Fondazione Agrigento 2025, Confcommercio: «I 400mila euro servano al turismo». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

«Agrigento non può permettersi che gli ultimi fondi della Fondazione diventino l’ennesimo terreno di scontro politico. Se continuiamo a discutere di chi debba vincere una battaglia interna, a perdere definitivamente sarà la città». È il monito lanciato da Francesco Picarella, presidente della Delegazione comunale di Agrigento di Confcommercio e di Federalberghi Agrigento, che interviene con decisione nel dibattito sul futuro della Fondazione Agrigento 2025 e sulla gestione delle risorse rimaste in cassa.
Secondo il presidente degli albergatori e dei commercianti della città di Agrigento associati a Confcommercio, le criticità dell’ultima stagione turistica non vanno imputate al titolo di Capitale Italiana della Cultura, ma alla macchina organizzativa.
«Il riconoscimento resta di straordinario valore – dichiara Picarella – ma il problema è dipeso dalla gestione complessiva dell’intero anno 2025. È mancata la capacità di trasformare il titolo in organizzazione, servizi, promozione e opportunità economiche reali per il territorio». Per la sigla datoriale, il bivio tra lo scioglimento o il mantenimento della Fondazione è un falso problema: la vera priorità è la responsabilità verso il futuro.
«I circa 400 mila euro ancora disponibili rappresentano l’ultima occasione per recuperare una credibilità turistica che si è oggettivamente incrinata. Queste risorse vanno blindate e investite subito in una strategia di rilancio dell’immagine della destinazione Agrigento: marketing, accoglienza, servizi e valorizzazione. Disperderle senza una visione condivisa sarebbe un errore imperdonabile».
Per la delegazione comunale di Agrigento di Confcommercio e Federalberghi Agrigento, l’anno da Capitale della Cultura ha evidenziato un cortocircuito nel dialogo tra istituzioni e tessuto produttivo. Da qui la richiesta di un cambio di rotta immediato attraverso l’immediata riattivazione della Consulta Comunale del Turismo. È stato di certo “paradossale” il suo accantonamento proprio nel triennio cruciale. Ora più che mai serve un coinvolgimento pratico nelle decisioni strategiche. La proposta di un “Patto per Agrigento” che leghi Amministrazione comunale, Consiglio comunale e operatori del commercio e del turismo che crei condivisione è necessario perché mentre la politica discute, le imprese perdono competitività e affrontano una delle stagioni più difficili degli ultimi anni. Conclude Picarella, «Agrigento rischia di uscire dai radar dei mercati turistici internazionali. È il momento di azzerare le bandiere politiche. Servono decisioni rapide e una visione condivisa: se continuiamo a dividerci su tutto, presto non rimarrà più nulla da salvare».
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Fonte: AgrigentoOggi
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