Agrigento – Teatro Pirandello, Torre e Fiaccabrino sono decadute: Il silenzio di Sodano prepara una riconferma nell’accordo con Di Mauro e Gallo?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Dopo la vicepresidenza affidata a Giulio Cinque, resta aperta la partita della direzione generale e artistica. Il sindaco dica se le future scelte rientrino nell’intesa necessaria per approvare serenamente gli strumenti finanziari del Comune
Al Teatro Pirandello, contrariamente a quanto qualcuno potrebbe pensare, Alessandra Fiaccabrino e Roberta Torre non sono state ancora confermate.
Con l’insediamento del nuovo Consiglio di amministrazione, i rispettivi incarichi sono cessati secondo quanto previsto dallo Statuto della Fondazione: la durata del direttore generale è legata a quella del Cda che lo ha nominato, mentre l’incarico del direttore artistico dipende da quello del direttore generale.
La Fiaccabrino, dunque, non è più formalmente direttrice generale. A cascata è cessato anche l’incarico di Roberta Torre alla direzione artistica.
Eppure, dal sindaco Michele Sodano e dal nuovo Consiglio di amministrazione non arriva ancora una parola chiara sul futuro delle due figure.
Un silenzio che, da solo, non dimostra l’esistenza di un accordo politico, ma che certamente alimenta interrogativi dopo la nomina di Giulio Cinque alla vicepresidenza della Fondazione.
Dopo Cinque, quale sarà il prossimo passaggio?
Giulio Cinque, designato nel Cda dal presidente della Regione Renato Schifani, è stato eletto vicepresidente della Fondazione guidata da Osvaldo Lo Iacono. Una scelta politicamente significativa, considerando la sua vicinanza all’area dell’onorevole Riccardo Gallo.
Adesso rimangono da assegnare due incarichi determinanti per la gestione del Teatro: la direzione generale e quella artistica.
Report Sicilia chiede allora al sindaco: l’eventuale riconferma di Alessandra Fiaccabrino, indicata nell’area di Forza Italia, e di Roberta Torre rientra negli accordi con Roberto Di Mauro e Riccardo Gallo necessari per arrivare serenamente all’approvazione del bilancio e degli altri strumenti finanziari del Comune?
È una domanda politica, non un’affermazione. Ma è una domanda resa inevitabile dalla successione degli avvenimenti.
Il sindaco non dispone di una propria maggioranza in Consiglio comunale. Il centrodestra, con i suoi 19 consiglieri, possiede i numeri necessari per approvare o bocciare gli atti fondamentali dell’amministrazione. Dagli stessi banchi è già arrivata la disponibilità a collaborare con Sodano.
Alla collaborazione consiliare seguono ora nomine e possibili riconferme all’interno della Fondazione Teatro Pirandello. Sono decisioni autonome, fondate esclusivamente sulle competenze, oppure tasselli di un equilibrio politico più ampio?
Il silenzio non basta più
La mancata comunicazione sul futuro della direzione generale e artistica non può protrarsi ancora a lungo.
Esiste già una decisione? Sono stati visionati dei curricula? Il nuovo Cda intende pubblicare un avviso? Alessandra Fiaccabrino e Roberta Torre saranno riconfermate? E, in caso affermativo, sulla base di quale valutazione?
Il silenzio non costituisce una prova di accordi sotterranei, ma diventa politicamente significativo quando riguarda incarichi importanti e arriva mentre il sindaco cerca in Consiglio comunale i voti necessari per governare.
Se non esiste alcuna trattativa con Di Mauro e Gallo, Sodano può sgombrare il campo dai sospetti con un’operazione molto semplice: rendere pubblici il procedimento, i curricula esaminati, i criteri di valutazione e gli eventuali confronti politici avvenuti.
Lo Statuto consente la nomina, ma non vieta la trasparenza
Anche per il Cda qualcuno ha cercato di chiudere la discussione sostenendo che lo Statuto assegna al sindaco il potere di nominare i componenti, fatta eccezione per quello designato dal presidente della Regione.
È vero, ma non è questo il punto.
Lo Statuto stabilisce chi possiede il potere di nomina. Non obbliga il sindaco a esercitarlo senza un avviso pubblico, senza raccogliere candidature e senza confrontare i curricula.
Sodano avrebbe potuto pubblicare una manifestazione d’interesse, fissare requisiti professionali e culturali, ricevere le candidature e scegliere comunque personalmente i componenti del Cda. La decisione finale sarebbe rimasta nelle sue mani, ma sarebbe stata preceduta da un procedimento aperto, trasparente e verificabile.
Il cambiamento promesso alla città avrebbe dovuto manifestarsi proprio nel metodo.
Cambiare non significa soltanto sostituire alcuni nomi. Significa rinunciare volontariamente alle pratiche discrezionali utilizzate in passato, anche quando lo Statuto le consente.
Per Fiaccabrino un avviso era stato pubblicato: perché non farlo anche adesso?
C’è un elemento che rende ancora più evidente la contraddizione.
La stessa Fondazione aveva presentato la nomina di Alessandra Fiaccabrino come il risultato di una procedura di manifestazione d’interesse alla quale erano giunte numerose candidature. La scelta era stata motivata con le sue competenze economiche, gestionali e amministrative, come riportato nel comunicato pubblicato sul sito ufficiale della Fondazione.
Perché, allora, non adottare un procedimento altrettanto trasparente per il nuovo Cda? E perché non annunciare subito quale metodo verrà utilizzato per individuare il prossimo direttore generale?
Se la Fiaccabrino verrà riconfermata, il Cda dovrà spiegare se la decisione derivi da una nuova comparazione, dalla valutazione del lavoro svolto o da una scelta esclusivamente fiduciaria. Lo stesso vale per l’eventuale nuovo incarico a Roberta Torre.
La decadenza prevista dallo Statuto consente di ripartire da zero. È quindi l’occasione ideale per pubblicare un nuovo avviso e permettere ad altri professionisti di presentare il proprio curriculum.
Cambiare metodo oppure cambiare soltanto i protagonisti?
Il sindaco ha rivendicato una discontinuità rispetto alle precedenti amministrazioni. Ma se le cariche continuano a essere definite senza un percorso pubblico e attraverso equilibri costruiti nelle stanze politiche, il sistema non cambia: cambiano soltanto coloro che lo gestiscono.
Prima decidevano Di Mauro, Gallo, Firetto, Miccichè o altri protagonisti della politica agrigentina. Oggi decide Sodano, ma le sue scelte sembrano incontrare le stesse aree politiche dalle quali dipende la sopravvivenza dell’amministrazione in Consiglio comunale.
La vicepresidenza assegnata a Giulio Cinque è un primo segnale. L’eventuale riconferma della Fiaccabrino e della Torre potrebbe rappresentarne un altro.
Il sindaco dica quindi alla città se abbia già assunto una decisione e se le nomine nella Fondazione siano state oggetto di interlocuzioni con Forza Italia, Roberto Di Mauro o Riccardo Gallo.
Il Teatro non può diventare merce di scambio
Nelle prossime settimane il Consiglio comunale sarà chiamato ad affrontare gli strumenti finanziari indispensabili per l’amministrazione. È in quella sede che si comprenderà se la collaborazione annunciata dal centrodestra sia soltanto istituzionale o se dietro esista un accordo politico più ampio.
Il Teatro Pirandello non può diventare una delle monete utilizzate per garantire al sindaco una navigazione tranquilla in aula.
Alessandra Fiaccabrino e Roberta Torre sono decadute dai rispettivi incarichi. Non sono ancora state riconfermate. Proprio per questo il silenzio del sindaco e del nuovo Cda pesa ancora di più.
Sodano risponda prima delle nuove nomine: verrà pubblicato un avviso? Saranno confrontati più curricula? Oppure i nomi sono già stati decisi all’interno di un accordo politico?
Il cambiamento non si proclama. Si dimostra attraverso procedure trasparenti, criteri pubblici e scelte sottratte al sospetto delle spartizioni.
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Fonte: Report Sicilia
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