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cento giorni di Sodano, la domanda alla città: cosa è realmente cambiato in meglio ad Agrigento?

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cento giorni di Sodano, la domanda alla città: cosa è realmente cambiato in meglio ad Agrigento?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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La conferenza stampa si trasforma a tratti in una manifestazione celebrativa. Domenico Vecchio contesta annunci presentati come novità e pone domande precise. Noi ne rivolgiamo una alla città: quali atti rilevanti ha firmato il sindaco per cambiare il futuro di Agrigento?

Una conferenza stampa dovrebbe essere il luogo delle domande, del confronto e delle risposte. Non un comizio, non una manifestazione elettorale e neppure uno spettacolo accompagnato dagli applausi dei sostenitori.

Eppure, durante la conferenza sui primi cento giorni dell’amministrazione Sodano, nel foyer del Teatro Pirandello, è accaduto anche questo.

Mentre il sindaco elencava risultati, attività, progetti, ricognizioni e obiettivi futuri, dal pubblico partivano applausi. Una vera e propria claque che ha finito per alterare il carattere dell’incontro e trasformare a tratti una conferenza riservata al rapporto tra amministrazione e stampa in una celebrazione del sindaco.

A evidenziarlo è stato anche il giornalista Domenico Vecchio, direttore di AgrigentoOggi, che nel suo articolo sulla conferenza stampa ha posto il problema della presenza di un pubblico pronto ad applaudire durante le risposte del primo cittadino.

Lo stesso tema è emerso durante l’incontro: in una conferenza stampa gli applausi non dovrebbero servire a coprire, condizionare o giudicare le domande dei giornalisti.

Sodano ha replicato sostenendo che la presenza del pubblico fosse possibile e dichiarando di essere «abbastanza grosso» da gestire personalmente la situazione.

Il problema, però, non è se il sindaco sia capace di gestire gli applausi. Il problema è un altro: una conferenza stampa serve a sottoporre l’amministrazione alle domande, anche scomode, non a creare una cornice di consenso attorno alle risposte.

Tolta la claque, resta allora la domanda fondamentale: cosa ha fatto di realmente rilevante Michele Sodano nei suoi primi cento giorni?

Vecchio smonta alcune presunte novità

Domenico Vecchio, intervenendo durante la conferenza, ha ricordato che diverse iniziative presentate come segnali di cambiamento non rappresentano affatto delle novità.

L’acquisto degli abbonamenti del Teatro Pirandello da parte di amministratori e consiglieri, per esempio, era già stato previsto durante l’amministrazione di Marco Zambuto.

Il project financing non nasce oggi: era già stato utilizzato in passato, anche per il parcheggio pluripiano.

Il Mandorlo in Fiore tornerà a marzo, come avveniva normalmente nelle precedenti edizioni.

La gestione delle emergenze legate alla chiusura delle discariche non è una novità introdotta dalla nuova amministrazione, ma un problema già affrontato dalle amministrazioni precedenti.

Anche Villa del Sole non nasce con Sodano: rientra nei cinque asili finanziati con il PNRR e programmati dalla precedente amministrazione.

Il giornalista ha inoltre chiesto chiarimenti sul vicesindaco, sul nuovo segretario generale, sul bilancio, sui beni confiscati, sugli esperti a titolo gratuito e sull’eventuale ipotesi di dissesto.

Domande legittime, alle quali si dovrebbe rispondere nel merito, senza applausi di accompagnamento e senza trasformare il giornalista che le pone nell’ospite scomodo della situazione.

Centocinque provvedimenti, ma quanti hanno cambiato la città?

Sodano ha rivendicato 105 provvedimenti perfezionati e pubblicati:

  • 32 deliberazioni di Giunta;
  • 27 deliberazioni del Consiglio comunale;
  • 10 decreti sindacali;
  • 11 ordinanze in materia di sicurezza, decoro e ambiente;
  • 10 ordinanze sanitarie;
  • 2 attivazioni del Centro operativo comunale;
  • 13 autorizzazioni per azioni giudiziarie.

Il numero fa certamente effetto. Ma bisogna comprenderne la composizione.

Le 27 deliberazioni del Consiglio comunale non possono essere considerate atti prodotti dalla Giunta. Le ordinanze sanitarie comprendono provvedimenti obbligatori come TSO e ASO. Le autorizzazioni alla costituzione in giudizio appartengono alla normale tutela legale dell’Ente.

Il numero 105, quindi, fotografa l’attività complessiva degli organi comunali. Non rappresenta 105 risultati politici dell’amministrazione Sodano.

Quali di questi atti hanno realmente cambiato Agrigento?

I bagni pubblici sono ancora chiusi

La vicenda dei bagni pubblici rappresenta l’immagine più semplice e concreta di questi cento giorni.

Agrigento è una città turistica, reduce dall’esperienza di Capitale italiana della cultura. Eppure l’amministrazione non è riuscita a garantire l’apertura e la gestione dei servizi igienici pubblici.

Lo stesso Sodano ha dichiarato che il Comune avrebbe individuato otto bagni pubblici che non sarebbe in grado di gestire direttamente.

La soluzione annunciata è un futuro affidamento ai privati attraverso il project financing.

Dopo cento giorni, quindi, i bagni pubblici sono ancora chiusi. Il progetto deve essere predisposto, finanziato e messo a gara.

Una città che vuole aprirsi al mondo, mentre il sindaco annuncia la propria missione istituzionale a New York, dovrebbe essere capace almeno di garantire un bagno pubblico ai turisti che arrivano ad Agrigento.

Maddalusa: cento giorni e nessuna soluzione generale

Maddalusa continua ad aspettare l’acqua.

Il COC ha garantito un servizio limitato soltanto a determinate categorie di cittadini e alle persone considerate fragili. Numerose famiglie sono rimaste escluse.

Adesso l’amministrazione annuncia la richiesta di un parere legale all’ATI per verificare se sia possibile ripristinare un servizio di trasporto dell’acqua nelle aree non servite dalla rete.

Ma quel parere era stato proposto dall’assessore Giuseppe Riccobene da oltre un mese prima dell’atto firmato dal sindaco.

Nel frattempo, i residenti hanno continuato ad acquistare l’acqua a proprie spese.

Il problema non è stato risolto. Si è aggravato.

Durante la conferenza si è parlato anche di una presunta «falsa narrazione» che avrebbe limitato l’utilizzo del COC. Ma nessuno ha chiarito fino in fondo da chi sarebbe partita questa narrazione e perché un provvedimento presentato come risolutivo non abbia garantito l’acqua alla generalità dei residenti.

Dopo cento giorni, Maddalusa non ha bisogno di altre interpretazioni: ha bisogno dell’acqua.

Agrigento è diventata più pulita?

Il sindaco ha rilanciato lo slogan «Agrigento città pulita» e annunciato che il nuovo servizio di igiene urbana dovrebbe partire tra novembre e dicembre.

Dovrebbe.

Perché ancora una volta si parla del futuro.

La situazione presente è sotto gli occhi di tutti: rifiuti, erbacce, marciapiedi sporchi, cestini pieni e quartieri che continuano a segnalare disservizi.

Agrigento non appare più pulita rispetto a cento giorni fa. In diverse zone la percezione è esattamente opposta.

Non basta annunciare il futuro appalto. Bisogna spiegare cosa sia stato fatto oggi per migliorare la pulizia della città e quali risultati misurabili siano stati ottenuti.

Strade, scuole e manutenzioni: prevalgono ancora le promesse

Sodano ha definito le strade il «cruccio» della sua amministrazione e ha chiesto tempo, spiegando che servono programmazione, bilancio e risorse.

Ma quali strade sono state rifatte nei primi cento giorni?

Quale programma straordinario è stato finanziato?

Quali somme sono state stanziate?

Quali tempi sono stati comunicati ai cittadini?

Anche sulla scuola Luigi Pirandello l’amministrazione ha ereditato una situazione gravissima, ma il risultato concreto è che oggi la città si ritrova con un edificio scolastico sgomberato e con famiglie, alunni e personale costretti ad affrontare una nuova emergenza.

Non è sufficiente attribuire ogni responsabilità al passato. Chi governa deve indicare una soluzione per il presente.

Il Pride può essere il principale risultato dei cento giorni?

Tra gli eventi maggiormente rivendicati dal sindaco figura l’Agrigento Pride, al quale il Comune ha concesso il patrocinio gratuito e il supporto istituzionale.

È stato certamente un momento di partecipazione e inclusione, ma può rappresentare uno dei risultati principali dei primi cento giorni di un’amministrazione comunale?

Durante la conferenza è emerso, inoltre, che agli organizzatori mancherebbero ancora circa 3mila euro per coprire interamente le spese dell’iniziativa.

Il Pride merita rispetto, ma non può sostituire l’azione amministrativa su acqua, rifiuti, strade, scuole, trasporti, manutenzione e servizi pubblici.

I 49 milioni che prima non significavano nulla

Sodano ha confermato che, al momento del proprio insediamento, il Comune disponeva di circa 49 milioni di euro in cassa, dei quali 15 milioni vincolati.

Ha anche dichiarato che il Comune:

  • non si trova in dissesto;
  • non è in predissesto;
  • non è strutturalmente deficitario;
  • non presenta squilibri finanziari e patrimoniali.

Sono affermazioni che contrastano con la durissima replica rivolta il 3 agosto all’ex sindaco Franco Miccichè, quando Sodano definì i 44 milioni indicati dal predecessore «un’informazione completamente fallace» e sostenne che i conti fossero «tutt’altro che a posto».

Oggi lo stesso sindaco certifica che i soldi esistevano ed erano persino più di quelli dichiarati da Miccichè.

Anche su questa contraddizione, però, nessuna claque può sostituire una risposta.

L’accordo con il centrodestra che non si deve chiamare accordo

Sodano ha negato categoricamente qualsiasi accordo con Riccardo Gallo, Roberto Di Mauro e le forze di centrodestra.

Ha definito «ridicola» l’ipotesi di apparentamenti, collaborazioni o alleanze.

Subito dopo, tuttavia, ha ammesso che la sua amministrazione ha bisogno del lavoro del Consiglio comunale e della maggioranza diversa da quella che lo ha sostenuto alle elezioni.

Una maggioranza che, nell’ultima seduta, ha approvato all’unanimità la variazione di bilancio e ha parlato apertamente di una «mano tesa» verso l’amministrazione.

Dunque non sarebbe un accordo politico. Sarebbe soltanto una collaborazione costante con i diciannove consiglieri del centrodestra, i cui voti sono indispensabili per consentire a Sodano di governare.

La differenza, francamente, diventa sempre più difficile da comprendere.

La domanda la rivolgiamo alla città

Non pretendiamo che un sindaco trasformi Agrigento in cento giorni. Sarebbe impossibile e intellettualmente scorretto.

Ma cento giorni bastano per distinguere i risultati dagli annunci, gli atti dalle intenzioni, le soluzioni dalle ricognizioni.

Per questo la domanda la rivolgiamo direttamente agli agrigentini:

Cosa è realmente cambiato in meglio durante i primi cento giorni dell’amministrazione Sodano?

Sono stati aperti i bagni pubblici?

Le strade sono migliorate?

La città è più pulita?

L’acqua arriva con maggiore regolarità?

Maddalusa ha ottenuto una soluzione?

Le scuole sono diventate più sicure?

Il centro storico ha ricevuto servizi migliori?

Il patrimonio comunale inutilizzato è stato restituito alla città?

Quale atto firmato da Sodano ha prodotto un cambiamento strutturale e già visibile?

Al momento vediamo soprattutto progetti, tavoli, ricognizioni, pareri da acquisire, candidature, project financing da studiare e servizi che dovrebbero partire nei prossimi mesi.

Va riconosciuto l’avvio dell’ASACOM a orario pieno fin dal primo giorno di scuola e il rafforzamento di alcune attività sociali. Ma, oltre questo, quale provvedimento ha davvero cambiato la città?

Cento giorni non bastano per risolvere tutti i problemi. Bastano, però, per capire se il cambiamento sia cominciato.

E per raccontarlo non servono applausi.

Servono fatti.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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