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Giugno difficile per Agrigento: crisi idrica e problemi nei trasporti

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Giugno difficile per Agrigento: crisi idrica e problemi nei trasporti. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Eventi.

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Giugno doveva essere l’antipasto di un’estate turistica da record nella città dei Templi. Si è invece sta trasformando in un mese nero, segnato dal sovrapporsi di emergenze che mettono alla prova cittadini, amministratori e gestori dei servizi, proprio alla vigilia dell’alta stagione.

Il fronte più drammatico resta quello dell’acqua. Mentre gli invasi sono pieni, interi quartieri — da Maddalusa a Zingarello, San Leone — convivono con rubinetti a secco e turnazioni sempre più strette. La tensione tra Aica, gestore pubblico, e Siciliacque, fornitore all’ingrosso nonché creditore della stessa Aica,  rischia di far collassare il sistema: Siciliacque ha concesso una fornitura straordinaria per il mese di giugno do 60 litri al secondo, definendola però “l’ultimo sforzo possibile” a fronte di una situazione finanziaria insostenibile. Sullo sfondo, le nuove regole che limitano il rifornimento con autobotti ai soli utenti censiti da Aica, con il prefetto chiamato a mediare tra Comuni, gestore ed enti, e il Libero Consorzio che paventa “effetti devastanti” per i 42 comuni della provincia.

A complicare il quadro, l’emergenza rifiuti. La chiusura, giovedì 11 giugno, dell’impianto di conferimento del rifiuto secco residuo ha impedito ai mezzi della raccolta di scaricare, costringendo a rinviare il ritiro della plastica e alimentando il timore (se dovessero esserci altre chiusure nei prossini giorni) — già visto in passato — di cumuli in strada nei giorni più caldi.

Sul piano della mobilità, da domani — domenica 14 giugno — scatta la seconda fase dei lavori di Rete Ferroviaria Italiana sulla Palermo-Agrigento. I treni regionali lasciano spazio ai bus sostitutivi fino al 13 settembre, con tempi di percorrenza più lunghi e posti ridotti, proprio nel pieno della stagione turistica. È un cantiere da circa 85 milioni di euro, destinato all’installazione della tecnologia ERTMS, al rinnovo dei binari e alle nuove fermate Fontanelle e San Michele: un investimento strategico, il cui prezzo immediato lo pagano però pendolari e visitatori.

E mentre la città fa i conti con i disservizi quotidiani, si avvicina l’appuntamento identitario per eccellenza: la festa di San Calogero. La tradizione la colloca tra la prima e la seconda domenica di luglio — quest’anno, dunque, dal 5 al 12, poco più di tre settimane da oggi. A metà giugno del programma ufficiale non c’è ancora traccia. Va detto che diocesi e Santuario sono soliti diffonderlo soltanto nei primissimi giorni di luglio, a ridosso dei festeggiamenti: l’attesa, quindi, rientra nella prassi più che nell’anomalia. Ma in un mese così difficile, l’assenza di certezze sull’evento più amato dagli agrigentini diventa l’ennesimo motivo di nervosismo per fedeli, operatori e commercianti che sulla festa contano.

Acqua, rifiuti, treni e una festa ancora sospesa nell’attesa: il “giugno nero” fotografa una città stretta tra la gestione dell’emergenza e la difesa della propria identità, alla vigilia dei mesi estivi che dovrebbero rappresentarne la vetrina soprattutto per il turismo ma anche per tanti Agrigentini che risiedono altrove ma trascorrono le vacanze a San leone e dintorni

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Fonte: Report Sicilia

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