Agrigento – Secondo dissesto finanziario in dieci anni, ennesimo disastro finanziario a un anno dalle Elezioni. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
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Il Comune di Porto Empedocle dichiara il secondo dissesto finanziario nel giro di pochi anni. La Giunta retta dal sindaco Calogero Martello depone le “armi” e alla luce delle valutazioni del collegio dei revisori dei conti e della società chiamata a fare il punto della situazione finanziaria dell’ente ha emesso una delibera con la quale passa la palla al consiglio comunale per la dichiarazione, definitiva del dissesto. Un disastro sotto tutti i punti di vista, un disastro che avrà ricadute economiche devastanti, per l’ente ma anche per i cittadini, con servizi ancor più ridotti all’osso. Lo scorso anno parve essersi aperto un possibile spiraglio verso il rientro alla normalità finanziaria, ma evidentemente qualcosa è andato storto, vedi la straordinaria evasione fiscale, l’eccessivo costo dell’appalto per la raccolta dei rifiuti, la montagna di debiti che il Comune ha accumulato negli scorsi anni e che non è riuscito a pagare, ma anche la montagna di crediti che non è riuscito a riscuotere.
I consiglieri comunali di opposizione Salvatore Ersini, Gerlando Di Francesco, Antonino Traina, Melania Nuara, Giuseppe Grassonelli, Carmelo Sanfilippo, Melania Nuara con una nota stampa appena diramata inchiodano l’amministrazione Martello alle proprie responsabilità. “Adesso è ufficiale: il Comune di Porto Empedocle è precipitato nel dissesto finanziario. Il termine perentorio del 27 ottobre per la presentazione del Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale è scaduto nel silenzio totale dell’Amministrazione Comunale, decretando il fallimento politico e amministrativo della giunta guidata dal Sindaco. Noi consiglieri comunali di opposizione lo avevamo espresso chiaramente e a più riprese, in aula e a mezzo stampa: questa amministrazione stava conducendo la città verso il baratro contabile. Abbiamo atteso fino all’ultimo minuto che il Sindaco o la sua giunta venissero in Consiglio Comunale a riferire, a presentare numeri reali, atti ufficiali e una proposta concreta di risanamento. Ma il Sindaco ha scelto la via del silenzio e dell’inerzia, lasciando scadere i termini di legge senza muovere un dito.
Gli atti parlavano chiaro già da giorni. Le ripetute e gravissime segnalazioni del Collegio dei Revisori dei Conti e le pesanti diffide formali notificate dal Segretario Generale avevano messo a nudo una realtà drammatica: Mancanza assoluta di dati contabili certi e omessa formalizzazione del riaccertamento dei residui; Spese correnti non coperte per oltre 900.000 euro all’anno (tra utenze e servizi sociali per le fasce deboli); Previsioni di entrata del tutto fittizie, sostenute da alienazioni immobiliari “fantasma” prive di qualsiasi stima o perizia reale”.
E ancora: “Il Sindaco ha preferito ignorare i campanelli d’allarme, nascondere la verità ai cittadini e far finta che tutto andasse bene, fino al triste epilogo di queste ore. Le conseguenze di questo disastro amministrativo ricadranno purtroppo sull’intera cittadinanza empedoclina, sui lavoratori, sulle imprese e sui servizi essenziali per la comunità. Di fronte a questo disastro e all’avvio della procedura di dissesto e di scioglimento del Consiglio Comunale, ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità di fronte alla città e alle autorità competenti, verso cui abbiamo già inoltrato formale esposto. Porto Empedocle merita verità, trasparenza e un’amministrazione capace ed all’altezza della stabilità di questo paese”. In attesa che il passaggio in consiglio comunali segni la certificazione del Titanic economico per la città marinara, in paese si continua a pensare (!!!) alle prossime elezioni, con la netta sensazione di rivedere ai nastri di partenza personaggi che hanno dato il via a questo disastro economico che puntano a ritornare sul luogo del delitto.
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Fonte: Report Sicilia
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