Agrigento, una fattoria con ristorazione nel cuore della Valle dei Templi: Tutto regolare, ma quali sono le autorizzazioni?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

REPORT SICILIA NON FORMULA ACCUSE: LA PROPRIETÀ PRIVATA ALL’INTERNO DEL PARCO È POSSIBILE ED È DOCUMENTATA. MA PROPRIO PER QUESTO CHIEDIAMO DI CONOSCERE I TITOLI CHE CONSENTONO RISTORAZIONE, SOMMINISTRAZIONE E SERVIZI AL PUBBLICO IN UNO DEI LUOGHI PIÙ TUTELATI DELLA SICILIA
La domanda è semplice e, proprio perché semplice, merita una risposta altrettanto chiara: come viene autorizzata un’attività privata di ristorazione e somministrazione all’interno del perimetro del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi?
Non stiamo sostenendo che non possa esserci.
E, soprattutto, non stiamo affermando che la Fattoria Valle dei Templi stia svolgendo attività irregolari.
Anzi, un primo approfondimento consente di chiarire immediatamente un elemento fondamentale: il fatto che un terreno ricada all’interno del Parco non significa necessariamente che sia di proprietà pubblica.
Un dossier relativo al paesaggio rurale storico della Valle dei Templi descrive infatti un territorio composto sia da proprietà demaniali sia da proprietà private e indica espressamente tra queste ultime l’azienda agricola Fattoria Valle dei Templi, riconducibile a Terre del Barone Società Agricola S.r.l., che si sviluppa interamente all’interno della superficie del Parco per circa 19 ettari.
Dunque sgombriamo subito il campo da un possibile equivoco: essere proprietari di un terreno privato all’interno del Parco è una cosa; capire quali attività possano essere esercitate su quel terreno e con quali autorizzazioni è un’altra.
Ed è esclusivamente su questo secondo aspetto che vogliamo fare chiarezza.
Dall’azienda agricola alla ristorazione
La Fattoria Valle dei Templi si presenta pubblicamente come una realtà agricola biologica e agroecologica situata «nel cuore del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi».
Ma l’offerta descritta al pubblico non sembra limitarsi alla coltivazione dei terreni, alla vendita dei prodotti agricoli o alla visita dell’azienda.
Sul sito ufficiale viene espressamente pubblicizzata la ristorazione, con possibilità di scegliere tra servizio al tavolo e fast-food agricolo.
La stampa ha inoltre descritto un’offerta gastronomica denominata “Agrifast-Food”, con servizio al tavolo all’interno del Baglio e modalità self-service sulla terrazza.
Sempre secondo le informazioni pubblicamente diffuse, durante il periodo estivo la struttura ha previsto aperture quotidiane dalle 18 alle 23.30, con servizio di trenino fino a mezzanotte.
Tutto questo può essere perfettamente autorizzato.
Ma con quali titoli?
È questa la domanda.
Proprietà privata non significa assenza di vincoli
Il punto merita particolare attenzione perché ci troviamo dentro uno dei territori archeologici e paesaggistici più importanti d’Italia.
La proprietà privata di un terreno non cancella evidentemente i vincoli che gravano sull’area.
E allora sarebbe utile conoscere pubblicamente l’intero percorso amministrativo che ha consentito alla Fattoria Valle dei Templi di sviluppare l’attuale offerta aperta al pubblico.
Non per mettere sotto accusa un’impresa che investe sul territorio, ma per comprendere quali regole siano state applicate e quali autorizzazioni siano state rilasciate.
Report Sicilia pone quindi alcune domande agli enti competenti:
- con quale qualificazione giuridica viene esercitata la ristorazione: attività agrituristica o connessa all’attività agricola oppure ordinaria somministrazione commerciale?
- quale SCIA o altro titolo abilita la somministrazione di alimenti e bevande?
- quale destinazione urbanistica e d’uso hanno gli immobili e gli spazi nei quali vengono svolte le attività aperte al pubblico?
- esistono autorizzazioni paesaggistiche, archeologiche o specifici nulla osta del Parco relativi alle opere, agli spazi esterni, alle terrazze e alle attività esercitate?
- quali sono le superfici e le capacità autorizzate per la ristorazione?
- quali titoli riguardano cucina, eventuale pizzeria, impianti, servizi igienici, agibilità e requisiti sanitari?
- il parcheggio e il servizio di trasporto con trenino interessano esclusivamente proprietà private oppure anche aree, accessi o infrastrutture pubbliche? E, in quest’ultimo caso, sulla base di quale titolo?
Domande. Non accuse.
Nessuna gara se tutto avviene sul privato. Ma va chiarito un altro aspetto
C’è poi un’altra questione sulla quale occorre essere precisi.
Se un imprenditore svolge un’attività autorizzata esclusivamente su terreni e immobili privati, non nasce automaticamente l’obbligo di una gara pubblica semplicemente perché quei terreni si trovano all’interno del perimetro del Parco.
Sarebbe quindi sbagliato sostenere automaticamente che la Fattoria dovesse essere affidata mediante gara.
La domanda cambia, però, qualora nell’attività siano coinvolti beni pubblici, spazi pubblici, infrastrutture pubbliche, concessioni, comodati, servizi o altri vantaggi economicamente rilevanti concessi da un’amministrazione.
Esiste qualcosa del genere?
Se sì, quali sono gli atti?
Se no, la questione è immediatamente chiarita.
Il rapporto con il Parco
Un rapporto istituzionale tra Terre del Barone e il Parco, peraltro, non è un mistero e non rappresenta di per sé alcuna anomalia.
Il progetto relativo al paesaggio rurale storico della Valle dei Templi vede infatti tra i soggetti coinvolti Ente Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, FAI e Società Agricola Terre del Barone.
Anche questo è un dato pubblico e, da solo, non dimostra assolutamente nulla di irregolare.
Proprio per evitare supposizioni sarebbe però interessante conoscere se, oltre a questa collaborazione, esistano convenzioni, protocolli, concessioni, autorizzazioni, comodati o altri accordi tra il Parco e le società che operano nella Fattoria.
E soprattutto distinguere chiaramente ciò che appartiene alla collaborazione istituzionale da ciò che riguarda l’esercizio dell’attività economica.
Una domanda che riguarda anche l’uguaglianza delle regole
La questione, alla fine, è persino più ampia della singola Fattoria.
Agrigento vive quotidianamente il rapporto complicato tra proprietà privata e vincoli archeologici, paesaggistici e urbanistici.
Cittadini e imprenditori sanno bene quanto possa essere complesso intervenire su un immobile o sviluppare un’attività economica nelle aree maggiormente tutelate.
Ecco perché conoscere il percorso seguito dalla Fattoria Valle dei Templi potrebbe essere persino utile.
Se è tutto perfettamente autorizzato – e fino a prova contraria non abbiamo motivo di sostenere il contrario – si rendano pubblici i titoli e si spieghi quale percorso amministrativo consente a un’azienda privata di svolgere un’attività così articolata all’interno del Parco.
Potrebbe diventare anche un precedente importante per comprendere cosa sia consentito agli altri proprietari e operatori economici che ricadono nello stesso sistema di vincoli.
Perché la domanda che poniamo non è: “chi ha permesso alla Fattoria di stare nella Valle?”
La proprietà privata nella Valle esiste ed è documentata.
La domanda corretta è:
quali autorizzazioni consentono, su quella proprietà privata ma all’interno del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, di esercitare ristorazione, somministrazione, servizio al tavolo, self-service e gli altri servizi oggi offerti al pubblico?
Basterebbe pubblicare gli atti.
E probabilmente ogni dubbio sarebbe risolto.
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Fonte: Report Sicilia
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