Agrigento – Mafia di Porto Empedocle e Villaseta, Fabrizio Messina tenta la carta della dissociazione prima della sentenza: «La mafia non mi appartiene più». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo
A poche ore dal verdetto, l’imputato prende la parola con dichiarazioni spontanee e rivendica una rottura con il passato. La Procura ha chiesto per lui 20 anni di carcere, ritenendolo al vertice della famiglia mafiosa di Porto Empedocle.
«Mi dissocio dalla mafia, non mi appartiene più. O forse non mi è mai appartenuta». Sono le parole pronunciate da Fabrizio Messina davanti al giudice, proprio mentre il processo sulle cosche di Porto Empedocle e Villaseta è arrivato al momento decisivo.
Il cinquantenne, fratello del boss Gerlandino Messina, ha scelto le dichiarazioni spontanee per tentare di prendere le distanze dalle accuse e dal mondo mafioso che gli viene contestato. Una presa di posizione arrivata quando ormai il giudice si prepara a emettere la sentenza.
Messina ha parlato del presente, del futuro e soprattutto della famiglia, manifestando riconoscenza nei confronti della moglie. Ha quindi rivolto al giudice un messaggio chiaro, nella speranza che la sua dichiarazione possa essere valutata ai fini della decisione.
La Procura distrettuale antimafia di Palermo ha chiesto per lui 20 anni di reclusione, contestandogli l’associazione mafiosa e quella finalizzata al traffico di stupefacenti. Secondo l’accusa, avrebbe guidato la famiglia mafiosa di Porto Empedocle e, insieme a Vincenzo Parla, un’organizzazione dedita al traffico di ingenti quantitativi di droga in diverse province siciliane.
L’imputato, difeso dall’avvocato Salvatore Pennica, ha sempre respinto le contestazioni, negando di avere diretto la cosca e chiedendo l’assoluzione.
Il procedimento riguarda complessivamente 26 imputati e le presunte organizzazioni mafiose di Villaseta e Porto Empedocle. Tra le posizioni più importanti quelle di Pietro Capraro, Gaetano Licata e Vincenzo Parla, anche per loro la Procura ha chiesto 20 anni.
Adesso la parola passa al giudice. La camera di consiglio è in corso e la sentenza è attesa tra le 13 e le 14.
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Fonte: Sicilia24h
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