Fondazione Agrigento 2025, Mangione esulta: “Ce l’abbiamo fatta”. Ma chi è questo “abbiamo”? Il voto decisivo arriva proprio dal centrodestra. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Lo scioglimento passa all’unanimità in Consiglio comunale. La capogruppo di Controcorrente rivendica il risultato, ma i numeri dell’Aula raccontano una realtà più complessa: quando il centrodestra vota un provvedimento gradito diventa parte del “ce l’abbiamo fatta”, quando si oppone viene trasformato nel nemico politico. Serve un minimo di coerenza
AGRIGENTO – «Ce l’abbiamo fatta!».
Comincia così il post pubblicato dalla consigliera comunale Elvira Mangione, capogruppo di Controcorrente-Ismaele Presidente, dopo il voto con il quale il Consiglio comunale di Agrigento ha approvato lo scioglimento della Fondazione Agrigento 2025.
Un risultato che la consigliera presenta come una sorta di traguardo raggiunto: «Primo importante risultato del consiglio comunale dove tutti si sono impegnati a mantenere un clima di pacifico confronto», scrive Mangione, ringraziando poi «tutti i consiglieri comunali per l’atteggiamento pacato e collaborativo».
Fin qui tutto bene.
Ma quel “ce l’abbiamo fatta” merita qualche riflessione. Perché a Palazzo dei Giganti i numeri non sono improvvisamente cambiati.
La maggioranza numerica del Consiglio comunale non appartiene all’amministrazione Sodano e a Controcorrente. Il voto sullo scioglimento della Fondazione è stato approvato all’unanimità, dunque anche e soprattutto con i voti di quella componente consiliare di centrodestra che dispone della maggioranza dell’Aula.
E allora: chi sarebbe esattamente quel “noi”?
Quando il centrodestra vota sì, “ce l’abbiamo fatta”
Il punto è politico, prima ancora che personale.
Quando la maggioranza consiliare di centrodestra approva una proposta condivisa dall’amministrazione e da Controcorrente, il risultato diventa “ce l’abbiamo fatta”.
Quando invece la stessa maggioranza esercita il proprio diritto politico di votare contro un provvedimento dell’amministrazione Sodano, il racconto cambia completamente: diventano quelli che ostacolano, quelli che impediscono il cambiamento, quelli che remano contro la città.
Non può funzionare così.
O si riconosce che il Consiglio comunale è un organo democraticamente eletto, nel quale la maggioranza numerica appartiene a forze diverse da quelle che sostengono il sindaco, oppure non lo si riconosce.
Non si può riconoscerne la legittimità soltanto quando arrivano i voti che servono.
Lo scioglimento, peraltro, non nasce ieri
C’è poi un particolare che rende ancora più singolare la rivendicazione.
Lo scioglimento della Fondazione Agrigento 2025 non è una battaglia nata con l’attuale amministrazione.
La questione era già arrivata nell’ordine del giorno del Consiglio comunale precedente: il Comune aveva convocato l’Aula il 18 maggio 2026 inserendo espressamente tra i punti lo «scioglimento Fondazione di Partecipazione Agrigento 2025».
Ancora prima, il 30 marzo, risultava all’ordine del giorno un atto di indirizzo sulla liquidazione della Fondazione.
E soprattutto c’è un fatto ancora precedente: già il 25 novembre 2025 l’Assemblea di partecipazione della Fondazione aveva deliberato all’unanimità di procedere alla cessazione dell’ente, avendo concluso il programma di Agrigento Capitale della Cultura 2025.
Dunque nessuno ha inventato lo scioglimento nelle ultime settimane.
Mangione aveva certamente sollecitato pubblicamente che la pratica venisse finalmente portata a conclusione, denunciando i costi derivanti dal mantenimento della struttura.
Questo le va riconosciuto.
Ma da qui a trasformare un voto unanime dell’intero Consiglio in un «ce l’abbiamo fatta» politicamente attribuibile a una parte ce ne passa.
Il centrodestra questa volta è diventato improvvisamente “collaborativo”
Ed è qui che Report Sicilia torna su una questione che solleva da tempo: l’onestà intellettuale nel racconto della politica.
Perché quei consiglieri che ieri erano accusati di bloccare l’amministrazione, oggi, avendo votato un provvedimento condiviso da Controcorrente, vengono ringraziati per il loro «atteggiamento pacato e collaborativo».
Benissimo.
Ma allora questo principio dovrebbe valere sempre.
Se domani gli stessi consiglieri voteranno contro un provvedimento della Giunta Sodano, esercitando le prerogative per le quali sono stati eletti, non potranno improvvisamente tornare ad essere il “male” del Consiglio comunale.
La democrazia non funziona secondo la regola: sei responsabile quando voti con me, sei irresponsabile quando voti contro di me.
Mangione: davvero così “Controcorrente”?
E poi c’è una considerazione strettamente politica.
Elvira Mangione è capogruppo di un movimento che porta un nome impegnativo: Controcorrente.
Proprio per questo Report Sicilia continuerà ad osservare con particolare attenzione le scelte, gli atti e le posizioni politiche della consigliera.
Perché, sulla base di quanto abbiamo osservato nell’attività politica e amministrativa, a noi risulta sempre meno chiaro dove cominci davvero quel “controcorrente” e dove invece finisca per coincidere con logiche politiche molto più tradizionali.
Non è un’accusa personale. È una valutazione politica che documenteremo, quando necessario, attraverso atti e fatti.
E forse proprio chi ha scelto di rappresentare un movimento chiamato Controcorrente dovrebbe essere il primo a non appropriarsi politicamente di risultati che appartengono all’intero Consiglio comunale.
Quel risultato appartiene a tutto il Consiglio
La verità è molto più semplice del post celebrativo.
Lo scioglimento della Fondazione è stato votato all’unanimità.
Quindi, se proprio si vuole utilizzare l’espressione «ce l’abbiamo fatta», quel “abbiamo” comprende anche tutti i consiglieri del centrodestra.
Gli stessi che numericamente controllano l’Aula.
Gli stessi che, quando votano contro l’amministrazione, vengono dipinti come responsabili dell’immobilismo.
Gli stessi che questa volta sono stati indispensabili per trasformare una volontà politica in una deliberazione del Consiglio.
Un po’ di onestà intellettuale, coerenza e sana lealtà politica non guasterebbero.
Perché l’ipocrisia nella politica può funzionare per qualche post sui social. Ma alla lunga i voti, gli atti e le contraddizioni rimangono.
E Report Sicilia continuerà semplicemente a metterli uno accanto all’altro.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

