Agrigento – Teatro Pirandello, due direttori e uno spettacolo rinviato: ecco cosa sta succedendo. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Teatro Pirandello, due direttori, contratti da chiarire e uno spettacolo rinviato: cosa sta succedendo?
L’accordo di Roberta Torre indica una scadenza al 30 novembre, mentre Leandro Picarella è stato presentato il 15 ottobre. Intanto slitta al 2027 “Ceneri” di Marco Savatteri. La Fondazione parla di esigenze produttive, ma restano interrogativi sui rapporti contrattuali, sui costi e sulle ragioni del rinvio.
AGRIGENTO – Prima il cambio della direzione artistica, poi gli interrogativi sui contratti e sui possibili costi della transizione. Adesso anche il rinvio di uno degli spettacoli più attesi della stagione del Teatro Pirandello.
La gestione della Fondazione Teatro Luigi Pirandello torna al centro dell’attenzione per due vicende distinte, che si inseriscono nello stesso delicato passaggio amministrativo: il rapporto contrattuale con Roberta Torre, sostituita da Leandro Picarella, e lo slittamento al 2027 di “Ceneri – L’ultimo viaggio di Luigi Pirandello”, scritto e diretto da Marco Savatteri.
Due questioni sulle quali sarebbe opportuno fare chiarezza, soprattutto alla luce della situazione economica della Fondazione.
Il contratto di Torre e la nomina di Picarella
Partiamo dai documenti.
Roberta Torre aveva sottoscritto il 15 luglio 2026 un accordo di collaborazione artistica con la Fondazione, con decorrenza dal primo agosto e scadenza al 30 novembre.
Il compenso previsto era di 8.666,67 euro, oltre contributo previdenziale integrativo e IVA, suddiviso in quattro rate mensili.
Con il cambio del Consiglio di amministrazione, l’incarico artistico della regista non è proseguito. Torre ha salutato pubblicamente il Teatro Pirandello il 24 settembre, annunciando la conclusione della propria esperienza. Il 15 ottobre è stato invece presentato ufficialmente Leandro Picarella come nuovo direttore artistico.
Per il nuovo incarico si parla di circa 21 mila euro su base annua, con una scadenza indicata al 31 dicembre 2026. Un dato che necessita tuttavia di conferma attraverso il contratto originale e che non può essere considerato automaticamente il compenso effettivo per il periodo ottobre-dicembre.
La questione riguarda dunque la gestione dei due rapporti contrattuali.
La scadenza del precedente accordo era fissata al 30 novembre, mentre il nuovo direttore è stato presentato il 15 ottobre. Questo non significa necessariamente che la Fondazione abbia sostenuto contemporaneamente il costo di due direttori artistici. Occorre però conoscere come sia stata regolata la cessazione del rapporto con Torre e da quale data decorra effettivamente il contratto di Picarella.
Secondo ricostruzioni pubblicate anche da altre testate, l’accordo della regista non conterrebbe clausole espresse di recesso o risoluzione anticipata. Un aspetto che rende ancora più importante conoscere gli eventuali atti intervenuti successivamente.
La cessazione dell’incarico artistico, collegata al cambio della governance, non chiarisce infatti da sola la sorte degli obblighi economici derivanti dall’accordo.
Il contratto di Torre è stato risolto anticipatamente? Sono rimasti compensi da corrispondere? Qual è il costo effettivo del passaggio alla nuova direzione artistica?
Sono domande alle quali soltanto la documentazione amministrativa può fornire risposte definitive.
Il caso Savatteri: “Ceneri” rinviato al 2027
Nel frattempo, un’altra decisione riguarda direttamente la programmazione del Teatro Pirandello.
Con un comunicato del 30 ottobre, la Fondazione ha annunciato il rinvio al 2027 di “Ceneri – L’ultimo viaggio di Luigi Pirandello”, scritto e diretto da Marco Savatteri, inizialmente previsto per il 14 e 15 novembre.
Al suo posto andrà in scena “Storia del figlio cambiato – Una biografia teatrale di Luigi Pirandello”, scritto e diretto da Graziana Lo Brutto e prodotto dall’associazione culturale Lunaria. La motivazione ufficiale è la necessità di consentire alla Fondazione e al regista di «proseguire il lavoro di preparazione e realizzazione del progetto artistico», garantendo le migliori condizioni per la messa in scena. Il pubblico potrà comunque assistere ad alcune anticipazioni di “Ceneri” durante le Celebrazioni Pirandelliane di dicembre, nell’ambito del ritorno di “Scopri il Teatro”, il format di Savatteri. Lo spettacolo completo è invece riprogrammato nel 2027. La spiegazione della Fondazione individua dunque esigenze legate alla preparazione e alla realizzazione del progetto. Non chiarisce, però, quali circostanze specifiche abbiano reso necessario lo spostamento.
Dietro il rinvio soltanto ragioni artistiche?
Secondo informazioni raccolte da AgrigentoOggi, il rinvio potrebbe essere legato anche a difficoltà organizzative ed economiche, in una fase particolarmente delicata per la Fondazione.
Si tratta di circostanze che non hanno ancora trovato conferma diretta da parte di Marco Savatteri e che, pertanto, non possono essere considerate accertate.
Il regista era stato coinvolto nella programmazione costruita durante la direzione artistica di Roberta Torre. “Ceneri” figurava infatti nel cartellone 2026/2027 presentato il 22 maggio. Il successivo cambio della governance e il rinvio dello spettacolo non dimostrano, di per sé, l’esistenza di un collegamento tra le due vicende. È tuttavia legittimo chiedere se siano intervenute difficoltà ulteriori rispetto a quelle indicate nella comunicazione ufficiale.
Alla Fondazione Pirandello rivolgiamo una domanda precisa: il rinvio di “Ceneri” dipende esclusivamente da esigenze di preparazione artistica oppure sono intervenute anche difficoltà organizzative o economiche nei rapporti con la Fondazione? Una risposta del regista contribuirebbe a chiarire una vicenda che riguarda uno dei progetti originariamente inseriti nella stagione teatrale.
Una stagione firmata Torre, gestita da Picarella
C’è poi un elemento che rende particolare questo passaggio.
La nuova governance ha scelto di non confermare Roberta Torre, affidando la direzione artistica a Leandro Picarella. Il nuovo direttore ha però ereditato una stagione in larga parte ideata, costruita e presentata dalla precedente direttrice artistica.
Il rinvio di “Ceneri” rappresenta una delle prime modifiche alla programmazione originaria.
Picarella ha annunciato l’intenzione di valorizzare le compagnie siciliane, coinvolgere le professionalità del territorio e aprire il teatro anche al cinema. Una linea che dovrà tradursi in iniziative concrete.
Rimane intanto da comprendere come la Fondazione stia gestendo i progetti già avviati e gli eventuali impegni economici assunti con le produzioni inserite in cartellone.
I conti della Fondazione
La questione assume particolare rilievo alla luce dei dati economici.
Il bilancio 2025 della Fondazione si è chiuso con una perdita di 74.955 euro, debiti complessivi per 720.612 euro e un patrimonio netto di 57.939 euro.
Numeri che impongono attenzione nella gestione delle risorse e nella programmazione delle spese.
Ma sui conti della Fondazione emergono ulteriori interrogativi. Nel quadro delle entrate riportate non risulterebbero circa 87 mila euro del FURS e 24 mila euro relativi all’articolo 128, per un totale di oltre 110 mila euro di contributi. Un’assenza che merita chiarimenti, anche per comprendere se si tratti di somme già contabilizzate, ancora da accertare o non inserite nel documento. Secondo le informazioni raccolte, inoltre, al momento del passaggio di consegne sarebbero stati disponibili 173 mila euro di liquidità sul conto corrente. Resta poi un’altra domanda: la nuova gestione ha partecipato ai bandi di finanziamento per il 2026, presentando la documentazione necessaria per accedere ai contributi, compresi quelli del FURS? Questioni sulle quali sarebbe opportuno un chiarimento della Fondazione.
Se il passaggio tra le due direzioni artistiche ha comportato obblighi economici distinti, è importante conoscerne l’entità. Allo stesso modo, sarebbe opportuno chiarire se il rinvio di una produzione già programmata abbia determinato costi aggiuntivi o modifiche agli accordi precedentemente sottoscritti.
Non ci sono, allo stato degli elementi disponibili, le condizioni per parlare di danno erariale o per sostenere che siano stati corrisposti due compensi per la stessa attività.
Il punto non è formulare accuse, ma conoscere i costi effettivi delle decisioni assunte.
Le risposte attese dalla Fondazione
Le questioni riguardano il sindaco Michele Sodano, il presidente della Fondazione Osvaldo Lo Iacono, la direzione generale e il Consiglio di amministrazione.
Tre sono gli aspetti sui quali sarebbe utile ottenere chiarimenti: la chiusura del rapporto contrattuale con Roberta Torre, la decorrenza e il costo dell’incarico di Leandro Picarella, le ragioni e le eventuali conseguenze economiche del rinvio di “Ceneri”.
La Fondazione ha piena autonomia nelle scelte artistiche e amministrative, nel rispetto delle competenze previste dallo statuto. Ma l’autonomia non esclude il dovere di rendere comprensibili le decisioni, soprattutto quando riguardano risorse destinate a un’istituzione culturale cittadina.
Il Teatro Pirandello non può diventare terreno di contrapposizione tra vecchia e nuova governance. La città ha diritto a una programmazione stabile, a una gestione trasparente e a conoscere come vengono impiegate le risorse.
Il contratto di Torre, il nuovo incarico di Picarella e il rinvio dello spettacolo di Savatteri sono tre elementi distinti che meritano chiarimenti puntuali.
Perché il cambio della direzione artistica può essere una scelta legittima, così come il rinvio di uno spettacolo può avere valide motivazioni produttive. Ma quando le decisioni si susseguono in una fase di transizione, spiegarne le ragioni e i costi diventa una questione di trasparenza.
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Fonte: AgrigentoOggi
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