ASP Agrigento: giudice garantisce a lavoratrice diritto genitorialità. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo
Il Tribunale accoglie il reclamo contro l’ASP di Agrigento, proposto da una giovane dottoressa di Raffadali, in servizio all’ospedale di Gela, che chiedeva l’assegnazione provvisoria all’ospedale di Agrigento.
La pronuncia è del Tribunale di Gela e riveste cospicua importanza in materia di tutela della maternità e del diritto all’avvicinamento temporaneo per i dipendenti pubblici (ex art. 42-bis del D.Lgs. 151/2001).
Il caso
Il Tribunale di Gela, in sede collegiale di reclamo, accoglie dunque -con ordinanza del 23 luglio u.s.- il reclamo proposto della dottoressa raffadalese, ordinando all’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento di rilasciare il nulla osta all’assegnazione temporanea presso il presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio” di Agrigento.
La professionista, con la qualifica di tecnico sanitario di radiologia medica, è dipendente a tempo indeterminato dell’ASP di Caltanissetta ed in servizio presso l’ospedale Vittorio Emanuele di Gela, ma è anche madre di una bambina di età inferiore ai tre anni e il suo nucleo familiare risiede stabilmente a Raffadali (AG).
L’interessata ha presentato istanza per ottenere il trasferimento provvisorio ad Agrigento, ai sensi dell’art. 42-bis D.Lgs. 151/2001, per poter assistere la figlia.
L’ASP di Agrigento ha opposto un diniego adducendo la pendenza di concorsi pubblici e contenziosi amministrativi riguardanti i posti in organico.
Il reclamo giudiziario collegiale
A seguito del primo diniego in fase cautelare monocratica, la lavoratrice ha proposto reclamo collegiale ex art. 669-terdecies c.p.c. affidandosi agli avvocati Girolamo Rubino, Giuseppe Impiduglia e Giuseppe Gatto.
I legali hanno sostenuto la sussistenza dei presupposti di legge per l’assegnazione provvisoria ad Agrigento, evidenziando come le procedure concorsuali in itinere non possano paralizzare il diritto costituzionalmente garantito alla tutela della genitorialità e del minore.
Il Tribunale di Gela (collegio composto dai magistrati dott.ssa Stefania Sgroi-Presidente, dott. Pietro Enea-giudice componente e dott. Alessio Barone-giudice relatore ed estensore) ha ribaltato l’esito della prima fase, condividendo le tesi degli avvocati Rubino, Impiduglia e Gatto.
Le motivazioni dell’ordinanza collegiale
In primo luogo, il Tribunale ha infatti affermato che l’assegnazione temporanea è un istituto flessibile; l’esistenza di procedure concorsuali o di futuri scorrimenti non elimina la disponibilità di fatto dei posti vacanti nell’organico dell’ASP.
Il Collegio ha riconosciuto il grave pregiudizio per la crescita serena della bambina e lo stress della madre, costretta a sostenere quotidianamente oltre due ore di viaggio in auto per raggiungere il luogo di lavoro da Raffadali a Gela.
In accoglimento del reclamo, il Tribunale ha ordinato all’ASP di Agrigento l’immediata assegnazione temporanea della dottoressa C. T. e ha condannato l’Azienda Sanitaria al pagamento integrale delle spese del doppio grado cautelare (liquidate in circa cinquemila euro).
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Fonte: Sicilia On Press
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