Cancelli, loculi, memoria: i cimiteri di Agrigento alla prova del 2 novembre. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Inchiesta sulle condizioni di Bonamorone e Piano Gatta e sugli interventi da compiere subito
A pochi giorni dalla Commemorazione dei defunti, l’inchiesta ricostruisce lo stato dei cimiteri di Bonamorone e Piano Gatta e indica gli interventi urgenti.
un’ordinanza non basta
Da venerdì 30 ottobre a lunedì 2 novembre i cimiteri di Agrigento resteranno aperti senza interruzioni dalle 7.30 alle 17.45; i cantieri edili sono sospesi dal 19 ottobre e i privati possono pulire le tombe solo fino al 30. Sono norme sugli accessi: non toccano le cause del disagio che migliaia di visitatori troveranno a Bonamorone e a Piano Gatta.
Lo stato dei luoghi
Il quadro più attendibile lo ha tracciato il Comune. L’atto d’indirizzo firmato a metà settembre dall’assessore Giuseppe Riccobene elenca undici criticità. La carenza di organico impedisce perfino la regolare apertura dei cancelli. A Bonamorone l’impianto elettrico esterno è definito gravemente compromesso da interventi improvvisati di terzi. A Piano Gatta si usano loculi con scale inadeguate, a rischio caduta, e a Piano Gatta e Montaperto ci sono sciami d’api. Mancano la scerbatura dei campi di inumazione, i controlli sui cantieri privati, le mappe digitali; i canoni non riscossi rischiano la prescrizione. A Bonamorone, inoltre, l’assessore indica opere d’arte ad alto rischio e un sacrario militare da tutelare.
Non sono rilievi astratti. Ad aprile i carabinieri hanno sanzionato la gestione irregolare di residui edili a Bonamorone e il Comune ha dovuto attingere al fondo di riserva per una multa da oltre tremila euro. Piano Gatta è rimasto chiuso il 26 maggio, il 3 giugno, l’intera domenica 7 giugno e due pomeriggi di agosto; Bonamorone chiuderà il pomeriggio nei mercoledì di novembre .
I numeri che non tornano
A giugno le salme senza sepoltura definitiva erano 113: oltre venti in deposito, 93 in tumulazione provvisoria. Per tutto il 2026 il sindaco uscente Franco Miccichè prorogò la requisizione di 41 posti in otto cappelle private di Piano Gatta, in un’emergenza che dal 2017 obbliga il Comune a misure d’urgenza. Il 20 ottobre Riccobene ne conta 34, dato variabile. Senza una ripartizione per cimitero e per condizione, che non risulta pubblicata, i due numeri non sono confrontabili.
I quaranta loculi prefabbricati, messi a bando ad aprile per 166mila euro e presumibilmente gli stessi, sono quasi ultimati, ma mancano rifiniture e collaudi. Sul project financing per Piano Gatta, ad aprile dato per prossimo all’affidamento, la nuova amministrazione promette un esame senza pregiudizi.
Cosa fare
Cancelli. Destinare ai varchi il personale distaccato e, se non basta, attivare un portierato esterno d’urgenza, con turni esposti all’ingresso.
Chiudere i collaudi dei quaranta posti di Piano Gatta o dichiarare pubblicamente che non saranno pronti; verificare con l’ASP le condizioni dei depositi.
Far certificare l’impianto elettrico di Bonamorone, transennare le scale non a norma, bonificare gli sciami d’api.
Scerbatura dei campi, cestini svuotati, raccolta straordinaria dei rifiuti e rimozione dei materiali di cantiere, con verifiche della Polizia municipale.
Accessibilità. Navetta gratuita per anziani e disabili, come a Canicattì con la Croce Rossa, più corse del trasporto pubblico verso Piano Gatta e conclusione dei lavori su cancello e piazzale.
Un solo avviso, identico su sito, social e cancelli, con orari e divieti.
Il 2 novembre non risolverà una crisi che dura da anni. L’atto d’indirizzo assegnava ai dirigenti trenta giorni per un cronoprogramma e relazioni trimestrali : la nostra ricerca sulle fonti pubbliche non ne rileva la pubblicazione. Restano da chiarire il censimento ufficiale delle salme, l’esito dei collaudi, il destino dell’intervento a Piano Gatta, da 57 milioni nel piano triennale 2025, e la riassegnazione, ipotizzata con procedura pubblica, delle concessioni scadute di Bonamorone.
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Fonte: Report Sicilia
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