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Canicattì, 1824: Le bastonate diventano simbolo di “Santa Ragione

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Canicattì, 1824: Le bastonate diventano simbolo di “Santa Ragione. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Eventi.

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Il 23 giugno del 1824 era il giorno “infra ottava” del Corpus Domini. Il clero secolare e regolare di Canicattì – in pompa magna – si accingeva a lasciare gli scranni del coro ligneo della Chiesa Madre, quando il silenzio del sacro tempio fu lacerato da uno stridente suono metallico. —————-Fu un sincronico e fulmineo convergere di sguardi – del clero e dei numerosi fedeli – verso un medesimo punto, là dove finisce il transetto. Oggetto degli sguardi incuriositi e già impregnati di sacro sdegno l’ineffabile FILIPPO CALDARA, sagrestano di lungo corso, ruzzolato a terra in malo modo mentre, dando il via alla processione, librava in alto – come vessillo e guida – una preziosa croce astile. L’antico splendido utensile liturgico andò in pezzi tra lo sconcerto silente dei presenti. Ma, immantinente, si materializzò tra il popolo orante il corpo roteante dell’arciprete Francesco Martines che – pie’ veloce – raggiunse e colpì più volte lo sventurato subalterno con bastonate “sacre” perché date in luogo vocato alla preghiera e quindi inflitte di “santa ragione”. Il corteo processionale riprese lentamente e regolarmente il suo percorso, mentre tutto il Popolo Santo – all’unisono con i tanti pastori presenti – cantava e salmodiava parole di perdono e di amore.
GAETANO AUGELLO

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