Cefpas sotto inchiesta: dodici indagati, coinvolto il deputato Gallo. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
La Procura di Caltanissetta ha acceso i riflettori sulla gestione del Cefpas, il Centro per la Formazione Permanente e l’Aggiornamento del Personale del Servizio Sanitario, nell’ambito dell’inchiesta denominata “Corte dei miracoli”. Al centro delle indagini figura il deputato agrigentino di Forza Italia Riccardo Gallo, per il quale i magistrati hanno chiesto la custodia cautelare in carcere.
Secondo gli investigatori, il parlamentare avrebbe esercitato una forte influenza sulle attività dell’ente, orientandone decisioni e incarichi per finalità politiche e personali. Complessivamente sono dodici le persone iscritte nel registro degli indagati, mentre per otto di loro la Procura ha avanzato richieste di misure cautelari. La decisione finale spetterà al giudice dopo gli interrogatori preventivi già programmati nei prossimi giorni.
Oltre a Riccardo Gallo, rischiano il carcere Roberto Sanfilippo, direttore pro tempore del Cefpas, e Gioacchino Pontillo, funzionario dell’ente ed ex dipendente dell’Ispettorato del lavoro e del Genio civile di Agrigento.
Per altri cinque indagati i pubblici ministeri hanno invece chiesto gli arresti domiciliari: Giuseppe Capodieci, direttore generale dell’Asp di Agrigento; l’imprenditore Pietro Tirone, titolare della Sice Srl; la funzionaria del Cefpas Maria Luisa Zoda; il medico in pensione Salvatore Enrico Giambelluca e l’ex funzionario regionale Vincenzo Reitano.
Tra gli altri indagati figurano Domenico Reina, fratello del cardinale Baldo Reina, Dario Salvatore Giovanni Biondi, Manlio Bruna e Francesca Di Gregorio, nei cui confronti non sono state richieste misure cautelari.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Caltanissetta e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, hanno preso avvio nell’estate del 2023.
Gli inquirenti contestano a Riccardo Gallo e Roberto Sanfilippo un presunto accordo corruttivo. In base alla ricostruzione accusatoria, il manager avrebbe mantenuto il proprio ruolo ai vertici del Cefpas garantendo in cambio una gestione dell’ente conforme alle indicazioni del deputato, soprattutto per quanto riguarda nomine, incarichi e assunzioni.
Per la Procura, Gioacchino Pontillo avrebbe svolto il ruolo di collegamento operativo tra il parlamentare e l’ente, contribuendo all’attuazione delle direttive attribuite a Gallo. Nei suoi confronti viene contestata anche una presunta irregolarità nella scelta di un componente di una commissione esaminatrice.
Un ulteriore filone investigativo riguarda il rapporto tra il deputato e Giuseppe Capodieci. Gli investigatori ipotizzano che il direttore generale dell’Asp di Agrigento abbia favorito alcune richieste del parlamentare, tra cui una convenzione tra Asp e Cefpas che avrebbe consentito il trasferimento della moglie del deputato da Caltanissetta ad Agrigento.
Tra gli episodi esaminati dagli investigatori compare anche l’affidamento di un progetto da oltre 120 mila euro per la realizzazione di una biblioteca digitale a Domenico Reina.
Secondo la Procura, l’operazione sarebbe stata finalizzata a consolidare rapporti con ambienti vicini al mondo cattolico e a favorire indirettamente una candidata alle elezioni europee del 2024. In questo contesto vengono citati anche i nomi di Maria Luisa Zoda e Salvatore Giambelluca, componenti della commissione che aveva valutato positivamente il progetto.
Un altro capitolo dell’inchiesta riguarda Pietro Tirone, imprenditore di Aragona e titolare della Sice Srl. Gli inquirenti ipotizzano che il deputato abbia esercitato pressioni affinché alcuni lavori di manutenzione del patrimonio immobiliare del Cefpas fossero assegnati all’azienda dell’imprenditore, insieme all’affidamento di un incarico professionale a un architetto ritenuto vicino all’area politica del parlamentare.
Contestualmente alla notifica degli avvisi agli indagati, la Procura ha disposto una serie di perquisizioni. Gli agenti della Squadra Mobile hanno eseguito controlli nelle abitazioni delle persone coinvolte, oltre che negli uffici del Cefpas di Caltanissetta, nella sede dell’Asp di Agrigento e negli spazi utilizzati dalla segreteria politica di Riccardo Gallo ad Agrigento.
Le accuse formulate dalla Procura sono ora al vaglio dell’autorità giudiziaria. Tutti gli indagati restano da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.
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Fonte: Sicilia24h
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