Agrigento – Mosella, primi arresti nell’inchiesta sull’appalto: Report Sicilia aveva acceso i riflettori già nel novembre 2025. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.
Cosa sta succedendo

AGRIGENTO – Arrivano i primi arresti nell’inchiesta che riguarda il contestato appalto per la manutenzione straordinaria della strada Mosella. Dopo mesi di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Agrigento, il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Miceli ha disposto gli arresti domiciliari per gli imprenditori favaresi Antonino Milioti, 46 anni, e Dino Caramazza, 45 anni, mentre ha applicato la misura interdittiva nei confronti dell’ingegnere Salvatore Castaldo, 51 anni, direttore dei lavori dell’opera.
Si tratta della prima svolta giudiziaria di una vicenda che Report Sicilia aveva seguito fin dall’inizio, ben prima che emergessero le ipotesi investigative della Procura.
report sicilia aveva già posto le prime domande
Già nel novembre 2025, e successivamente con l’approfondimento pubblicato nel dicembre dello stesso anno, il giornalista Giuseppe Di Rosa aveva acceso i riflettori sulla gara per il rifacimento della strada Mosella, evidenziando una serie di elementi che apparivano meritevoli di approfondimento.
Tra questi, la nascita di una nuova società poco prima della gara, le modalità di partecipazione all’appalto, l’aggiudicazione di un’opera da oltre tre milioni di euro e una serie di circostanze che portarono Report Sicilia a chiedere pubblicamente chiarezza sulla procedura.
Domande che allora erano esclusivamente giornalistiche e che oggi trovano un inevitabile punto di contatto con quanto contestato dagli inquirenti.
le misure cautelari
Il Gip ha accolto solo in parte le richieste avanzate dalla Procura.
Per Antonino Milioti e Dino Caramazza sono stati disposti gli arresti domiciliari.
Per Salvatore Castaldo è stata invece applicata una misura interdittiva.
Non sono state accolte, invece, le richieste di arresti domiciliari nei confronti di Federica Caramazza e Giovanna “Vania” Palillo, né quella di sospensione dall’esercizio della professione nei confronti del funzionario comunale Gaspare Triassi.
il presunto sistema contestato
Al centro dell’inchiesta vi è l’appalto da circa 3,2 milioni di euro per la manutenzione straordinaria della strada Mosella.
Secondo l’ipotesi accusatoria, la società risultata aggiudicataria sarebbe stata costituita appositamente per partecipare alla gara e formalmente intestata a prestanome, mentre il controllo effettivo sarebbe rimasto nelle mani degli imprenditori Antonino Milioti e Dino Caramazza.
La nuova società avrebbe partecipato alla procedura insieme ad altre imprese riconducibili agli stessi interessi imprenditoriali, riuscendo ad ottenere l’aggiudicazione dei lavori.
Si tratta, naturalmente, di contestazioni che dovranno essere accertate nel corso del procedimento giudiziario e rispetto alle quali tutti gli indagati devono ritenersi innocenti fino ad eventuale sentenza definitiva.
le accuse
L’inchiesta ipotizza, a vario titolo, i reati di:
- turbata libertà degli incanti;
- trasferimento fraudolento di valori;
- truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche;
- induzione indebita a dare o promettere utilità.
Secondo la Procura, inoltre, il computo metrico relativo ai lavori di bitumazione sarebbe stato alterato per un importo superiore ai 400 mila euro, inducendo in errore la stazione appaltante e determinando un vantaggio economico per alcuni dei soggetti coinvolti.
Agli atti dell’inchiesta compare anche una presunta consulenza professionale del valore di oltre 100 mila euro, che gli investigatori ritengono collegata ai rapporti intercorsi tra il direttore dei lavori e altri soggetti coinvolti nella vicenda.
il terzo arresto per dino caramazza
Per Dino Caramazza quello disposto oggi rappresenta il terzo arresto in poco più di un anno.
L’imprenditore era già stato coinvolto in precedenti inchieste riguardanti presunti episodi di corruzione e gare pubbliche.
Anche questo elemento costituisce parte del quadro investigativo ricostruito dalla Procura.
una vicenda che report sicilia seguiva da mesi
L’evoluzione dell’inchiesta conferma l’importanza del lavoro di approfondimento svolto nei mesi scorsi da Report Sicilia.
Quando ancora nessuno parlava di arresti, perquisizioni e misure cautelari, Giuseppe Di Rosa aveva già analizzato la documentazione pubblica della gara, ponendo interrogativi sulla nascita della società aggiudicataria, sulle modalità dell’appalto e su alcune anomalie che apparivano evidenti dalla lettura degli atti amministrativi.
È doveroso precisare che il giornalismo non sostituisce il lavoro della magistratura né anticipa le conclusioni delle indagini.
Tuttavia, i fatti dimostrano come le domande poste da Report Sicilia tra novembre e dicembre 2025 abbiano anticipato molti degli aspetti che oggi costituiscono il cuore dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Agrigento.
L’indagine prosegue e saranno i successivi sviluppi processuali a chiarire definitivamente responsabilità e ruoli dei soggetti coinvolti.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

