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Favara: il Centro Destra chiede un equilibrio amministrativo per migliorare i servizi

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Negli ultimi tempi, a Favara, il dibattito pubblico si è concentrato su quella che molti cittadini definiscono una situazione di difficoltà legata all’operato dei vigili urbani. Una definizione che, a ben vedere, rischia di essere fuorviante. Non si tratta infatti di disordine nel senso stretto del termine, bensì di una percezione diffusa di disservizio territoriale, che apre a riflessioni più ampie sul funzionamento dell’amministrazione locale.

Non è questa la sede per entrare nel merito delle polemiche che hanno coinvolto anche la stampa nazionale, poiché tali dinamiche rischiano di generare un’immagine distorta della città, Favara, infatti, non è soltanto criticità, ma anche potenzialità, energie e percorsi di crescita che meritano di essere valorizzati.

In questo quadro, alcune azioni appaiono non solo auspicabili ma necessarie: la creazione di aree pedonali rappresenterebbe un passo importante verso una città più vivibile , sicura e a misura di cittadino, nonché parcheggi adeguati e le bici elettriche che il Sindaco dice “sono conservate bene” ma non in uso, gioverebbero alla viabilità. Allo stesso modo, il potenziamento del controllo del territorio è un elemento positivo, che contribuisce a rafforzare il senso di ordine e legalità.

Il punto critico sollevato da molti cittadini e dal Presidente del
consiglio comunale Miriam Mignemi, riguarda un evidente squilibrio tra attività sanzionatoria e qualità dei servizi urbani. In diverse zone della città si registra una carenza significativa di segnaletica stradale, sia verticale che orizzontale. Le strisce pedonali risultano assenti o deteriorate, la cartellonistica è spesso insufficiente o poco visibile, e la manutenzione complessiva della viabilità lascia spazio a criticità che incidono sulla sicurezza quotidiana.

La presenza della polizia municipale sul territorio appare oggi più visibile e strutturata rispetto al passato, grazie anche all’approvazione del PIAO e degli strumenti finanziari da parte del Consiglio comunale che ne hanno permesso l’assunzione . L’attività di controllo, in particolare attraverso l’emissione di sanzioni, rientra pienamente nei compiti istituzionali del corpo e non rappresenta, di per sé, un’anomalia. In qualsiasi contesto urbano ordinato, il rispetto delle regole è un presupposto fondamentale per garantire sicurezza, vivibilità e convivenza civile.

A rendere il quadro ancora più delicato contribuiscono alcune dichiarazioni politiche che hanno alimentato il dibattito. In particolare, le affermazioni secondo cui le multe sarebbero utilizzate come strumento per “fare cassa”, con obiettivi quantitativi fissati dall’amministrazione, ( l’obiettivo del Pd di elevare 200.000 multe dichiarato dal capogruppo e segretario cittadino Salvatore Bellavia) sollevano interrogativi non secondari. Se la sanzione viene percepita non come mezzo per garantire il rispetto delle regole, ma come strumento per raggiungere un determinato volume di incassi, il rischio è quello di snaturarne completamente il senso.

Una simile impostazione rischia di compromettere il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, alimentando la percezione che non sia importante la correttezza del comportamento, ma il raggiungimento di un obiettivo numerico di multe. Questo approccio, più che contribuire all’ordine, può generare ulteriore disorientamento e tensione sociale.

In questo contesto, l’azione dei vigili urbani, pur legittima, rischia di essere percepita come scollegata dalle reali esigenze del territorio. L’aumento del personale o l’intensificazione dei controlli, se non accompagnati da un parallelo potenziamento dei servizi, può alimentare una sensazione di distanza tra istituzioni e cittadini.

Un sistema amministrativo efficace, infatti, si fonda su un equilibrio chiaro: da un lato il rispetto delle regole, dall’altro la garanzia delle condizioni minime affinché tali regole possano essere rispettate, infrastrutture adeguate e servizi efficienti facilitano comportamenti corretti.

Il caso di Favara sembra invece evidenziare una discontinuità tra questi due livelli. Da un lato, si registra una maggiore attenzione all’applicazione delle norme; dall’altro, permane una carenza strutturale nei servizi essenziali legati alla mobilità urbana, dovuta ad una mancata programmazionedell’amministrazione Palumbo in questi quasi 5 anni. Questo scarto rischia di compromettere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni locali.

Affrontare questa situazione non significa mettere in discussione il ruolo della polizia municipale, bensì rafforzarne l’efficacia attraverso una visione più integrata della gestione urbana.

In conclusione, più che di disordine, è opportuno parlare di una fase di transizione amministrativa, in cui emerge con forza la necessità di riequilibrare priorità e interventi.

I Consiglieri
Paolo Dalli Cardillo
Antonio Cipolla
Miriam Indelicato
Giuseppe Lentini
Mariano Lombardo
Salvatore Montaperto
Onofrio Nipo
Gerlando Nobile

Il segretario cittadino della DC
Giuseppe Nobile
Il segretario cittadino di FDI
Fabrizio Crapanzano

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Fonte: Sicilia24h

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