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Agrigento – Scuola Pirandello, la Regione chiedeva la chiusura dal 20 aprile: Sodano firma l’ordinanza soltanto il 16 settembre

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Agrigento – Scuola Pirandello, la Regione chiedeva la chiusura dal 20 aprile: Sodano firma l’ordinanza soltanto il 16 settembre. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

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L’atto regionale, fondato sulle verifiche sismiche dell’intero edificio di via Acrone, chiedeva espressamente lo sgombero. Dopo quasi cinque mesi arriva l’ordinanza sindacale. Nel frattempo il Comune ha affidato per oltre 74 mila euro una nuova valutazione sullo stesso stabile

AGRIGENTO – Adesso è ufficiale: l’intero edificio scolastico di via Acrone, sede del liceo Politi e della scuola media Pirandello, deve essere sgomberato e chiuso.

Lo stabilisce l’ordinanza sindacale numero 67, firmata il 16 settembre 2026 dal sindaco Michele Sodano. Ordinanza+Sindacale+2026-67

Ma la vera notizia è contenuta nelle premesse del provvedimento: la Regione Siciliana aveva chiesto formalmente lo sgombero e la chiusura dell’edificio già il 20 aprile 2026.

Sono trascorsi quasi cinque mesi, esattamente 149 giorni, prima che venisse adottata l’ordinanza richiesta.

Cinque mesi durante i quali gli studenti hanno continuato a frequentare la scuola, le famiglie hanno ricevuto rassicurazioni e il Comune ha perfino affidato, per oltre 74 mila euro, una nuova valutazione della sicurezza sismica sullo stesso edificio già sottoposto alle verifiche richiamate dalla Regione.

Cose da altro mondo.

La richiesta regionale risale al 20 aprile

L’ordinanza firmata da Sodano richiama espressamente la nota protocollo numero 3333 del 20 aprile 2026, trasmessa dall’Ufficio speciale per l’Edilizia scolastica e universitaria dell’assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale.

Nel documento si legge che la Regione, sulla base dei risultati della verifica sismica effettuata sull’edificio di via Acrone, aveva chiesto al Comune l’adozione della:

«determina di sgombero e chiusura».

Non si trattava, dunque, di un semplice invito ad approfondire la situazione.

La Regione aveva già esaminato i risultati delle verifiche sismiche e aveva chiesto un provvedimento preciso: sgomberare e chiudere l’edificio.

L’ordinanza comunale riconosce inoltre che il provvedimento è necessario per:

«salvaguardare l’incolumità degli allievi e di tutti gli operatori scolastici sia del liceo Politi che della scuola media statale Pirandello».

Parole che non lasciano spazio a interpretazioni.

Perché si è aspettato fino al 16 settembre?

La domanda è inevitabile: perché l’ordinanza di sgombero e chiusura è stata firmata soltanto il 16 settembre se la richiesta regionale risaliva al 20 aprile?

Nel mese di aprile era ancora in carica l’amministrazione guidata dall’ex sindaco Francesco Miccichè. La nuova amministrazione Sodano si è insediata l’11 giugno.

Le responsabilità temporali, dunque, dovranno essere ricostruite distinguendo le due gestioni. Ma resta il dato oggettivo: la nota regionale è rimasta senza l’ordinanza richiesta per quasi cinque mesi.

L’amministrazione Miccichè dovrebbe spiegare cosa abbia fatto dopo aver ricevuto la comunicazione regionale.

L’amministrazione Sodano, invece, dovrebbe chiarire quando abbia acquisito piena conoscenza della nota e perché abbia atteso fino al 16 settembre per firmare il provvedimento.

La sicurezza degli studenti non può essere trattata come una normale pratica amministrativa da lasciare sulla scrivania.

Report Sicilia aveva pubblicato l’atto sulle criticità statiche

Già il 10 febbraio 2026 Report Sicilia aveva pubblicato la determinazione dirigenziale numero 256 del Comune di Agrigento.

In quell’atto si leggeva che:

«A seguito di una verifica tecnica della stabilità del fabbricato sito in via Acrone, sede della Scuola Secondaria di Primo Grado “Pirandello”, sono emerse criticità statiche tali da imporre nell’immediato la ricerca di locali ad uso scuola».

Il nostro giornale chiese allora perché gli studenti continuassero a frequentare l’edificio e chi si stesse assumendo la responsabilità della prosecuzione delle attività didattiche.

Il giorno successivo arrivò la protesta dei genitori, alcuni dei quali annunciarono che non avrebbero più mandato i figli a scuola fino all’individuazione di una soluzione sicura.

Il 12 febbraio Report Sicilia denunciò anche la contraddizione tra la determina, che parlava di criticità statiche e ricerca immediata di altri locali, e il comunicato diffuso dopo una riunione al Comune, nel quale si affermava che non vi fossero problemi tali da rendere necessaria una soluzione alternativa immediata.

Adesso scopriamo che, due mesi dopo, la Regione aveva formalmente chiesto lo sgombero e la chiusura.

Il paradosso dei nuovi 74 mila euro

La vicenda diventa ancora più difficile da comprendere alla luce della determinazione dirigenziale numero 2660 dell’8 settembre 2026.

Con quell’atto, appena otto giorni prima dell’ordinanza di chiusura, il Comune ha aggiudicato all’ingegnere Vincenzo Vitello un nuovo incarico per:

«Valutazione della sicurezza sismica e redazione del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali per l’edificio scolastico in muratura Liceo Scientifico e Scienze Umane Politi e Scuola Media Pirandello».

Importo complessivo: 74.303,61 euro, comprensivo di contributo previdenziale e Iva.

Il professionista è stato individuato attraverso una trattativa diretta sul MEPA, con un solo soggetto invitato e un ribasso dello 0,87 per cento, pari ad appena 513,96 euro.

Ma l’ordinanza appena firmata afferma che la Regione aveva già chiesto la chiusura sulla base dei «risultati della verifica sismica effettuata sull’edificio».

Allora il Comune deve chiarire:

  • chi aveva eseguito la precedente verifica sismica;
  • quanto era costata;
  • quali fossero i suoi risultati;
  • perché la Regione li abbia ritenuti sufficienti per chiedere lo sgombero;
  • perché il Comune abbia deciso di spendere altri 74 mila euro per una nuova valutazione;
  • quali attività non fossero comprese negli accertamenti precedenti;
  • se il nuovo incarico serva a confermare dati già acquisiti oppure a progettare gli interventi futuri.

Il Comune non si fidava delle verifiche?

L’intero edificio comprende sia il liceo Politi sia la scuola media Pirandello.

Il Libero Consorzio comunale, competente per il liceo, aveva già avviato il trasferimento delle classi del Politi dopo le verifiche effettuate sul complesso.

Il Comune, competente per la scuola media, aveva invece mantenuto aperta la Pirandello e aveva annunciato ulteriori approfondimenti.

Ora l’ordinanza dispone la chiusura dell’intero edificio sulla base proprio delle verifiche sismiche già effettuate.

Il dubbio diventa quindi legittimo: il Comune non si fidava delle prove e delle conclusioni del Libero Consorzio?

E se non si fidava, su quali elementi tecnici fondava le proprie perplessità?

Se invece quelle verifiche erano attendibili, perché si è reso necessario un nuovo incarico da oltre 74 mila euro?

La città ha diritto di conoscere le differenze tra i due accertamenti e di sapere se vi siano prestazioni sovrapposte pagate con denaro pubblico.

Un procedimento avviato dopo la richiesta di chiusura

C’è un altro elemento temporale che merita attenzione.

La Regione chiede lo sgombero il 20 aprile.

Il Comune avvia la nuova trattativa diretta per la valutazione sismica il 13 maggio, quindi dopo avere ricevuto la richiesta regionale.

La proposta di aggiudicazione viene comunicata il 20 maggio. L’aggiudicazione definitiva e l’impegno della spesa arrivano l’8 settembre. Infine, il 16 settembre, il sindaco firma l’ordinanza di sgombero e chiusura.

La sequenza è questa:

  • 20 aprile: la Regione chiede la chiusura;
  • 13 maggio: il Comune avvia un nuovo incarico tecnico;
  • 20 maggio: viene proposta l’aggiudicazione;
  • 8 settembre: vengono impegnati 74.303,61 euro;
  • 16 settembre: il sindaco ordina lo sgombero.

Una cronologia che necessita di una spiegazione politica e amministrativa completa.

L’ordinanza riguarda tutto l’edificio

Il provvedimento non riguarda soltanto la porzione occupata dalla scuola media Pirandello.

Il sindaco ordina:

«Lo sgombero e la chiusura dell’edificio scolastico di via Acrone, sede del Liceo Politi e della scuola media statale L. Pirandello di Agrigento».

L’ordinanza viene notificata al Libero Consorzio comunale di Agrigento e trasmessa, per conoscenza, all’Ufficio regionale per l’Edilizia scolastica, alla Prefettura, ai Vigili del fuoco, al settore comunale Pubblica istruzione e alla Polizia locale, incaricata di verificare l’ottemperanza.

L’atto diventa immediatamente esecutivo con la pubblicazione all’Albo pretorio.

La chiusura arriva dopo l’inizio dell’anno scolastico

La soluzione logistica per gli studenti della Pirandello è stata individuata soltanto a ridosso dell’inizio delle lezioni, con il trasferimento delle classi in altre sedi.

Adesso l’ordinanza prende atto dei provvedimenti adottati per garantire la continuità didattica, ma non può cancellare una gestione arrivata ancora una volta in piena emergenza.

Il problema era conosciuto almeno dal febbraio scorso.

La richiesta formale della Regione risale ad aprile.

La nuova amministrazione si è insediata a giugno.

L’ordinanza è arrivata il 16 settembre.

Non si può sostenere che non vi fosse il tempo per programmare il trasferimento, informare adeguatamente le famiglie e predisporre le sedi alternative prima dell’avvio dell’anno scolastico.

Adesso si pubblichino tutti gli atti

Il Comune dovrebbe rendere immediatamente disponibili:

  • la nota regionale del 20 aprile;
  • la relazione completa sulla verifica sismica;
  • le eventuali contestazioni o richieste di chiarimento inviate alla Regione;
  • le risposte ricevute;
  • i verbali delle riunioni tecniche;
  • il precedente studio commissionato dal Libero Consorzio;
  • il disciplinare del nuovo incarico da 74 mila euro;
  • l’elenco dettagliato delle prestazioni da eseguire;
  • le certificazioni delle strutture che ospiteranno gli studenti trasferiti.

Non bastano più comunicati e rassicurazioni.

Quando Report Sicilia denunciava, gli altri osservavano

Report Sicilia aveva denunciato il problema quando gli studenti si trovavano ancora dentro la Pirandello.

Avevamo pubblicato l’atto sulle criticità statiche. Avevamo raccolto la paura dei genitori. Avevamo chiesto chi dicesse la verità tra le determine e i comunicati.

Oggi l’ordinanza sindacale conferma che la questione non era frutto di allarmismo: la Regione aveva chiesto lo sgombero e la chiusura già il 20 aprile per tutelare l’incolumità degli studenti e degli operatori scolastici.

Adesso bisogna capire perché siano trascorsi 149 giorni, perché siano stati impegnati altri 74 mila euro e chi abbia deciso che si potesse attendere fino a settembre.

La scuola è stata finalmente chiusa. Ma sulla gestione dell’intera vicenda restano aperte domande enormi, alle quali il Comune non potrà rispondere con un altro comunicato: dovrà rispondere con gli atti.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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