Agrigento – Minorenne ucciso a Palma di Montechiaro, chiesti 20 anni per Falco Abramo: dopo 13 anni il delitto torna in aula. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.
Cosa sta succedendo
Sono trascorsi quasi tredici anni da quella notte di sangue nelle campagne di Palma di Montechiaro. Antonio Morgana aveva appena 17 anni quando venne ucciso a colpi di pistola in contrada Ciotta. Oggi, per quell’omicidio, il sostituto procuratore generale di Palermo Salvatore Leopardi ha chiesto la conferma della condanna a 20 anni di carcere nei confronti di Calogero Pietro Falco Abramo, 71 anni, di Racalmuto.
La richiesta è stata avanzata nel processo d’appello e riguarda la sentenza pronunciata in primo grado dalla Corte d’assise di Agrigento. Alla conferma della condanna si è associato anche l’avvocato Santo Lucia, che rappresenta come parte civile i familiari del giovane ucciso. Per la difesa, invece, il processo non è ancora concluso. Il prossimo 9 novembre è prevista l’arringa dell’avvocato Maurizio Buggea, mentre il 30 novembre dovrebbe arrivare la sentenza della Corte d’assise d’appello.
La tragedia risale alla sera del 23 ottobre 2013. Antonio Morgana si trovava all’interno di un’auto, in un piazzale di contrada Ciotta, insieme ad altri quattro ragazzi: Calogero Pace, Giuseppe Palermo, Mohchine Maukan e Angelo Azzarello. All’improvviso, nel buio della campagna, partirono diversi colpi di pistola calibro 7.65. Morgana venne raggiunto mortalmente da due proiettili, mentre un terzo ragazzo, Calogero Pace, rimase ferito a una gamba. Gli altri due giovani riuscirono a rimanere illesi. Per Antonio non ci fu nulla da fare. I soccorsi e la corsa verso l’ospedale San Giacomo d’Altopasso di Licata si rivelarono inutili: il diciassettenne era già morto.
Fin dalle prime ore, gli investigatori seguirono la pista di un possibile furto come movente dell’agguato. Uno dei giovani presenti quella sera raccontò di avere riconosciuto l’autore degli spari, indicando agli investigatori un uomo di 62 anni di Palma di Montechiaro. L’uomo venne fermato, ma quella pista investigativa si rivelò presto inconsistente. A scagionarlo fu soprattutto un alibi ritenuto solido: quella sera si trovava al centro commerciale Le Vigne, impegnato a giocare a carte insieme ad altre persone.
Le indagini continuarono così a scavare nella vicenda, fino a concentrarsi su Falco Abramo, proprietario di un immobile situato proprio in contrada Ciotta. Un omicidio rimasto per anni senza un colpevole è quindi tornato al centro dell’attenzione giudiziaria. La richiesta della Procura generale di Palermo riporta oggi in primo piano quella notte del 23 ottobre 2013 e la morte di un ragazzo di appena 17 anni.
Ora sarà la Corte d’assise d’appello a decidere. La prossima tappa sarà l’arringa della difesa, il 9 novembre. Poi, il 30 novembre, è attesa la sentenza.
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Fonte: Sicilia24h
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