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Appello antimafia “Xidy”: sette condanne in arrivo per i coinvolti

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Appello antimafia “Xidy”: sette condanne in arrivo per i coinvolti. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Requisitoria della Procura Generale al processo ordinario di secondo grado nell’ambito dell’inchiesta antimafia nell’Agrigentino “Xidy”: proposte 7 condanne. 22 anni per Giuseppe Falsone.

Angela Porcello e il boss Giuseppe Falsone in colloquio carcerario

La Procura Generale ha invocato innanzi alla Corte d’Appello di Palermo, presieduta da Adriana Piras, la condanna a 22 anni di reclusione dell’ex capo di Cosa nostra agrigentina Giuseppe Falsone, il “ragioniere”, 56 anni da compiere il prossimo 28 agosto, in carcere dal 25 giugno del 2010, quando è stato scovato latitante e arrestato a Marsiglia in Francia. E dal carcere lui, di Campobello di Licata, avrebbe riafferrato il timone mafioso tramite il suo difensore, l’avvocato, adesso ex avvocato, Angela Porcello, di Canicattì. Lei avrebbe veicolato i messaggi di lui agli altri affiliati. Falsone, conversando in carcere con la Porcello, filosofeggia sulle origini della mafia, e le spiega la necessità di una guida sociale, per evitare l’insorgere del banditismo che, altrimenti, (sono parole di Falsone) “sarebbe micidiale”. Giuseppe Falsone cita l’esempio del carciofo e della pianta di vite: “Se lei dà un colpo di zappa al carciofo, toglie il carciofo ma spuntano 20 carduna. Se lei dà un colpo di zappa alla pianta di vite, al suo posto crescono 10 barbatelle”. Invocate anche altre condanne:
22 anni di reclusione per Antonio Gallea, 68 anni, di Canicattì, già condannato all’ergastolo per essere stato uno dei mandanti dell’omicidio del giudice Rosario Livatino.
28 anni per Santo Gioacchino Rinallo, 66 anni, di Canicattì, ergastolano in semilibertà, ritenuto uno dei killer più efferati della Stidda.
29 anni per Antonino Chiazza, 56 anni, presunto nuovo capo della Stidda di Canicattì.
18 anni per Pietro Fazio, 53 anni, di Canicattì, presunto stiddaro.
1 anno e 4 mesi per Stefano Saccomando, 48 anni, di Palma di Montechiaro, imputato di favoreggiamento.

E poi 8 anni di carcere sono stati proposti a carico di Filippo Pitruzzella, 65 anni, ispettore di Polizia in pensione, al quale si contesta il concorso esterno alla mafia perché sarebbe stato una “talpa” comoda all’avvocato Angela Porcello e al suo ex compagno mafioso Giancarlo Buggea, imprenditore di Canicattì. Pitruzzella ha sempre sostenuto di avere agito su incarico dei servizi segreti per strumentalizzare l’avvocato Porcello come mezzo per catturare Matteo Messina Denaro, anche lui già imputato nella stessa inchiesta “Xidy”. Se così fosse sarebbe un caso analogo a quello dell’ex sindaco di Castelvetrano, Antonino Vaccarino, che avviò uno scambio di lettere con Messina Denaro architettato dai servizi segreti per arrestare il superlatitante.

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Fonte: Sicilia24h

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