Di Rosa sfida Sodano e Riccobene: “Perché qui l’acqua è un miraggio?”. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Continua ad alzarsi il livello dello scontro politico sul caso Maddalusa.
Dopo avere chiesto alla nuova amministrazione comunale di chiarire quale futuro intenda riservare ai residenti della borgata, Giuseppe Di Rosa torna sull’argomento con una nuova nota stampa, ponendo una domanda destinata ad alimentare il dibattito cittadino: perché a Maddalusa viene negato perfino il diritto ad acquistare l’acqua tramite autobotte mentre, in altre zone della città caratterizzate da situazioni urbanistiche analoghe, abitazioni, attività commerciali e attività artigianali risultano servite dalla rete idrica e dalla rete fognaria?
Il presidente del movimento civico “Mani Libere” non chiede deroghe né privilegi, ma invita il sindaco Michele Sodano e l’assessore con delega all’Acqua e ai Rifiuti, Giuseppe Riccobene, a spiegare pubblicamente quale sia la differenza di trattamento tra i residenti di Maddalusa e quelli che vivono o operano in altre aree della città.
“La legge deve essere uguale per tutti”
Nella nota, Di Rosa richiama alcune zone ben precise del territorio comunale: il viale Emporium, il viale Leonardo Sciascia, l’area della chiesa di Santa Rosa, Poggio Muscello, il viale Cannatello e altre parti della città dove, secondo quanto evidenzia, insistono abitazioni civili, attività commerciali e attività artigianali servite dalla rete idrica, dalla rete fognaria e dagli altri servizi pubblici.
Da qui nasce l’interrogativo politico.
Se il principio applicato a Maddalusa è quello dell’impossibilità di fornire il servizio idrico per ragioni urbanistiche, perché in altre aree della città sembrerebbero essere stati adottati criteri differenti?
“Non sto chiedendo privilegi per Maddalusa – scrive Di Rosa – ma che la legge venga applicata allo stesso modo nei confronti di tutti. Perché la legalità non può essere invocata soltanto quando fa comodo. Vale sempre”.
Le domande rivolte al sindaco e all’assessore
L’ex candidato sindaco chiede direttamente al primo cittadino Michele Sodano e all’assessore Giuseppe Riccobene di chiarire quali siano i presupposti giuridici e amministrativi che giustificherebbero una diversa impostazione tra Maddalusa e le altre zone della città.
Secondo Di Rosa, se il problema è esclusivamente urbanistico, il principio dovrebbe essere applicato indistintamente a tutto il territorio comunale, senza differenze tra quartieri.
Per questo motivo invita il Comune a rendere pubblica una ricognizione completa delle utenze idriche e fognarie presenti nelle aree che presentano analoghe caratteristiche urbanistiche, indicando gli atti amministrativi che ne hanno consentito l’attivazione.
“Trasparenza per evitare sospetti”
La richiesta finale è quella di un’operazione di trasparenza.
“Se esistono differenze, vengano spiegate. Se invece non esistono, allora qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di spiegare agli agrigentini perché ai residenti di Maddalusa viene negato persino il diritto ad acquistare l’acqua tramite autobotte mentre in altre parti della città il servizio viene regolarmente erogato”, conclude Di Rosa.
La nuova presa di posizione arriva in un momento particolarmente delicato. Il caso Maddalusa continua infatti a dividere l’opinione pubblica e ad alimentare il confronto tra diritto all’acqua, disciplina urbanistica e responsabilità delle istituzioni.
Con questa seconda nota stampa, Giuseppe Di Rosa rilancia il dibattito e chiama direttamente in causa il sindaco Michele Sodano e l’assessore Giuseppe Riccobene, chiedendo che venga spiegato pubblicamente se esistano motivazioni oggettive che giustificano il diverso trattamento riservato ai residenti di Maddalusa rispetto ad altre aree della città.
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Fonte: Report Sicilia
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