre mesi di attività del COC.
Non servono video celebrativi, fotografie o dichiarazioni generiche.
Servono documenti.
Se l’ordinanza ha funzionato, lo dimostri.
Se non ha funzionato, spieghi perché.
Se sono emerse difficoltà operative, dica quali.
Se AICA o altri enti non hanno collaborato come previsto, renda note le richieste avanzate e le risposte ricevute.
E soprattutto chiarisca quale provvedimento disciplina oggi la continuità dell’assistenza.
Perché la vera domanda non è quante ordinanze abbia firmato il sindaco, ma quanta acqua sia effettivamente arrivata nelle case dei residenti.
Tre mesi dopo, il sindaco deve rendere conto alla città
Michele Sodano è sindaco da oltre quattro mesi.
L’emergenza Maddalusa era già conosciuta al momento del suo insediamento.
Il Consiglio comunale si è espresso.
La Prefettura è intervenuta.
Il Comune ha attivato il COC.
Adesso è trascorso anche il periodo massimo previsto dall’ordinanza.
È arrivato il momento di passare dal racconto degli interventi alla verifica dei risultati.
Quante persone sono state aiutate?
Quanta acqua è stata consegnata?
Quante risorse pubbliche sono state impiegate?
Quanti residenti sono ancora senza una risposta?
E soprattutto, quale risultato concreto può rivendicare oggi il sindaco rispetto alla situazione del 17 luglio?
Sono queste le domande che Report Sicilia rivolge pubblicamente a Michele Sodano.
Perché amministrare non significa soltanto firmare provvedimenti.
Significa risolvere problemi e rispondere dei risultati.
E dopo tre mesi, davanti a un’emergenza che riguarda un bene essenziale come l’acqua, i cittadini hanno tutto il diritto di sapere.
Sindaco Sodano, a cosa è servita davvero la sua ordinanza?
Leggi anche: Altre notizie su Politica
Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

