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Agrigento, pubblicità sullo stabile monumentale di piazzale Rosselli. Il Comune mostri gli atti

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Agrigento, pubblicità sullo stabile monumentale di piazzale Rosselli. Il Comune mostri gli atti. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Accanto al murale compare una tabella con il marchio Tecnoedil Pontei e la scritta «Sponsor ufficiale». All’Albo pretorio del Comune non abbiamo trovato atti relativi all’installazione. I regolamenti prevedono autorizzazioni e procedure precise.

Sul prospetto dello stabile monumentale di piazzale Rosselli, accanto al murale di Sergio Criminisi, è stata affissa una tabella con il marchio Tecnoedil Pontei e la scritta «Sponsor ufficiale». Le fotografie mostrano chiaramente il pannello, il nome dell’impresa e i simboli delle piattaforme sociali.

Una superficie segnalata alla redazione come prossima a un metro quadrato, le cui dimensioni esatte devono essere verificate dagli uffici.

All’Albo pretorio del Comune di Agrigento non abbiamo trovato atti relativi all’autorizzazione di questa installazione. Con quale provvedimento è stata consentita e dove è possibile leggerlo?

La domanda è rivolta al sindaco Michele Sodano, ai dirigenti comunali, alla Segreteria generale, alla Giunta e al Consiglio comunale, a partire dal presidente Giovanni Civiltà.

Il rispetto per l’artista, per il murale, per i promotori e per le autorità che hanno condiviso l’inaugurazione rimane pieno. La questione riguarda l’utilizzo del prospetto di un bene monumentale per esporre un marchio aziendale.

La scritta sponsor non sostituisce l’autorizzazione

Abbiamo consultato i regolamenti pubblicati dal Comune. Le disposizioni sulla pubblicità considerano rilevanti anche i messaggi destinati a migliorare l’immagine del soggetto pubblicizzato.

L’articolo 7 del regolamento sul canone patrimoniale prevede la preventiva autorizzazione per i mezzi pubblicitari collocati lungo le strade o visibili da esse, anche quando l’esposizione sia esente dal canone.

Il marchio di un’impresa accompagnato dalla dicitura «Sponsor ufficiale» presenta dunque una questione che gli uffici devono affrontare e documentare. Quella scritta non basta a dimostrare la regolarità dell’installazione.

Occorre conoscere il titolo autorizzativo, la durata dell’esposizione e il trattamento del canone, compreso il fondamento di un’eventuale esenzione.

Sostenere economicamente un’iniziativa meritoria non attribuisce automaticamente il diritto di affiggere una tabella sul patrimonio pubblico.

Sul bene monumentale serve la valutazione della Soprintendenza

L’articolo 49 del Codice dei beni culturali stabilisce un divieto generale di collocare pubblicità sugli edifici e nelle aree tutelati. Il soprintendente può autorizzarla quando non danneggi l’aspetto, il decoro o la pubblica fruizione del bene. L’autorizzazione deve essere trasmessa agli altri enti competenti per gli eventuali ulteriori atti abilitativi.

Non basta quindi richiamare il valore del murale. È necessario verificare se il progetto autorizzato comprendesse anche il pannello commerciale, con le sue caratteristiche e la sua collocazione.

Dove è pubblicato o consultabile il provvedimento che consente questa esposizione sullo stabile monumentale di piazzale Rosselli?

Anche l’articolo 50 delle norme tecniche del Piano generale degli impianti pubblicitari pubblicate dal Comune prevede, per l’installazione dei manufatti nel centro storico, un’autorizzazione previo parere della Soprintendenza. Gli uffici chiariscano la classificazione dell’area e le disposizioni applicate.

Le sponsorizzazioni sono disciplinate da un regolamento comunale

Il Comune dispone di un regolamento sui contratti di sponsorizzazione e sugli accordi di collaborazione, approvato dal Consiglio comunale con deliberazione numero 86 del 30 ottobre 2007.

Il testo prevede un contratto scritto e disciplina spazio pubblicitario, durata e obblighi. Distingue inoltre gli indirizzi della Giunta dagli atti gestionali dei dirigenti. Anche l’ipotesi semplificata di sostanziale mecenatismo richiede un provvedimento dirigenziale.

Va dunque chiarito chi abbia stipulato il rapporto con l’impresa. Se la sponsorizzazione coinvolge il Comune, devono essere indicati gli atti adottati e il contratto pertinente. Se riguarda altri soggetti, resta da documentare chi abbia consentito l’utilizzo della parete e con quali autorizzazioni.

Un accordo tra soggetti privati non sostituisce i provvedimenti necessari per esporre pubblicità su un bene tutelato.

Il Comune non è il condominio di chi lo amministra

Signor sindaco, il patrimonio pubblico non si gestisce come il condominio in cui si vive con la propria famiglia. Le decisioni devono avere un fondamento riconoscibile e devono poter essere verificate.

Lo stesso vale per chi affianca il sindaco nelle scelte politiche. Consigli e suggerimenti devono confrontarsi con i regolamenti comunali, mentre le responsabilità amministrative restano in capo agli organi e agli uffici competenti.

A chi frequenta Sala Sollano da molti anni chiediamo di esercitare il controllo che il ruolo impone. L’esperienza istituzionale dovrebbe tradursi in maggiore attenzione alle procedure.

Chiediamo numero, data e ufficio competente del provvedimento relativo alla tabella, insieme al riferimento attraverso il quale consultarlo.

Il mancato reperimento all’Albo pretorio non dimostra, da solo, che un’autorizzazione non esista. Rende però necessaria una risposta documentata dell’amministrazione.

La trasparenza deve valere anche per Maddalusa

Questa richiesta si collega a un principio che riguarda tutta la città. Anche le famiglie di Maddalusa devono poter conoscere gli atti, le motivazioni e le responsabilità delle decisioni che incidono sull’accesso all’acqua.

Le norme applicabili sono differenti. La possibilità di comprendere e verificare le scelte pubbliche deve essere garantita con la stessa attenzione.

Per la tabella sullo stabile monumentale di piazzale Rosselli chiediamo gli atti che ne consentono l’esposizione. Per l’acqua chiediamo decisioni comprensibili e soluzioni concrete.

Il rispetto per le istituzioni si accompagna al diritto dei cittadini di sapere come vengono amministrati il patrimonio pubblico e i servizi essenziali.

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Fonte: Report Sicilia

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