Agrigento – Palermo, il CGA respinge l’appello del Comune di Palermo: l’area di via Morselli va riqualificata entro il mese di settembre. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana (CGA) ha respinto l’appello proposto dal Comune di Palermo per la riforma della sentenza del TAR che, lo scorso marzo, aveva condannato l’amministrazione per la perdurante inerzia sulla riqualificazione urbanistica dell’area di proprietà della Italiana Sud Costruzioni (Ital.S.Co. S.r.l.) in via Morselli.
La vicenda affonda le radici in un prolungato silenzio amministrativo. La società proprietaria, rappresentata e difesa in giudizio dagli avvocati Girolamo Rubino e Calogero Marino, aveva sollecitato una nuova destinazione urbanistica per l’edificio e l’area di via E. Morselli, in seguito alla decadenza del vincolo espropriativo originario.
Di fronte al blocco decisionale del Comune, era scattato il ricorso al TAR, conclusosi con una severa condanna per l’ente locale.
Con l’appello il Comune di Palermo ha sostenuto che i 180 giorni fissati dal giudice di primo grado sarebbero stati insufficienti: l’ente ha invocato la necessità di una procedura ordinaria per le varianti urbanistiche ex art. 26 della Legge Regionale n. 19/2020, richiedendo un termine di almeno 310 giorni per adempiere.
Di tutt’altro avviso la difesa della Italiana Sud Costruzioni: secondo gli avvocati Rubino e Marino, infatti, non si tratterebbe di una variante complessa, bensì della semplice correzione di un evidente errore materiale di cartografia. Una tesi pienamente condivisa dai giudici del CGA, i quali hanno chiarito che la valutazione sui tempi concessi per adempiere non può essere svincolata dal contesto complessivo del procedimento.
Il Comune di Palermo era infatti formalmente in mora già dalla diffida stragiudiziale notificata nel lontano giugno 2025: da quel momento, ha rilevato il Collegio, sono passati ben più dei 310 giorni richiesti dall’amministrazione come “tempo supplementare”, trascorsi infruttuosamente senza l’adozione di alcun provvedimento definitivo.
I giudici del CGA hanno inoltre colto l’occasione per precisare che la nomina del Commissario ad acta, disposta dal TAR, non spoglia in alcun modo il Comune del proprio potere decisionale. Fino all’effettivo insediamento dell’ausiliario del giudice — e anche successivamente, sotto forma di cooperazione — l’amministrazione comunale conserva la piena facoltà di agire autonomamente.
La sentenza, ricorda il CGA, non si è infatti sostituita alle scelte di merito dell’ente, ma ha semplicemente accertato il dovere inderogabile di rimuovere un vuoto di pianificazione.
I termine perentorio di 180 giorni assegnato al Comune scadrà il 27 settembre 2026.
Se Palazzo delle Aquile non provvederà entro tale data, scatterà in automatico l’insediamento del Commissario ad acta, ponendo fine alla lunga attesa della società costruttrice.
Leggi anche: Altre notizie su Attualità
Fonte: Sicilia24h
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

