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Agrigento, terremoto sulle commissioni: FdI trova l’intesa con PD e Controcorrente. Forza Italia lascia l’aula: «Avete fatto l’inciucio»

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Agrigento, terremoto sulle commissioni: FdI trova l’intesa con PD e Controcorrente. Forza Italia lascia l’aula: «Avete fatto l’inciucio». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 11 min

AGRIGENTO – Quattordici consiglieri comunali trovano l’accordo sulle commissioni, Fratelli d’Italia mette sul tavolo i suoi cinque voti insieme a forze che alle amministrative stavano dall’altra parte, Forza Italia protesta e abbandona l’aula gridando all’“inciucio”.

È la fotografia politica della seduta del Consiglio comunale di Agrigento di oggi, 24 settembre.

E questa volta non si tratta semplicemente della convergenza su un singolo provvedimento urgente. Al centro dello scontro ci sono le commissioni consiliari, cioè organismi destinati ad accompagnare stabilmente il lavoro del Consiglio.

L’intesa dichiarata in aula coinvolge PD, Controcorrente, Sinistra-Verdi e Fratelli d’Italia.

Gli stessi protagonisti precisano che non si tratta della nascita di una nuova maggioranza politica. Ma una cosa è ormai emersa pubblicamente: 14 consiglieri hanno trovato un accordo e i cinque voti di Fratelli d’Italia risultano determinanti per portarlo avanti.

Ed è su questo che esplode lo scontro.

Forza Italia si alza e lascia l’aula: «Si sono fatti l’inciucio»

La tensione sale quando Giacalone e gli esponenti di Forza Italia presenti abbandonano l’aula, contestando apertamente quanto sta accadendo.

La parola utilizzata è pesante: “inciucio”.

Per Forza Italia, l’accordo sulle commissioni segna una rottura politica rispetto agli schieramenti originari e apre una nuova fase all’interno del Consiglio comunale.

Una protesta plateale che rende evidente come la questione delle commissioni abbia ormai superato abbondantemente il piano tecnico.

Perché adesso il problema è politico: chi sta con chi a Palazzo dei Giganti?

Vullo: «PD e Controcorrente non si sono presentati all’incontro dei capigruppo»

A ricostruire quanto accaduto nei giorni precedenti è il vicepresidente vicario del Consiglio comunale Marco Vullo, esponente dell’area autonomista.

Vullo ricorda innanzitutto quanto accaduto nella precedente seduta, quando era stato accusato di voler collaborare con l’amministrazione Sodano per avere invitato il Consiglio ad andare avanti sulla variazione di bilancio.

Un invito che, secondo Vullo, sarebbe stato interpretato politicamente in maniera diversa rispetto alle sue intenzioni.

Questa sera, però, Vullo mette sul tavolo un’altra vicenda.

Sostiene che PD e Controcorrente non si sarebbero presentati all’incontro dei capigruppo e riferisce dell’esistenza di un ragionamento sulle commissioni tra PD, Controcorrente, Sinistra-Verdi e Fratelli d’Italia.

Secondo Vullo queste forze avrebbero trovato una posizione comune per consentire di portare avanti gli atti e garantire il funzionamento del Consiglio.

E proprio per questo il vicepresidente vicario fa notare come quella paura che il Consiglio non riuscisse a lavorare e ad amministrare, manifestata precedentemente, sembrerebbe oggi essere venuta meno.

Ma Vullo pone soprattutto un problema di metodo.

Ricorda che durante una precedente riunione dei capigruppo era stata condivisa una determinata impostazione e contesta che successivamente si sia arrivati a una scelta diversa senza coinvolgerlo.

«Mi aspettavo un’occasione di confronto che non ho avuto», è in sostanza il suo rammarico.

Vullo richiama anche la “serenità” invocata nella precedente seduta dalla consigliera Mangione e sostiene che oggi quella serenità non ci sarebbe più.

Il punto politico diventa così evidente: una settimana fa era Vullo a essere accusato di tendere la mano all’amministrazione; oggi è Vullo a contestare l’accordo raggiunto da altri con Fratelli d’Italia.

Alongi: «Altro che campo largo, è una steppa»

Ancora più duro l’intervento di Gerlando Alongi.

Il consigliere non usa mezzi termini:

«Altro che campo largo, è una steppa».

Alongi invita le forze politiche a fare tutto alla luce del sole, contestando quelli che definisce accordi sottobanco.

E ricorda che, se durante una riunione viene concordata una linea, non si può arrivare successivamente con una soluzione completamente diversa.

La metafora utilizzata in aula è colorita:

«Non potete venire adesso con la grigliata di pesce fritto».

Poi l’affondo nei confronti di Fratelli d’Italia.

Secondo Alongi, quanto sta accadendo dimostrerebbe la mancanza di un vero senso di appartenenza all’interno del centrodestra.

E pronuncia la sua accusa senza giri di parole:

«Avete fatto l’inciucio con il centrosinistra».

Alongi afferma quindi di prendere atto della “nuova geografia” politica e del comportamento di Fratelli d’Italia.

Terminato l’intervento, lascia l’aula.

Carta: «Quattordici consiglieri hanno trovato un’intesa»

A fornire una ricostruzione completamente diversa è Giampiero Carta del Partito Democratico.

Carta parla delle difficoltà di interlocuzione registrate durante le riunioni dei capigruppo e sostiene che sia stata cercata una soluzione più ampia, senza però riuscire a raggiungerla con tutti.

Da qui l’apertura di altre interlocuzioni.

Il risultato viene dichiarato apertamente:

14 consiglieri comunali hanno trovato un’intesa.

Carta respinge però l’idea che ciò significhi automaticamente la nascita di una nuova coalizione.

E a chi contesta le modalità utilizzate pone anche una domanda: chi può sostenere che nella composizione delle commissioni non siano state prese in considerazione le competenze dei singoli consiglieri?

Poi la precisazione politica:

«Non è un accordo politico per i prossimi cinque anni».

Secondo Carta, dunque, nessuna nuova maggioranza e nessun patto politico destinato a sostituire gli schieramenti usciti dalle urne: soltanto la ricerca dei numeri necessari per consentire al Consiglio comunale di funzionare.

Ciulla: «I nostri amici del centrodestra si stanno accorgendo che esiste Fratelli d’Italia»

È però l’intervento di Costantino Ciulla a rendere ancora più interessante la serata.

Il consigliere di Fratelli d’Italia parte rivolgendosi direttamente agli ormai insofferenti alleati del centrodestra:

«I nostri amici del centrodestra si stanno accorgendo che esiste il gruppo di Fratelli d’Italia».

Poi risponde all’accusa di inciucio.

Ciulla richiama la vicenda della Fondazione Teatro Pirandello, accusando a sua volta altri settori del centrodestra di avere cercato interlocuzioni esterne al proprio schieramento.

Quando dall’altra parte gli viene fatto presente che quella notizia sarebbe stata smentita, Ciulla replica prendendone atto.

Ma aggiunge anche un particolare politicamente significativo: secondo quanto riferito in aula, la rappresentanza politica regionale di Fratelli d’Italia avrebbe discusso anche della presidenza del Consiglio comunale di Agrigento.

Ciulla, comunque, respinge categoricamente l’interpretazione secondo cui sarebbe nato un accordo politico con il centrosinistra.

Per FdI si tratterebbe, sostiene, soltanto di una soluzione necessaria per dare serenità al Consiglio, rendere efficiente l’azione politica e accelerare i lavori dell’aula.

«Vi arrabbiate perché 14 consiglieri hanno trovato un accordo»

Poi Ciulla va ancora oltre.

«Vi state arrabbiando perché 14 consiglieri comunali hanno trovato un accordo sulle commissioni».

È probabilmente la frase che più di tutte fotografa la sostanza numerica di ciò che sta accadendo.

Il consigliere di Fratelli d’Italia respinge anche le lezioni politiche provenienti dagli altri settori del centrodestra:

«Non accetto lezioni da chi con la sinistra ha governato. Fratelli d’Italia non ha mai governato con il centrosinistra».

E infine rivendica apertamente il peso dei cinque consiglieri del proprio partito:

«Con i nostri cinque voti saremo in grado di dare le commissioni alla città».

Nessun accordo politico, dunque, secondo Ciulla.

Ma cinque voti che diventano decisivi per raggiungere quei 14 consiglieri sui quali si regge l’intesa.

I cinque voti di Fratelli d’Italia cambiano gli equilibri

Ed è proprio qui che la vicenda diventa interessante.

Non spetta a Report Sicilia stabilire se si tratti di un “inciucio”, come accusano Forza Italia e Alongi, oppure semplicemente di un’intesa istituzionale necessaria a fare funzionare il Consiglio, come sostengono Carta e Ciulla.

Sono due letture politiche contrapposte e saranno soprattutto i prossimi voti a dire quanto sia occasionale o stabile questa convergenza.

Ma i numeri sono numeri.

Quattordici consiglieri hanno raggiunto un accordo sulle commissioni.

Fratelli d’Italia ne porta cinque.

PD, Controcorrente e altre componenti del centrosinistra siedono allo stesso tavolo dell’intesa.

Forza Italia protesta e abbandona l’aula.

Alongi parla apertamente di nuova geografia politica.

Vullo lamenta di essere rimasto fuori da un confronto nel quale avrebbe voluto essere coinvolto.

E Fratelli d’Italia rivendica il diritto di utilizzare autonomamente i propri cinque voti.

Prima Vullo, adesso Fratelli d’Italia: gli schieramenti diventano sempre più fluidi

C’è poi un elemento che Report Sicilia non può ignorare.

Soltanto nella precedente seduta consiliare, quando si discuteva una variazione di bilancio urgente, Spataro aveva osservato che Vullo stesse “tendendo la mano” all’amministrazione Sodano proponendo di andare avanti nonostante l’assenza dell’assessore al Bilancio.

Quella variazione, alla fine, era stata approvata all’unanimità dai 21 consiglieri presenti.

Oggi lo scenario cambia ancora.

Vullo contesta il metodo utilizzato; Forza Italia esce dall’aula; Alongi attacca; Fratelli d’Italia trova invece un punto d’incontro con PD, Controcorrente e Sinistra-Verdi sulle commissioni.

La domanda, quindi, non riguarda soltanto ciò che sta accadendo questa sera.

Riguarda ciò che potrà accadere da domani.

I 14 esistono soltanto per eleggere le commissioni oppure quei numeri torneranno anche sui prossimi atti dell’amministrazione Sodano?

È questo che consentirà di capire se siamo davanti a una convergenza circoscritta oppure se, nei fatti, a Palazzo dei Giganti sta prendendo forma una geografia politica diversa da quella uscita dalle urne.

Perché questa sera una certezza c’è: le vecchie appartenenze non sono state sufficienti a tenere unito il centrodestra sulle commissioni comunali.

Forza Italia parla di “inciucio”.

Alongi parla di accordi sottobanco.

Carta risponde che non esiste alcun patto politico quinquennale.

Ciulla nega qualsiasi accordo con il centrosinistra ma rivendica senza esitazioni il peso determinante dei cinque consiglieri di Fratelli d’Italia.

E intanto 14 consiglieri hanno trovato l’accordo.

Il resto lo diranno le votazioni.

Report Sicilia continua a seguire in diretta la seduta del Consiglio comunale di Agrigento.

AGGIORNAMENTO ORE 19:17 – Si vota la prima commissione: arrivano i 14 voti

Dopo lo scontro politico, si passa ai numeri.

E il primo voto sulle commissioni conferma immediatamente quanto Carta e Ciulla avevano appena dichiarato in aula: l’intesa dei 14 esiste e si traduce in voti.

Sulla composizione della prima commissione consiliare arrivano infatti 14 voti favorevoli, 7 contrari e 3 astensioni.

Per la prima commissione vengono indicati Cirino, Fucà, Vaccarello e Alongi.

Il dato politicamente più rilevante, però, è quel 14.

Non è più soltanto il numero annunciato durante gli interventi.

Alla prima prova dell’aula, i 14 consiglieri che hanno trovato l’intesa sulle commissioni votano e il risultato arriva.

È la prima verifica concreta dei nuovi equilibri emersi questa sera a Palazzo dei Giganti.

Resta naturalmente da verificare se lo stesso schema numerico verrà riproposto sulle commissioni successive.

AGGIORNAMENTO ORE 19:22 – Seconda commissione: Alongi, Fanara, Piparo e Settembrino

Cinque minuti dopo si passa alla seconda commissione.

La composizione proposta comprende Alongi, Fanara, Piparo e Settembrino.

Ed è proprio Settembrino a intervenire in aula sollevando un problema che apre un altro fronte nella discussione sulla distribuzione dei consiglieri all’interno delle commissioni.

La consigliera fa presente di essere psicologa e osserva, in sostanza, che la propria formazione e le proprie competenze non avrebbero attinenza con le materie assegnate a questa commissione.

Un intervento particolarmente interessante alla luce di quanto affermato pochi minuti prima da Carta, che aveva risposto alle contestazioni chiedendo chi potesse sostenere che nell’individuazione dei componenti non fossero state considerate le competenze di ciascun consigliere.

Adesso è invece una delle stesse consigliere indicate nella composizione a sollevare pubblicamente il problema della propria collocazione.

Dopo lo scontro sugli accordi politici, dunque, si apre anche quello sui criteri utilizzati per distribuire i consiglieri nelle sei commissioni permanenti.

E mentre proseguono le votazioni, un primo dato politico è già agli atti: sulla prima commissione i 14 annunciati durante il dibattito si sono materializzati nella votazione.

Report Sicilia continua a seguire la seduta in diretta.

AGGIORNAMENTO ORE 19:23 – Iniziano i “fulmini e le saette” dell’MPA: Settembrino contesta la propria collocazione

E adesso cominciano anche i “fulmini e le saette” dell’MPA sulla composizione delle commissioni.

A intervenire è Settembrino, inserita nella seconda commissione insieme ad Alongi, Fanara e Piparo.

La consigliera contesta apertamente la scelta fatta e pone una questione molto semplice: lei è una psicologa e, a suo giudizio, le proprie competenze professionali non hanno nulla a che vedere con le materie affidate alla commissione nella quale è stata inserita.

Un intervento che assume un significato particolare perché arriva soltanto pochi minuti dopo le parole di Carta.

Durante il precedente scontro politico, infatti, Carta aveva replicato alle contestazioni domandando sostanzialmente: «Chi vi dice che non abbiamo tenuto conto delle competenze di ciascuno?»

Adesso è una delle consigliere direttamente interessate dalla nuova composizione a mettere pubblicamente in discussione proprio questo aspetto.

Settembrino, in sostanza, dice: sono una psicologa, cosa c’entro con questa commissione?

La polemica, quindi, cambia rapidamente terreno.

Prima l’accusa politica di “inciucio”, poi la rivendicazione dei 14 consiglieri che hanno raggiunto l’intesa, quindi il primo voto che certifica numericamente quei 14 e adesso la contestazione sui criteri con cui sarebbero stati distribuiti i singoli consiglieri nelle commissioni.

E il primo colpo arriva proprio dall’MPA.

Report Sicilia continua a seguire minuto per minuto la seduta.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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