Da Sciacca a Joppolo, tutti programmano per un’estate da ricordare. Agrigento resta ancora indietro e non può aspettare oltre. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Sei settimane a Palazzo dei Giganti
Facciamo subito la tara alle attese. Michele Sodano è stato proclamato sindaco l’11 giugno, la giunta si è insediata il 16 e il nono assessore — Raffaele Trano, al Bilancio — ha giurato soltanto il 22 luglio. Pretendere oggi un cartellone estivo con il timbro del Comune sarebbe come chiedere all’orchestra di attaccare la sinfonia mentre i professori entrano ancora in sala. Nessuno lo pretende. Il punto è un altro: l’estate non aspetta chi arriva tardi. E mentre si aspetta, la stagione se ne va.
Chi firma gli eventi in città
Il luglio agrigentino non è vuoto: è semplicemente firmato da altri. “Zagara e Sale”, le tre giornate che hanno animato via Atenea dal 17 al 19 luglio, è stata organizzata e autofinanziata dai commercianti della strada, con il patrocinio del Comune. Il Pirandello Fringe Festival porta la firma della Fondazione Teatro Pirandello. “Sotto il cielo del Mito”, oltre settanta appuntamenti da maggio a settembre, è del Parco archeologico della Valle dei Templi diretto da Roberto Sciarratta. Il cartellone del Teatro dell’Efebo, giunto alla terza edizione, è del Libero Consorzio comunale presieduto da Giuseppe Pendolino. Il Comune, in tutto questo, c’è: patrocina, ringrazia, presenzia alle conferenze stampa. Ma il patrocinio gratuito è una firma in calce a un lavoro altrui, non una programmazione.
La provincia ha cominciato da un pezzo
Intanto i comuni della provincia hanno fatto la cosa più banale del mondo: hanno programmato in primavera. “Sciacca Estate 2026” ha un cartellone approvato dall’amministrazione che copre da fine giugno a fine settembre. Siculiana ha la sua “Estate Mediterranea”, Montevago “Pietre di Memoria – Sotto il Cielo d’Estate”, e perfino Joppolo Giancaxio, poco più di mille anime, ha un mese pieno di appuntamenti comunali fino alla Sagra del melone giallo. Agrigento, Capitale italiana della Cultura 2025, no.
La delega è sul tavolo del sindaco
Dettaglio tutt’altro che secondario: turismo, cultura, commercio e “programmazione e gestione di eventi e manifestazioni” sono deleghe che Sodano ha scelto di tenere per sé. Il primo luglio, annunciando i nuovi orari della Ztl di via Atenea, il Comune ha fatto sapere di aver avviato un confronto con le associazioni di categoria proprio per organizzare iniziative durante la stagione estiva. Tre settimane dopo, di quel confronto non si conosce esito pubblico. Nel frattempo l’Associazione turistica “Tante case tante idee”, presieduta da Domenico Vecchio, ha chiesto di riattivare subito la Consulta del turismo, segnalando quello che gli operatori descrivono come un calo delle presenze.
Quello che il Comune ha fatto
Per onestà di cronaca: fermo non è rimasto su tutto. L’amministrazione ha approvato l’avviso per i centri estivi 2026 — “Un’estate da vivere insieme”, 67.188,25 euro dal Dipartimento per le politiche della famiglia, servizio gratuito per i bambini dai 3 ai 14 anni — al quale hanno risposto 443 domande a fronte di 200 posti. Numeri che raccontano un bisogno prima ancora di un servizio. Ma i centri estivi sono politica sociale, non offerta culturale: le due cose si affiancano, non si sostituiscono.
Restano agosto e settembre
Non è un processo, è un invito. Restano agosto e settembre, restano il Ferragosto, le notti in cui il centro storico potrebbe respirare fino alle due del mattino grazie alla Ztl allungata, restano le piazze dei quartieri che d’estate esistono solo se qualcuno le accende. I cittadini agrigentini pagano tasse e tributi anche per questo: per avere musica, teatro, cinema all’aperto, sport, cose da fare per i bambini e per i ragazzi che qui, per undici mesi l’anno, si annoiano con metodo.
Quarant’anni fa i Righeira mettevano in fila una verità che ad Agrigento suona oggi come un avviso di scadenza: l’estate sta finendo. È la stagione della leggerezza, quella che i ragazzi aspettano per tutto l’anno e che un’amministrazione può regalare o negare con un semplice atto di programmazione. Sodano ha vinto parlando di giovani e di chi è stato costretto ad andarsene: un cartellone estivo non ferma l’emigrazione, ma è il modo più economico per dire a chi resta che la città esiste anche ad agosto. Non serve un colpo di scena pirandelliano. Serve un calendario, e serve adesso.
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Fonte: Report Sicilia
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