Gessica Lattuca, mistero irrisolto: scomparsa senza tracce né risposte. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Nei giorni scorsi abbiamo scritto di una giovane mamma favarese, Marianna Bello, morta annegata dentro un collettore che la inghiottì il primo ottobre dello scorso anno, durante una mini alluvione che si abbattè sul paese. Una tragedia per la quale la Procura di Agrigento non ha ancora scritto un possibile scenario investigativo, lasciando questa triste storia alla casella “incidente”. A Favara però ci sono altri bambini che ricordano la loro mamma, ma non la possono abbracciare. Sono i figli di Gessica Lattuca, la mamma favarese di 4 figli, smaterializzatasi nel nulla la sera del 12 agosto 2018. Tra un mesetto avrebbe compiuto insieme a loro 35 anni. Niente festa però, solo rabbia, dubbi irrisolti sulla sua scomparsa. Ad oggi non ci sono novità sulle ricerche. Per chi non lo sapesse, le indagini per trovarla sono chiuse. Nessuna la cerca più – almeno ufficialmente – nessuno ha elementi e, forse, voglia di dare una verità, anzi, la verità ai figli della sfortunata favarese rimasti senza mamma, in tenerissima età. Indagini chiuse con un pugno di mosche in mano, esattamente da fine giugno 2023, quando il fratello della giovane, Vincenzo morì all’improvviso, alcuni giorni dopo essere stato iscritto sul registro degli indagati per omicidio aggravato e occultamento di cadavere con ignoti. Indagini chiuse tecnicamente per “sopraggiunta morte del possibile reo”. Nell’ottobre 2024 era morta anche l’anziana madre di Gessica, Giuseppina Caramanno, stroncata da un male incurabile e dal crepacuore per quello che era capitato a Gessica, in ultimo, al figlio Vincenzo. I suoi appelli a parlare verso chi potesse sapere finirono sempre nel nulla. Anni di indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Agrigento culminate con un nulla di fatto, con tanto di passaggio di testimone tra carabinieri e Squadra Mobile che alla resa dei conti, non sortì svolte clamorose. False indicazioni, fiumi di “non ricordo, non so nulla”, decine di persone interrogate per ore nelle caserme, una melassa di indecente omertà ha avvolto lo svolgimento di questa drammatica vicenda, in una città come Favara, segnata negli scorsi anni da altre scomparse misteriose, finite nel dimenticatoio dell’opinione pubblica. Sparire in questo modo è diventato sempre più usuale di questi tempi, ma non è tollerabile, ammissibile, giustificabile. Chi sa qualcosa parli, ne avrà vantaggio la propria coscienza.
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Fonte: Report Sicilia
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