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Agrigento – Teatro Pirandello, ecco la lettera ufficiale delle dimissioni: Tre pagine che spiegano la rottura con la nuova amministrazione

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Agrigento – Teatro Pirandello, ecco la lettera ufficiale delle dimissioni: Tre pagine che spiegano la rottura con la nuova amministrazione. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Comunicazione dimissioni CdA

AGRIGENTO – Dopo le notizie sulle dimissioni e dopo le prime ricostruzioni, adesso c’è il documento. Report Sicilia pubblica la lettera ufficiale con la quale i componenti del Consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro Luigi Pirandello hanno comunicato al sindaco Michele Sodano le proprie dimissioni anticipate e irrevocabili.

Tre pagine, datate 21 agosto 2026, indirizzate direttamente al primo cittadino e, per conoscenza, alla direttrice generale della Fondazione Alessandra Fiaccabrino.

Ed è proprio il documento originale a consentire adesso ai cittadini di leggere senza intermediari le motivazioni indicate dal Cda.

Non siamo più, dunque, davanti alle indiscrezioni sulle dimissioni delle ultime ore. La lettera mette nero su bianco la versione degli amministratori uscenti: la richiesta di confronto avanzata alla nuova amministrazione, il mancato «fattivo riscontro» che denunciano, gli avvisi congelati, le decisioni rinviate per «garbo istituzionale» e, infine, la scelta di lasciare con circa tre mesi di anticipo rispetto alla naturale scadenza del mandato.

Report Sicilia mette la lettera a disposizione dei lettori perché, su una vicenda così importante per una delle principali istituzioni culturali della città, siano prima di tutto gli atti a parlare.

«avevamo immediatamente sollecitato un confronto»

Il documento parte da una precisazione fondamentale: il mandato del Cda sarebbe scaduto soltanto alla fine di novembre 2026.

I dimissionari spiegano che, dopo l’insediamento della nuova amministrazione comunale, avevano «immediatamente sollecitato un confronto» con il sindaco affinché il passaggio di testimone avvenisse nel modo meno traumatico possibile per l’operatività del Teatro.

Una richiesta motivata dalla particolare natura della Fondazione: l’attività culturale richiede programmazione e calendarizzazione, mentre la gestione amministrativa impone scelte organizzative e logistiche a breve, medio e lungo termine.

Il Cda, quindi, non sostiene semplicemente di essere stato ignorato politicamente.

Sostiene che quel confronto fosse necessario per garantire la continuità operativa del Teatro.

il passaggio più pesante: «nessun fattivo riscontro»

La programmazione della stagione 2026-2027, ricorda il Cda, era stata già in buona parte predisposta e il cartellone era stato presentato nella tarda primavera.

Adesso, però, bisognava organizzare la campagna promozionale per gli abbonamenti.

E qui emerge anche un problema concreto: la Fondazione, secondo quanto scritto nella lettera, è priva dell’addetto stampa istituzionale dal primo luglio.

Il Cda afferma di avere manifestato al sindaco la disponibilità a condividere le azioni da mettere in campo durante gli ultimi mesi del proprio mandato.

Poi arriva il passaggio destinato inevitabilmente ad alimentare il confronto politico.

I dimissionari scrivono che, «non avendo ad oggi ricevuto alcun fattivo riscontro», avevano unilateralmente deciso di congelare l’avviso pubblico per la raccolta delle manifestazioni d’interesse.

Aggiungono però che ormai diventa urgente dotare la Fondazione di un addetto stampa istituzionale.

richieste per utilizzare il teatro lasciate in attesa

Nella seconda pagina il Cda rivela anche di avere già ricevuto diverse richieste di disponibilità del Teatro per iniziative organizzate da terzi.

Anche su queste, scrivono i dimissionari, si stava temporeggiando proprio perché si voleva comprendere quali fossero le intenzioni del nuovo corso amministrativo.

Per spiegare l’importanza delle attività extra cartellone vengono ricordati alcuni degli eventi organizzati negli anni: Giovanni Allevi, Claudio Baglioni, Fabio Concato, l’Orchestra d’archi dell’Accademia del Teatro alla Scala di Milano, Paolo Buonvino, Lello Analfino & Friends per l’Ucraina e una serata dedicata a Domenico Modugno.

Eventi che, sottolinea il Cda, sono frutto di scelte politiche della governance e necessitano di programmazione anticipata e unità d’intenti.

personale comunale ridotto e maggiori costi

La lettera affronta anche il problema della struttura amministrativa.

Secondo il Cda, fino al 2020 la Fondazione poteva contare su una nutrita presenza di dipendenti comunali che negli anni avevano maturato competenze specifiche amministrative, contabili e tecniche.

Quel personale si sarebbe progressivamente «enormemente» ridotto.

La conseguenza indicata nella nota è il ricorso a professionalità esterne e, quindi, un aumento dei costi di gestione.

Anche per questo diventava necessario individuare nuove figure professionali.

Ma proprio quelle procedure sarebbero state fermate in attesa del confronto con la nuova amministrazione.

la proposta di una commissione con comune, regione e fondazione

È nella terza pagina che compare probabilmente uno degli elementi più interessanti dell’intero documento.

Il Cda precisa che il direttore generale può e deve operare autonomamente nell’ambito delle proprie responsabilità gestionali, amministrative e contabili.

Tuttavia, scrivono gli amministratori uscenti, per «ossequio al garbo istituzionale» si era deciso di aspettare le indicazioni del sindaco.

Indicazioni che vengono definite «ad oggi ancora non pervenute».

Per questo sarebbero stati congelati gli avvisi per raccogliere le manifestazioni d’interesse relative alle figure professionali necessarie alla Fondazione.

Ma c’è di più.

Il Cda aveva previsto che le proposte venissero valutate da una commissione composta da un rappresentante del Comune di Agrigento, uno indicato dalla Regione Siciliana e uno della Fondazione.

E si dichiarava persino disponibile a rimettere questa scelta a una commissione bipartisan, nell’interesse del Teatro e della città.

Un passaggio che merita certamente una risposta da parte della nuova amministrazione.

il Cda rivendica cinque anni di gestione

La parte finale della lettera è invece dedicata al bilancio politico-culturale dell’esperienza appena conclusa.

I dimissionari sostengono di lasciare un Teatro che, negli ultimi cinque anni, sarebbe diventato per notorietà e apprezzamenti a livello nazionale «indiscutibilmente il terzo polo teatrale della Sicilia».

Ricordano «Agrigento Città-Teatro», gli appuntamenti estivi, le visite teatralizzate, le iniziative nel centro storico e il coinvolgimento delle realtà locali.

E vengono elencati alcuni dei protagonisti delle produzioni ospitate: Michele Placido, Pamela Villoresi, Sergio Castellitto, Edoardo Leo, Sergio Rubini, Marisa Laurito, Giorgio Pasotti, Pippo Pattavina, Moni Ovadia e Gabriele Muccino.

Il Cda rivendica inoltre la decisione di intitolare la sala grande del Teatro a Pippo Flora.

dimissioni «irrevocabili e anticipate»

La conclusione non lascia margini.

Il Cda rassegna le proprie «irrevocabili e anticipate dimissioni», esprimendo l’auspicio che il Teatro Pirandello possa continuare a rappresentare a lungo il «fiore all’occhiello» dell’offerta culturale della provincia.

La lettera porta la data del 21 agosto 2026.

Report Sicilia aveva già raccontato la vicenda e posto le proprie domande sul futuro della Fondazione.

Oggi facciamo un passo diverso: pubblichiamo il documento ufficiale.

Perché le dichiarazioni possono essere interpretate, le indiscrezioni possono essere smentite e la politica può fornire versioni differenti.

Una lettera ufficiale, invece, rimane agli atti.

Adesso toccherà eventualmente al sindaco Michele Sodano spiegare la propria versione dei fatti e chiarire perché, secondo quanto sostiene il Cda dimissionario, quel confronto richiesto dopo l’insediamento non avrebbe prodotto alcun «fattivo riscontro».

E soprattutto toccherà alla nuova amministrazione decidere rapidamente cosa fare.

La stagione 2026-2027 è alle porte, le questioni organizzative indicate nella lettera sono numerose e il vecchio Cda ha scelto di liberare il campo tre mesi prima della scadenza.

La lettera adesso è pubblica. Le ragioni dei dimissionari sono nero su bianco. La prossima parola spetta al sindaco.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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