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Agrigento – Maddalusa senz’acqua da tre mesi, ma al canile arriva l’autobotte: il presidente dell’Associazione che gestisce il canile è un consigliere comunale di maggioranza. Pura coincidenza?

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Agrigento – Maddalusa senz’acqua da tre mesi, ma al canile arriva l’autobotte: il presidente dell’Associazione che gestisce il canile è un consigliere comunale di maggioranza. Pura coincidenza?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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«Pensar male è peccato, ma spesso ci si azzecca». È una delle frasi più celebri della politica italiana e, davanti a quanto accaduto a contrada Maddalusa, torna inevitabilmente alla mente.

Da mesi denunciamo la drammatica situazione che stanno vivendo gli abitanti del quartiere agrigentino. Circa duemila persone – tra anziani, bambini, persone fragili, malati e intere famiglie – sono costrette a convivere con una crisi idrica che dura ormai da quasi tre mesi. Un disagio enorme che incide sulla dignità delle persone e sulla quotidianità di chi, nonostante tutto, continua a vivere in quella zona.

La motivazione che sarebbe stata fornita per giustificare il mancato rifornimento idrico è nota: molte abitazioni ricadrebbero in un’area interessata da costruzioni abusive e, proprio per questo, non verrebbe garantita la distribuzione dell’acqua mediante autobotti.

Una spiegazione che ha già suscitato polemiche e indignazione. Ma nelle ultime ore emerge un particolare destinato ad alimentare ulteriormente il dibattito. Nella stessa contrada Maddalusa, infatti, un canile ha ricevuto un’autobotte per assicurare l’approvvigionamento idrico agli animali ospitati nella struttura.

È bene precisarlo con forza: è sacrosanto che gli animali vengano tutelati e che ai cani non venga mai negato un bene essenziale come l’acqua. Nessuno mette in discussione questo principio. La questione, però, è un’altra.

Se un’autobotte può raggiungere quella zona per rifornire il canile, perché lo stesso servizio non viene garantito anche alle migliaia di cittadini che vi abitano? Perché persone fragili, anziani, bambini e allettati devono continuare a vivere senz’acqua mentre, nella medesima contrada, il rifornimento idrico viene comunque effettuato?

Domande che diventano ancora più rilevanti dopo un ulteriore elemento emerso.

Il presidente dell’associazione che gestisce il canile risulta essere anche un componente del Consiglio comunale di Agrigento, appartenente alla maggioranza che sostiene l’attuale amministrazione. Si tratta di una circostanza che, di per sé, non dimostra alcun trattamento privilegiato e sulla quale non si possono formulare accuse senza elementi concreti. Tuttavia, è un fatto oggettivo che rende inevitabili gli interrogativi.

L’amministrazione comunale e gli enti competenti hanno ora l’opportunità di fare piena chiarezza, spiegando ai cittadini quali criteri siano stati adottati per autorizzare il rifornimento del canile e perché gli stessi criteri non possano essere applicati anche alle famiglie residenti nella stessa area. Perché il punto non è mettere in contrapposizione gli animali e le persone. Il punto è garantire un diritto fondamentale a tutti. L’acqua non può diventare un privilegio. È un bene primario e, soprattutto, un diritto che dovrebbe appartenere indistintamente a ogni cittadino.

In attesa di risposte ufficiali, resta una domanda che continua a riecheggiare tra i residenti di contrada Maddalusa: perché per i cani l’acqua arriva e per gli esseri umani no?

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Fonte: Sicilia24h

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