Agrigento tra acqua, rifiuti e degrado, il consigliere comunale: “Manca una guida seria, servono coraggio e soluzioni”. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
Ma davvero dobbiamo pensare che tutto quello che sta vivendo Agrigento sia normale? Davvero dobbiamo rassegnarci all’idea che sia normale avere un intero quartiere senza acqua, una raccolta dei rifiuti che presenta ancora criticità in diverse zone, strade e vie lasciate all’abbandono, perdite idriche praticamente ovunque, un turismo che appare in difficoltà e operatori del settore che manifestano delusione?
E davvero possiamo considerare normale che, mentre la città affronta problemi così evidenti, anche la Procura della Repubblica intervenga con parole pesanti sulla situazione che si è venuta a creare?
La domanda, allora, è inevitabile: manca una guida seria della città?
Governare Agrigento significa molto più che amministrare Palazzo dei Giganti. Significa costruire un sistema efficace con tutti gli enti coinvolti, coordinare servizi, affrontare le emergenze, assumere decisioni e soprattutto indicare una direzione.
Invece, osservando ciò che accade quotidianamente, si ha la sensazione che l’amministrazione sia spesso costretta a inseguire le emergenze e, forse, anche il consenso mediatico, più che a mettere in campo una vera visione del futuro della città. È finito il tempo delle colpe degli altri. Quando si assume la responsabilità di governare, bisogna dimostrare coraggio, capacità decisionale e concretezza. Non basta spiegare perché un problema esiste: bisogna provare a risolverlo. E, mi spiace dirlo, oggi non si intravedono ancora con sufficiente chiarezza né il coraggio delle scelte né un quadro convincente di soluzioni.
Nei primi mesi di mandato un sindaco dovrebbe aver già completato una ricognizione seria della macchina comunale: bilancio, uffici, personale, servizi, opere ferme, emergenze e criticità. Dovrebbe aver individuato alcune priorità, assegnato responsabilità precise alla propria squadra e cominciato a produrre risultati concreti.
Nessuno pretende che in cento giorni si rifacciano tutte le strade, si risolva definitivamente il problema dei rifiuti, si sistemi la rete idrica o si trasformi Agrigento in una città modello.
Ma cento giorni sono sufficienti per capire molto. Sono sufficienti per capire se un’amministrazione ha un piano, se sa dove vuole andare, se è capace di decidere e se almeno comincia a mantenere gli impegni assunti davanti agli elettori. Perché altrimenti il rischio è che il “non si può fare subito” diventi una giustificazione buona per tutto. Agrigento non ha bisogno di alibi. Ha bisogno di una guida, di priorità chiare e di risultati.
Buon lavoro, Sindaco. Ma adesso, oltre alle parole, servono i fatti.
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Fonte: Sicilia24h
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