Anniversario di Pirandello: istituzioni invitate a omaggiare il grande scrittore. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Oggi, 28 giugno, non è un giorno qualunque. Centocinquantanove anni fa, nel 1867, nella quiete aspra della contrada Caos, nasceva Luigi Pirandello: Premio Nobel per la Letteratura nel 1934, il figlio più illustre di questa terra, l’uomo che ha impresso il nome di Agrigento nell’empireo della cultura mondiale. Non serve aggiungere altro per ricordarlo agli agrigentini. Serve, semmai, chiedersi una cosa sola: dove sono, oggi, le istituzioni e le grandi realtà legate al suo nome?
E la risposta, per ora, è un silenzio. Non un comunicato, non una corona, non un fiore deposto presso il masso che custodisce le ceneri pirandelliane. Non dal Comune, non dal Libero Consorzio, non dall’Ente Parco che gestisce la Casa Natale, non — a quanto risulta — dal Centro Nazionale di Studi Pirandelliani né dalla Strada degli Scrittori, dalla direzione della Biblioteca Pirandelliana, dall’istituto scolastico che porta il nome di Pirandello. Nel giorno simbolo, le istituzioni e le associazioni di categoria, turistiche ed alberghiere, che a parole vogliono «raddoppiare le giornate di permanenza dei turisti» nella città pirandelliana per eccellenza non hanno colto l’occasione più ovvia per richiamare su Agrigento l’attenzione del mondo.
Chi si è mosso: la società civile, non lo Stato
Come accade da troppi anni, la fiamma della memoria la tiene accesa chi non ha l’obbligo istituzionale di farlo. Il regista Mario Gaziano, con alcuni cittadini, torna nel cuore della notte al piazzale del Caos, davanti alla dimora natale, per ricordare lo scrittore. La televisiona locale — Teleacras ha mandato in onda uno speciale per il 159° anniversario, sempre a cura dell’infaticabile Mario Gaziano — dando spazio alla ricorrenza. È la stessa dinamica che denunciamo da tempo: il Nobel che ha reso celebre Agrigento viene onorato non con la lungimiranza dei fondi pubblici, ma con la dedizione e le risorse private dei suoi concittadini più devoti. AICS Girgenti organizza per stasera alle ore 20, con raduno presso la Chiesa dell’Addolorata, una passeggiata pirandelliana guidata dall’attrice Lia Rocco, grande interprete della drammaturgia pirandelliana.
Almeno un fiore
Almeno un «fiore sotto il pino», presso il masso calcarenitico in cui, nel 1961, furono murate le ceneri del nostro illustre concittadino.
Un gesto, anche minimo, anche simbolico, nel giorno della nascita, sarebbe stato il modo più semplice per dire che le istituzioni amano i figli illustri di Agrigento.
L’appello: un gesto, anche piccolo, ancora oggi
Non disperiamo. Da queste pagine rivolgiamo un invito diretto a chi ha la responsabilità — istituzionale o culturale — di custodire questa eredità, certi che il nostro invito verrà accolto e compreso (non si tratta di una polemica, nè di una accusa gratuita):
al Sindaco di Agrigento
al Commissario straordinario del Libero Consorzio comunale di Agrigento;
al Direttore del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi;
alla Presidente del Centro Nazionale di Studi Pirandelliani,
all’ideatore e direttore della Strada degli Scrittori,
al direttore della Biblioteca Pirandelliana
A loro chiediamo un gesto, anche piccolo, anche soltanto simbolico: un fiore al Caos o quantomeno una parola pubblica che ricordi al mondo che Luigi Pirandello è nato il 28 giugno 1867 a Girgenti, oggi Agrigento, fino a pochi mesi fa Capitale italiana della Cultura. Pirandello, nel suo testamento, chiese una morte nella più assoluta semplicità, che «nessuno» lo accompagnasse: un’ascesi che oggi suona come una beffa, perché alla solitudine che volle si è aggiunta quella, non richiesta, della sua memoria pubblica.
Abbiamo fiducia.
C’è ancora una intera giornata, in questo 28 giugno, per ricordare la fortuna che Girgenti ha avuto di avere dato i natali ad uno dei grandi protagonisti della cultura mondiale del Novecento, il padre del teatro contemporaneo.
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Fonte: Report Sicilia
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