Agrigento – Nuovo appalto per il servizio di raccolta dei rifiuti, a Siracusa non sono tutti entusiasti …. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo

Il quotidiano on line “Libertà Sicilia.it” raccontava ai primi del mese scorso cosa accade a Siracusa sul fronte della raccolta dei rifiuti. Nel capoluogo aretuseo dallo scorso febbraio è operativo il nuovo appalto, passato dalla Tekra alla Ris.am. Come accaduto da alcune ore ad Agrigento, dopo oltre un trentennio di gestione dell’ati composta da varie aziende locali. E com’è la situazione a Siracusa, almeno secondo quanto raccontato dal giornale on line?
Lo raccontiamo pubblicando la nota che rilanciamo data la stretta attualità della tematica. “Che la città sia invasa dai rifiuti è sotto gli occhi di tutti”. Parte da questa constatazione la dura presa di posizione di Matilde Di Giovanni, segretaria del circolo del Partito Democratico di Siracusa, che traccia un quadro fortemente critico della gestione del servizio di igiene urbana, a diversi mesi dal passaggio dell’appalto dalla Tekra alla Ris.Am Srl.
Secondo Di Giovanni, “il trasferimento della gestione, avvenuto il 1° febbraio 2026 attraverso un affitto di ramo d’azienda, si sarebbe tradotto sostanzialmente in un cambio soltanto formale della denominazione societaria. Se da un lato il subentro avrebbe garantito la continuità occupazionale del personale, dall’altro – osserva – la responsabilità della precedente società nei confronti degli operatori ecologici si è conclusa con l’avvicendamento, senza che ciò abbia prodotto un miglioramento concreto del servizio”.
Nel mirino del PD finisce anzitutto il modello organizzativo adottato sul territorio comunale, definito “disomogeneo e asimmetrico”. Secondo la segretaria dem, infatti, il servizio di raccolta presenta evidenti differenze tra i vari quartieri cittadini, privilegiando le aree residenziali centrali rispetto alle zone periferiche. Nei quartieri centrali, sostiene Di Giovanni, la raccolta differenziata avrebbe ormai raggiunto il proprio limite fisiologico di efficienza, un risultato che, precisa, non dipende dal comportamento degli utenti. Ben diversa, invece, la situazione nelle periferie, dove le disfunzioni sarebbero “macroscopiche” e i servizi risulterebbero carenti o, in alcuni casi, addirittura assenti. Per invertire la rotta, il Partito Democratico propone una serie di interventi strutturali. Tra questi figurano l’introduzione della tariffazione puntuale – il sistema “paga per quanto getti” –, campagne di incentivazione per migliorare la raccolta differenziata, una revisione del calendario dei conferimenti con un aumento delle giornate di raccolta nelle aree più penalizzate e investimenti in tecnologie innovative da parte del gestore. Di Giovanni richiama, a titolo di esempio, il modello delle isole ecologiche già adottato con successo a Milano e in altre città italiane. Nel breve periodo, la segretaria del PD ritiene necessario superare l’attuale “modello a zone”, sostituendolo con uno schema integrato di raccolta che valorizzi anche il contributo degli operatori ecologici, chiamati a segnalare criticità e suggerire interventi mirati sulla base dell’esperienza maturata quotidianamente sul territorio.
Tra le criticità evidenziate anche l’organizzazione del lavoro. “L’impiego di automezzi con mono-operatore, secondo Di Giovanni, determinerebbe una distribuzione non equilibrata dei carichi di lavoro, rendendo le mansioni particolarmente gravose per il personale. A ciò si aggiungerebbero un parco mezzi insufficiente e ormai vetusto e una forza lavoro sottodimensionata, fattori che provocherebbero frequenti ritardi nella raccolta di carta, plastica, vetro e frazione organica. L’esponente democratica richiama inoltre l’attenzione sulle condizioni igienico-sanitarie della città, sottolineando la necessità di avviare un’efficace campagna di derattizzazione e disinfestazione. I cumuli di rifiuti presenti lungo le strade e i mini cassonetti spesso traboccanti, osserva, favorirebbero infatti la proliferazione di topi, insetti, blatte e scarafaggi, soprattutto durante la stagione estiva quando le elevate temperature accelerano la decomposizione della frazione organica e aumentano il rischio di diffusione di batteri. Tra le richieste avanzate figurano anche interventi di ordinaria manutenzione urbana, come uno svuotamento più frequente dei cestini portarifiuti disseminati lungo i marciapiedi, spesso colmi e maleodoranti, nonché il ripristino delle attività di spazzamento manuale e della pulizia meccanizzata delle strade mediante spazzatrici dotate di getti d’acqua, utili a limitare il sollevamento della polvere”. Tutti temi che anche ad Agrigento sono di strettissima attualità, con la speranza che l’avvio della nuova era nell’appalto del servizio nettezza urbana possa certificare un reale miglioramento delle condizioni igienico sanitarie in città. In attesa ovviamente di conoscere i progetti della nuova azienda che si aggiudicata questo importante appalto, un’azienda nata lo scorso anno, ma già in grado di aggiudicarsi importanti appalti in molti centri italiani.
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Fonte: Report Sicilia
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