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Agrigento – Valle dei Templi a piedi, il buco nero della mobilità turistica

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Agrigento – Valle dei Templi a piedi, il buco nero della mobilità turistica. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.

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turisti foto agrigentooggi

Il caso non è folclore urbano. È una questione di sicurezza pubblica, qualità turistica e responsabilità amministrativa. Agrigento promuove la Valle dei Templi come attrattore internazionale, ma chi soggiorna a Villaggio Peruzzo, Villaggio Mosè o Villaseta e vuole raggiungere Porta V a piedi si trova spesso davanti a una scelta assurda: usare l’auto per meno di due chilometri o camminare ai margini della carreggiata.

Alcuni giornali online prima di noi hanno posto il problema in termini netti: meno di due chilometri separano molte strutture ricettive delle frazioni dall’ingresso di Porta Quinta, ma mancano marciapiedi, passaggi protetti e un collegamento pedonale continuo.  E’ stata richiamata la proposta di ricavare un percorso provvisorio tramite restringimento della carreggiata e cordoli.

Il paradosso turistico: vicino alla Valle, ma non raggiungibile a piedi

Il punto più fragile è questo: la distanza è breve, ma l’accessibilità reale è scarsa. Per un turista europeo, camminare 1-2 chilometri per raggiungere un sito archeologico è normale. Anzi, è parte dell’esperienza. Ad Agrigento diventa un percorso a rischio.

La stessa comunicazione turistica della Valle indica Porta V, in contrada Sant’Anna, via Caduti di Marzabotto, come una delle biglietterie principali, con parcheggio auto, camper e fermata bus. Viene anche ricordato che è vietato parcheggiare lungo le strade di accesso alla Valle e alle biglietterie. Il messaggio ufficiale, quindi, spinge correttamente verso parcheggi e autobus; ma non costruisce una soluzione credibile per chi è già vicino e vuole arrivare a piedi.

Il problema non riguarda soltanto Villaggio Peruzzo. AgrigentoOggi aveva già segnalato a giugno una condizione critica tra via Petrarca, Museo archeologico, contrada Sant’Anna e Porta V: erbacce, pavimentazioni sconnesse o divelte, tratti invasi dalla vegetazione e pedoni costretti a camminare sulla carreggiata. La stessa testata indicava come penalizzati anche Villaseta, Villaggio Mosè e Villaggio Peruzzo, tutti prossimi ai varchi del Parco ma privi di collegamenti pedonali adeguati.

La norma dice una cosa semplice: il pedone non deve stare in mezzo alle auto

Il Codice della strada non lascia molto spazio alla poesia amministrativa. L’articolo 190 stabilisce che i pedoni devono circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli spazi predisposti; solo quando questi mancano, sono ingombri o insufficienti, devono camminare sul margine della carreggiata.

Ancora più interessante è la definizione di “passaggio pedonale”: il Codice lo descrive come parte della strada separata dalla carreggiata mediante striscia bianca continua o apposita protezione parallela, destinata al transito dei pedoni, con funzione di marciapiede quando il marciapiede manca. Questa è la chiave tecnica: non serve sempre costruire subito un marciapiede tradizionale in cemento; si può almeno delimitare e proteggere uno spazio pedonale provvisorio o leggero, purché progettato e segnalato correttamente.

Il nodo delle competenze: Comune, Libero Consorzio, ANAS, Parco

La prima cosa da fare è dividere il tracciato in segmenti.

La SP 04 – strada panoramica dei Templi risulta indicata come arteria oggetto di controlli della Polizia provinciale del Libero Consorzio, soprattutto per la sosta selvaggia. Questo segnala una competenza provinciale almeno su quel tratto.

Il Comune di Agrigento entra in gioco per le strade comunali, per la viabilità urbana, per la segnaletica, per le ordinanze, per la manutenzione dei marciapiedi e per i progetti di rigenerazione o mobilità. Non a caso, sul portale comunale la Valle dei Templi è presentata come luogo della città, con indicazione degli accessi da Porta V e Giunone.

ANAS può essere coinvolta sugli innesti con la SS 640 e con la viabilità statale. La stessa presenza di un tecnico ANAS alla consegna dei lavori della rotatoria di Porta Aurea mostra che il nodo viario d’accesso alla Valle non è amministrativamente “semplice”: Comune, Parco, Polizia locale e ANAS sono già stati insieme su interventi di sicurezza nell’area.

Il Parco archeologico ha competenza diretta sulla fruizione interna e sugli spazi di propria gestione, ma non può essere escluso dalla questione esterna: l’accesso pedonale è parte dell’esperienza di visita. Inoltre, nel caso della rotatoria di Porta Aurea, i lavori risultano finanziati attraverso il contributo economico che il Parco versa al Comune, per 112.469 euro. Questo precedente dimostra che una collaborazione economica e tecnica tra Parco e Comune è possibile.

Il punto politico: i fondi ci sono stati, ma il collegamento finale manca

Il Comune di Agrigento dichiara sul proprio sito progetti finanziati dal PNRR e dal PNC per importi rilevanti: 37,384 milioni dal PNRR e 4,9 milioni dal Piano nazionale complementare, con allegato di dettaglio dei progetti. OpenPNRR attribuisce al Comune di Agrigento 27 progetti per 22,56 milioni, di cui 17,78 milioni PNRR, e altri 5 progetti per 6,38 milioni, di cui 6,08 milioni PNRR.

A Villaseta sono stati investiti fondi PNRR per realizzare marciapiedi che però non arrivano fino alla vicina Porta Quinta. Questo è il cuore dell’inchiesta: non basta sapere che sono stati spesi soldi; bisogna capire se quei progetti avevano un disegno urbano oppure se hanno prodotto segmenti scollegati. Un marciapiede che finisce prima del luogo verso cui la gente cammina è un’opera formalmente completata e funzionalmente monca.

Il rischio immediato

Il rischio è triplice.

Primo: sicurezza stradale. Pedoni, famiglie con bambini, anziani e turisti con zaini o trolley finiscono lungo strade percorse da auto, bus turistici, mezzi pesanti e mezzi di servizio.

Secondo: accessibilità. Una città turistica che obbliga chi alloggia vicino alla Valle a usare l’auto produce traffico inutile, pressione sui parcheggi e cattiva esperienza del visitatore.

Terzo: responsabilità amministrativa. Dopo le segnalazioni pubbliche, un eventuale incidente non sarebbe più rubricabile come fatalità imprevedibile. Quando un pericolo è noto, documentato e ripetuto, l’inerzia diventa un fatto politico e, nei casi peggiori, anche contabile o giudiziario.

Soluzione minima: percorso pedonale provvisorio entro l’estate

La soluzione di emergenza non richiede necessariamente un’opera faraonica. Serve un progetto leggero ma serio:

ricognizione tecnica del tracciato Villaggio Peruzzo-Porta V, Villaggio Mosè-Porta V e Villaseta-Porta V;

individuazione dell’ente proprietario per ogni tratto;

ordinanza viaria sperimentale;

restringimento moderato della carreggiata dove possibile;

passaggio pedonale delimitato con segnaletica orizzontale, cordoli, dissuasori o barriere leggere;

attraversamenti pedonali visibili e illuminati nei punti critici;

pulizia urgente di erbacce e banchine;

cartellonistica turistica bilingue;

verifica dopo trenta giorni su flussi pedonali, incidenti evitati, criticità e manutenzione.

Questa sarebbe la risposta minima. Il resto — marciapiedi strutturali, pista ciclopedonale, illuminazione definitiva, arredo urbano — può entrare in una seconda fase.

Soluzione strutturale: la “Passeggiata dei Templi”

Agrigento dovrebbe progettare un asse pedonale e ciclopedonale continuo tra quartieri, strutture ricettive e varchi della Valle. Il nome viene quasi da sé: Passeggiata dei Templi.

Non sarebbe un’opera ornamentale. Sarebbe una infrastruttura turistica primaria, come un parcheggio, una biglietteria, un bus navetta o un punto informativo. Collegare Villaggio Mosè, Villaggio Peruzzo e Villaseta alla Valle significherebbe:

ridurre l’uso dell’auto per tragitti brevi;

alleggerire i parcheggi di Porta V e Giunone;

aumentare il valore turistico delle strutture ricettive vicine;

migliorare la sicurezza di residenti e visitatori;

rendere coerente la narrazione di Agrigento città culturale;

creare un percorso utilizzabile anche dai cittadini, non solo dai turisti.

 

 

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Fonte: Report Sicilia

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