Ballottaggio ad Agrigento: situazione critica ma non allarmante. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
Ennio Flaiano scrive sul suo Diario Notturno: “la situazione della politica italiana è grave, ma non seria”. Una frase divenuta famosa, ma scritta 70 anni fa.
Una frase che oggi sovviene a proposito della politica di Agrigento, specialmente dopo il susseguirsi degli ultimi eventi, propedeutici al ballottaggio di domenica 7 e lunedì 8 giugno, con la sfida tra Michele Sodano e Dino Alonge.
L’on. Roberto di Mauro dice di aver lasciato libero il candidato Dino Alonge di farsi la giunta come gli pare e piace. Così, quest’ultimo fa una conferenza-stampa nel comitato elettorale di Giuseppe Di Rosa (altro candidato-sindaco che, come Luigi Gentile, ha partecipato senza il successo sperato alla corsa per fare il primo cittadino nella Città dei templi) e -incredibile ma vero- lo indica come suo vicesindaco.
Ne segue l’accettazione piena del designato. Il quale dice di voler pacificare la città, dopo che si era autodefinito il vero candidato anti-sistema e aveva identificato il sistema con il riordinato ambaradan a sostegno del suo designatore.
Immaginiamo cosa succeda tra la stragrande maggioranza degli elettori e dei sostenitori dell’ex candidato sindaco ora designato vicesindaco.
Ma non passa un giorno ed ecco che i candidati sindaco al ballottaggio vanno a depositare la lista completa dei loro assessori.
In quella di Dino Alonge ci sono 3 aspiranti assessori di Fratelli d’Italia (tutti già candidati al consiglio comunale, di cui due tra i primi dei non eletti), 3 di Forza Italia (uno già indicato al primo turno e due tra i primi dei non eletti dei candidati al consiglio comunale), 1 del MpA (la stessa già indicata al primo turno), 1 dell’UDC (che non è più quello indicato al primo turno, ma è quello arrivato prima nella lista dei consiglieri UDC che non ha superato la soglia di sbarramento) ed uno che è Giuseppe Di Rosa.
In quella di Michele Sodano ci sono gli stessi nominativi presentati al primo turno, integrati da uno nuovo, l’unico mancante per raggiungere il numero di componenti occorrenti per formare la giunta.
Ma, depositate le liste, Giuseppe Di Rosa, rilascia una dichiarazione ufficiale secondo la quale c’è troppo odio in città e il candidato Sodano -dice Di Rosa– “ha cercato ripetutamente di provocarmi, insultarmi ed istigarmi nel tentativo evidente di farmi perdere la pazienza e il controllo”. Pertanto-prosegue Di Rosa– “comunico il ritiro del mio personale appoggio al candidato sindaco Dino Alonge”.
Ovviamente, Dino Alonge esprime ufficialmente solidarietà a Giuseppe Di Rosa, mentre Michele Sodano dice ufficialmente che non ha cercato di provocarlo né lo ha insultato, ma semplicemente voleva stringergli la mano.
Che dire?
Non solo dell’ultimo episodio, ma dell’intera campagna elettorale. Che va dai continui colpi di scena durante la ricerca di un candidato sindaco per il centro-destra (unitariamente o in maniera divisa) sino alla presentazione dei candidati sindaco e candidati consiglieri e sino allo svolgimento vero e proprio della campagna elettorale che trasmette una impressione completamente opposta a quella che si è delineata il giorno del patto Alonge-Di Rosa. E nel mezzo ci sono i risultati dello spoglio del primo turno, davvero al cardiopalma.
Uno spoglio che non segna la vittoria di Michele Sodano proprio per un soffio (gli manca appena uno zero virgola di voti). Uno spoglio che assegna a Dino Alonge solo il 34,79%, mentre le liste a suo sostegno stravincono, ottenendo ben oltre la maggioranza assoluta dei voti e dei seggi e quindi rendendo vano il premio di maggioranza.
Che dire?
Una sola cosa: la situazione è grave, ma non seria.
L’articolo Agrigento, ballottaggio: situazione grave, ma non seria proviene da Sicilia ON Press.
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Fonte: Sicilia On Press
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