Il Comune dice che l’allerta era verde, ma dimentica il bollettino precedente: Agrigento era in giallo. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Il Comune di Agrigento prova a rispondere alle contestazioni sostenendo che, nella giornata del 19 settembre, il livello di allerta per il territorio agrigentino fosse verde.
Ma i documenti ufficiali della Protezione civile regionale raccontano una vicenda molto più articolata e rendono la risposta del Comune quantomeno incompleta.
Non esiste infatti un solo bollettino. Ne esistono due, emessi in momenti diversi e con differenti periodi di validità.
Il bollettino del 18 settembre indicava allerta gialla 26261_AVVISO DRPC_2026_09_18_43630
L’Avviso regionale di Protezione civile numero 26261, protocollo 43630, è stato emanato il 18 settembre 2026.
Il documento era valido dalle ore 16 del 18 settembre fino alle ore 24 del 19 settembre.
Per la giornata del 19 settembre, la zona E — quella centro-meridionale nella quale ricade Agrigento — era espressamente collocata in allerta gialla, fase di “attenzione”, per rischio idrogeologico e idraulico connesso a rovesci e temporali.
La tabella ufficiale non lascia spazio a interpretazioni: per il 19 settembre risultavano in giallo le zone A, B, C, D, E, H e I. Soltanto le zone F e G erano indicate in verde.
Il bollettino prevedeva inoltre precipitazioni sparse, prevalentemente a carattere di rovescio o temporale, sui settori centro-occidentali, con quantitativi localmente moderati.
Dunque, per la giornata del 19 settembre, Agrigento era stata preventivamente inserita in allerta gialla.
Il secondo bollettino è valido soltanto dalle ore 16 del 19 settembre 26262_AVVISO DRPC_2026_09_19_43834
Il Comune sembra invece fare riferimento al successivo Avviso regionale numero 26262, protocollo 43834, emanato il 19 settembre.
Ma questo secondo bollettino riporta chiaramente un periodo di validità diverso: dalle ore 16 del 19 settembre fino alle ore 24 del 20 settembre.
Nel nuovo documento, per le ore successive all’emissione, la zona E viene effettivamente riclassificata in verde, mentre restano in giallo le zone A, B, H e I.
Pertanto, sostenere genericamente che «l’allerta era verde» significa omettere un elemento essenziale: il precedente bollettino, quello sulla base del quale il Comune avrebbe dovuto organizzare la prevenzione e informare i cittadini già dal giorno prima, classificava Agrigento in allerta gialla.
La ricostruzione corretta è questa:
- dal bollettino emesso il 18 settembre, per la giornata del 19 Agrigento risultava in allerta gialla;
- soltanto con il nuovo avviso, valido dalle ore 16 del 19 settembre, la zona E veniva riclassificata in verde per le ore successive.
Il Comune deve quindi chiarire a quale bollettino faccia riferimento e, soprattutto, perché non abbia diffuso quello emanato il giorno precedente.
Verde non significa assenza di temporali
C’è poi un’altra omissione importante.
Anche il bollettino numero 26262, quello richiamato per sostenere il livello verde, prevedeva per il 19 settembre precipitazioni isolate, anche a carattere di rovescio o temporale, sui settori meridionali della Sicilia.
Dunque, “verde” non significava bel tempo assicurato né assenza di fenomeni potenzialmente pericolosi.
Lo stesso documento raccomandava di prestare particolare attenzione ai deflussi nelle aree urbane e nei luoghi maggiormente frequentati, anche in prossimità dei corsi d’acqua.
Inoltre, nelle disposizioni generali, la Protezione civile regionale invitava ancora una volta i sindaci a:
- predisporre le azioni preventive previste dai piani comunali;
- prestare attenzione alle variazioni meteorologiche locali, talvolta repentine e difficilmente prevedibili;
- dare tempestiva diffusione dell’avviso;
- informare la SORIS sull’evoluzione della situazione.
Quindi anche il bollettino con la zona E in verde doveva essere diffuso e non autorizzava l’amministrazione a ignorare il rischio di temporali localizzati.
A che ora si è abbattuto il temporale?
Adesso diventa determinante ricostruire con precisione la sequenza temporale.
A che ora si è abbattuto il temporale su Agrigento? A che ora il Comune ha ricevuto il bollettino numero 26262? A che ora è stato acquisito al protocollo? Quando è stato trasmesso al sindaco e alla Protezione civile comunale?
E fino all’entrata in vigore del nuovo bollettino, quali misure erano state adottate sulla base dell’allerta gialla comunicata il giorno precedente?
Il Comune non può limitarsi a mostrare il documento successivo, ignorando quello precedente. Deve pubblicare entrambi gli avvisi, con i relativi orari di ricezione, e ricostruire chiaramente che cosa sia stato fatto prima e durante il temporale.
La domanda resta senza risposta
La questione fondamentale, quindi, non viene risolta dalla dichiarazione del Comune.
Perché non è stata diffusa l’allerta gialla contenuta nel bollettino numero 26261?
Perché sul portale istituzionale non compare alcun avviso riferito alla giornata del 19 settembre?
Quali azioni preventive erano state predisposte?
E perché, anche dopo il nuovo bollettino delle ore 16, non risulta diffuso l’avviso che continuava a prevedere possibili rovesci e temporali sui settori meridionali?
La verità documentale è semplice: Agrigento era stata indicata in allerta gialla dal bollettino emanato il 18 settembre. Soltanto con l’aggiornamento valido dalle ore 16 del giorno successivo la zona E è passata in verde.
Mostrare soltanto il secondo documento non cancella il primo.
E soprattutto non cancella la domanda alla quale l’amministrazione Sodano continua a non rispondere: che cosa è stato fatto, nelle ore in cui l’allerta era gialla, per informare e proteggere gli agrigentini?
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Fonte: Report Sicilia
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