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Convegno pirandelliano, anche nel 2026 lontano da Agrigento. Dov’è il cambiamento?

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convegno pirandelliano

Il  Convegno internazionale di Studi Pirandelliani, nato ad Agrigento nel 1974 dal Centro fondato nel 1967 da Enzo Lauretta, e da anni ospite di un albergo sul golfo di Palermo e nessuna amministrazione comunale da tempo ha mai manifestato l’intenzione di tornare a cebrare nella città natale del Premio Nobel agrigentino questo importante avvenimento culturale di grande successo e con notevole ritorno anche economico, oltre turistico per una città. Lo scorso anno l’amministrazione portò per un giorno la giornata conclusiva del Convegno, erà l’anno di Agrigento Capitale della Cultura. Quest’anno le quattro giornate tornano a Palermo, con vergogna per Agrigento che ancora una volta non ricorda un suo celebre figlio.  

Quattro giorni sul golfo, nemmeno una mattina in città

La bozza di programma pubblicata dal Centro nazionale di Studi Pirandelliani sul proprio sito   colloca il 63° Convegno, dedicato al centenario di Uno, nessuno e centomila, al Centro Congressi Saracen di Isola delle Femmine, dal 2 al 5 dicembre. Tutte e quattro le giornate.

Nel 2025, almeno, la cerimonia conclusiva si era celebrata nella Sala Concordia del Palacongressi di Agrigento. Quest’anno quella mattina non c’è più: la consegna dei Premi Pirandello è fissata alle 18 del 5 dicembre, in riva al golfo palermitano. Della città di Pirandello resta una gita facoltativa il 4 dicembre — “Valle dei Templi e Casa natale” — in alternativa a “Monreale e Palermo”. La città natale declassata a opzione B, da scegliere o scartare la mattina stessa.

Cronologia di un allontanamento

L’esilio non è cominciato ieri. Il primo strappo nel 2013, con la cinquantesima edizione celebrata tra Palermo e Città del Mare; poi il ritorno al Palacongressi riaperto nel 2018; infine, dal 2021, il trasferimento stabile a Isola delle Femmine. Nel frattempo il Centro rivendica oltre quarantacinquemila giovani arrivati in Sicilia nel corso delle varie edizioni — nel 1990, ad Agrigento, i delegati furono ottocentocinquanta. Numeri che oggi altri incassano, anche grazie all’inerzia della nostra classe politica e amministrativa che continua a non manifestare alcun interesse verso questa preziosa occasione.

La promessa evaporata

Nel novembre 2025 il Centro annunciava che, forte dell’istituzionalizzazione deliberata dal Consiglio del Parco archeologico, avrebbe lavorato “per riportarlo nella Città dei Templi nel 2026”. Dieci mesi dopo la bozza dice Isola delle Femmine. In mezzo non risulta un atto del Comune di Agrigento, né della precedente amministrazione né di quella insediatasi a giugno: nessuna delibera, nessuno stanziamento, nessuna convenzione pluriennale, nessuna dichiarazione pubblica sul ritorno del Convegno.

Agrigento paga, Palermo ospita

Il paradosso è aritmetico. L’edizione 2025 è stata realizzata con il contributo del Ministero della Cultura e la compartecipazione della Città metropolitana di Palermo e del Parco archeologico della Valle dei Templi: l’unico ente agrigentino che mette risorse finanzia un convegno che si svolge in un’altra provincia. Nel 2024 erano stati novemila euro della Regione e ottomila del Comune di Palermo, che offrì pure il Politeama. Il Municipio della città natale, in quell’elenco, non compare mai.

Restano agli atti le parole di Nino Lauretta, consigliere delegato del Centro, sul predecessore di Michele Sodano: “l’unico nella storia” a non avere sostenuto il Convegno, senza “un solo atto amministrativo” a favore.

Il compleanno e il conto

Il 28 giugno, 159° anniversario della nascita, le istituzioni hanno prodotto l’annuncio di un festival teatrale fissato tre settimane dopo. Le veglie notturne al Caos restano affare di associazioni e volontari. Ora arriva il conto di dicembre: quattrocento studenti, quattro notti, in bassa stagione. Li conteranno gli albergatori di Isola delle Femmine.

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Fonte: Report Sicilia

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