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Agrigento – Ravanusa, dietrofront del Sindaco: revocata l’emergenza idrica

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Agrigento – Ravanusa, dietrofront del Sindaco: revocata l’emergenza idrica. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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È durata appena due settimane l’emergenza idrica dichiarata dal sindaco di Ravanusa. Con l’ordinanza n. 45 del 6 agosto 2026, il capo dell’amministrazione Salvatore Pitrola ha revocato il provvedimento n. 43 del 23 luglio con cui aveva proclamato lo stato di emergenza sul territorio comunale, aprendo di fatto la strada alle autobotti private per l’approvvigionamento dai pozzi comunali.

A far cadere i presupposti dell’ordinanza è stata una comunicazione di AICA. Nella nota, il gestore ha fornito al Municipio elementi istruttori sullo svolgimento dei turni, contestando che fosse ancora in atto una sospensione generalizzata della fornitura e sostenendo che la criticità tecnica alla base del provvedimento sindacale fosse ormai superata. Sulla base di queste indicazioni, il sindaco ha ritenuto venuti meno i presupposti che avevano giustificato la dichiarazione dello stato di emergenza, richiamando l’articolo 50 del Testo unico degli enti locali e i principi di proporzionalità dell’azione amministrativa. L’ordinanza è stata notificata via PEC ai Carabinieri di Ravanusa, alla Protezione Civile regionale, all’ATI AG9, ad AICA e alla Prefettura di Agrigento. Resta comunque salva la possibilità per il Comune di intervenire nuovamente in caso di nuove criticità accertate.

Per capire la portata della revoca bisogna tornare indietro di due settimane. Il 24 luglio, Pitrola aveva firmato l’ordinanza che dichiarava lo stato di emergenza idrica, autorizzando il prelievo di acqua dal pozzo comunale di Cianciaramito e la sua distribuzione tramite gli autobottisti volontari.

Il provvedimento richiamava l’articolo 32 della Costituzione sulla tutela della salute e l’articolo 50 del Testo unico degli enti locali, e nasceva dalla combinazione di due fattori: turni di distribuzione arrivati fino a 15 giorni di attesa e il timore che l’esasperazione della cittadinanza potesse degenerare in problemi di ordine pubblico. Il via libera alle autobotti fu accolto in paese convere e proprie sfilate di mezzi pesanti per le vie del centro, in scene degne di una vittoria sportiva. Secondo l’ordinanza originaria, il problema non riguardava la disponibilità d’acqua negli invasi, ma le difficoltà nella gestione della rete da parte di Siciliacque e AICA. Il caso di Ravanusa fu presentato dalla stampa locale come il primo in Sicilia di un Comune che ha ritenuto necessario dichiarare lo stato di emergenza idrica pur essendo passati pochi mesi dalla revoca dello stato di emergenza regionale, decisa a maggio dal presidente Renato Schifani sulla base dei dati su invasi pieni e dissalatori a regime.

La vicenda si è presto trasformata in un caso politico-istituzionale. Pochi giorni dopo l’ordinanza, Siciliacque, il gestore del sovrambito, cioè il fornitore all’ingrosso (ndr) ha smentito pubblicamente le ricostruzioni circolate, definendole prive di basi tecniche e procedurali. L’azienda ha precisato di non aver mai ricevuto dal Comune una richiesta formale di aumento della dotazione idrica, ricordando che per legge simili istanze devono passare dall’ATI o dal gestore d’ambito, cioè AICA, e non direttamente dal sindaco. Siciliacque ha inoltre rivendicato di aver sempre soddisfatto le richieste ricevute da AICA secondo il piano di approvvigionamento concordato, respingendo ogni responsabilità sulla gestione del pozzo di Cianciaramito.

Con la revoca del 6 agosto si chiude, almeno formalmente, la fase più acuta della vicenda. Il Comune di Ravanusa ha preso atto degli elementi forniti da AICA, secondo cui la sospensione generalizzata della fornitura non risultava più in corso al momento della verifica. Nei giorni precedenti la dotazione idrica era già salita a 26,2 litri al secondo, con turni settimanali e gli autobottisti convenzionati regolarmente operativi. Resta comunque sul tavolo il nodo di fondo: i rapporti tra Siciliacque e AICA nella gestione delle risorse idriche del territorio agrigentino.

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Fonte: Grandangolo Agrigento

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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