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Fondo investimenti territoriali, Agrigento fuori dai finanziamenti: c’è una seconda possibilità da 9,7 milioni. Il Comune si prepari

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Fondo investimenti territoriali, Agrigento fuori dai finanziamenti: c’è una seconda possibilità da 9,7 milioni. Il Comune si prepari

La legge regionale riserva almeno il 5% delle risorse agli enti rimasti esclusi dalla prima ripartizione. Per Agrigento potrebbe aprirsi una nuova opportunità. L’amministrazione dovrebbe già lavorare alla predisposizione dei progetti per non farsi trovare impreparata.

AGRIGENTO – Agrigento non figura tra i Comuni destinatari dei finanziamenti diretti della prima ripartizione del Fondo per gli investimenti territoriali della Regione Siciliana. Ma potrebbe esserci una seconda possibilità. A prevederla è l’articolo 41, comma 4, della legge regionale n. 33 del 28 ottobre 2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana il 3 novembre.

La disposizione riserva agli enti pubblici e agli enti ecclesiastici rimasti fuori dagli Allegati A e B una quota non inferiore al 5% delle risorse del Fondo. Considerata la dotazione complessiva di 194,605 milioni di euro prevista per il 2026, si parla di almeno 9,73 milioni di euro da ripartire tra gli enti aventi diritto.

Non è una somma automaticamente destinata ad Agrigento, ma un’opportunità concreta che meriterebbe la massima attenzione da parte dell’amministrazione comunale.

La prima ripartizione e le domande al Comune

Dall’esame degli allegati alla manovra regionale emerge che il Comune di Agrigento non risulta destinatario di finanziamenti comunali diretti. Nel territorio cittadino figurano invece due interventi ecclesiastici per complessivi 130 mila euro, che non costituiscono contributi assegnati al Comune.

L’assenza del capoluogo dalla prima distribuzione pone alcuni interrogativi: l’amministrazione aveva presentato progetti? Erano state avanzate richieste di finanziamento o avviate interlocuzioni con la Regione? Esistevano interventi già progettati che non sono stati inseriti nella ripartizione?

Allo stato non ci sono elementi sufficienti per attribuire al Comune omissioni o responsabilità amministrative. La mancata assegnazione, da sola, non dimostra un’inadempienza. Sarebbe tuttavia opportuno che il sindaco chiarisse quali iniziative siano state assunte e per quali ragioni Agrigento sia rimasta fuori dalla prima distribuzione.

La seconda occasione: cosa potrebbe fare il Comune

Il comma 4 dell’articolo 41 prevede un apposito avviso pubblico del Dipartimento regionale delle Infrastrutture. Gli enti interessati dovranno presentare un’istanza corredata da progetti di investimento. L’assegnazione avverrà successivamente con un decreto del dirigente generale.

Nella documentazione consultata non risulta ancora pubblicato lo specifico avviso per questa seconda procedura.

Proprio per questo sarebbe opportuno che il Comune cominciasse a organizzarsi senza attendere il bando. Il sindaco, la giunta e gli uffici tecnici potrebbero già verificare con la Regione le condizioni di partecipazione e individuare le opere candidabili: manutenzione delle strade, messa in sicurezza degli edifici pubblici, impianti sportivi, recupero del patrimonio comunale e riqualificazione degli spazi urbani.

La predisposizione anticipata dei progetti e della documentazione tecnica potrebbe fare la differenza quando si aprirà la procedura.

Il sindaco chiarisca e non perda questa opportunità

La domanda principale, adesso, riguarda il futuro: l’amministrazione ha già avviato la preparazione dei progetti da candidare? Ha verificato quali interventi potrebbero rientrare tra quelli finanziabili? Si è attivata per conoscere tempi e modalità della nuova procedura?

Sarebbe inoltre importante fare chiarezza sulla prima fase, attraverso la pubblicazione degli eventuali progetti presentati e delle interlocuzioni avute con la Regione.

Non è ancora possibile stabilire se Agrigento sia stata penalizzata nelle scelte regionali o se l’assenza dai finanziamenti sia riconducibile ad altre circostanze. Ma la seconda opportunità prevista dalla legge merita di essere perseguita con tempestività.

La ricostruzione normativa è stata effettuata sulla base della legge regionale e degli atti attualmente disponibili. Spetterà all’amministrazione approfondire le disposizioni attuative, confrontarsi con gli uffici regionali e verificare tutte le condizioni per partecipare.

Non è ancora nota la scadenza per presentare le istanze relative alla quota del 5%: occorrerà attendere l’apposito avviso pubblico.

Agrigento è rimasta fuori dalla prima ripartizione, ma potrebbe avere un’altra possibilità. Il Comune dovrebbe farsi trovare pronto, con progetti validi e uffici organizzati. Sarebbe un’occasione importante per la città e sarebbe difficile giustificare un’eventuale perdita di queste risorse per mancanza di preparazione. Immagine di copertina realizzata con IA

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Fonte: AgrigentoOggi

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